Un team di ricercatori dell'Indian Institute of Science, ipotizzando che anche gli elefanti asiatici potessero rispondere alla morte di un compagno come i cugini africani, ha voluto approfondire l'argomento, ma farlo direttamente in natura sarebbe stato piuttosto difficile e dispendioso. Allora si sono chiesti: "Perché non cercare video amatoriali già presenti su Internet?". Detto, fatto!

Cercando su YouTube frasi e parole chiave come "lutto negli elefanti", "reazioni degli elefanti alla morte", "risposte degli elefanti alla morte", hanno messo insieme un numero più che sufficiente di casi, documentando e descrivendo così tra le pagine di Royal Society Open Science un repertorio comportamentale di base su come reagiscono alla morte gli elefanti asiatici (Elephas maximus).

Un’illustrazione che riassume i vari comportamenti di risposta alla morte osservati dai video. Sanjeeta Sharma Pokharel et al., 2022
in foto: Un’illustrazione che riassume i vari comportamenti di risposta alla morte osservati dai video. Sanjeeta Sharma Pokharel et al., 2022

Osservare e studiare alcuni animali e i loro comportamenti in natura può essere davvero complicato. Soprattutto quando si vuole approfondire abitudini o momenti rari della loro vita come la morte di un compagno o di un familiare. Di recente sempre più evidenze stanno dimostrano che anche molti animali non umani affrontano il lutto o rispondono in modo preciso alla morte di un conspecifico.

Succede in molti primati, nei cetacei, negli elefanti africani, nei corvidi e anche tra i cani ma poco si sa invece sugli elefanti asiatici, più elusivi e meno sociali della controparte africana. Immaginare di pedinare i pachidermi nella fitta foresta aspettando che uno di loro muoia era però impensabile, eppure negli ultimi anni sarà certamente capitato a qualcuno dotato di smartphone di riprendere per caso una scena simile. Ed effettivamente è successo parecchie volte.

Anche gli elefanti asiatici soffrono e "piangono" per la morte di un compagno
in foto: Anche gli elefanti asiatici soffrono e "piangono" per la morte di un compagno

I ricercatori hanno trovato su YouTube numerosi video, selezionandone in totale 39. Da questi sono riusciti a osservare ben 24 casi di lutto sia in natura che in cattività, descrivendo nel loro studio il modo in cui gli elefanti hanno reagito alla morte di un membro del proprio gruppo, di solito un individuo molto giovane.

Nelle maggior parte dei casi, gli elefanti reagiscono alla morte di un compagno toccandolo e annusandolo con la proboscide. Generalmente questi comportamenti erano rivolti soprattutto verso il viso o le orecchie e in alcuni casi erano accompagnati da specifiche vocalizzazioni, comportamenti d'allarme o tentativi di rianimare il compagno o il figlio morto.

Da (a) ad (e) i 5 casi in cui la madre ha trasportato per giorni il corpo senza vita del figlio. In (f), per confronto, lo stesso comportamento in un elefante africano. Sanjeeta Sharma Pokharel et al., 2022
in foto: Da (a) ad (e) i 5 casi in cui la madre ha trasportato per giorni il corpo senza vita del figlio. In (f), per confronto, lo stesso comportamento in un elefante africano. Sanjeeta Sharma Pokharel et al., 2022

In ben 5 casi, invece, le mamme si sono portate dietro il corpo senza vita del proprio figlio per giorni, comportamento già osservato anche nei primati e tra i cetacei. Secondo gli studiosi, quindi, anche gli elefanti asiatici non solo comprendono quando un membro del gruppo muore, ma lo piangono attivamente. Un comportamento che di certo non deve sorprendere viste le eccezionali capacità sociali e cognitive di questi mammiferi.

Da questo studio condotto osservando video su YouTube possiamo estrapolare due riflessioni interessanti. La prima è che sempre più evidenze confermano che anche molti altri animali possono soffrire per la morte di un compagno in modo molto simile a ciò che definiamo lutto. E la seconda è che nell'era digitale anche le osservazioni aneddotiche e casuali effettuate da non esperti sui social e sulle piattaforme video, possono aiutare a decifrare comportamenti rari, aggiungendo così elementi preziosi per lo studio del comportamento di una specie.