Negli ultimi anni emergono sempre più di frequente studi ed evidenze sulla capacità degli animali non umani di soffrire per la morte di un conspecifico, soprattutto tra le specie con spiccate abilità sociali e cognitive. Partendo dalle grandi scimmie antropomorfe e passando per elefanti, uccelli e cetacei esempi di comportamenti e stati emotivi compatibili con ciò che noi definiamo lutto sono stati già ampiamente dimostrati, ma per quanto riguarda i cani esistono ancora poche prove.

Ad aggiungere un importante tassello sulla comprensione del lutto nel migliore amico dell'uomo, ci ha pensato un team internazionale guidato dall'Università degli Studi di Milano: «Abbiamo prove solide che dimostrano che i cani soffrono per la perdita di un cospecifico – spiega a Kodami Federica Pirrone, etologa e ricercatrice presso l'Università degli Studi di Milano e coordinatrice dello studio appena pubblicato sulla rivista Scientific Reports – I cambiamenti nel comportamento e nell'espressione delle emozioni nei cani dopo la perdita di un compagno, sono compatibili con ciò che tutti definirebbero come lutto».

Il lutto per l'umano e per il cane

Anche lo stato emotivo dell’umano di riferimento influenza il cane superstite, che mangia meno e prova più paura
in foto: Anche lo stato emotivo dell’umano di riferimento influenza il cane superstite, che mangia meno e prova più paura

Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno ideato un questionario standardizzato da sottoporre alle persone che vivevano con almeno due cani, di cui uno recentemente scomparso: «Abbiamo chiesto alle persone, utilizzando test e questionari già validati da altri studi – spiega Federica Pirrone – che tipo di relazione avevano con il cane scomparso, se avevano notato variazioni nel comportamento e nello stato emotivo dell'altro cane e di che tipo, ma anche come era stata la loro reazione, sottoponendo quesiti che ci hanno aiutato anche capire se il cane è stato influenzato dallo stato emozionale e dal comportamento del compagno umano».

Tenendo sempre conto della soggettività dei questionari, in questo modo i ricercatori sono riusciti a valutare sia lo stato emotivo e la reazione del cane che quello dell'umano, ma anche se e in che misura i due si sono influenzati a vicenda: «L'86% delle 426 famiglie italiane sottoposte al test ha riportato cambiamenti significativi nel comportamento e nel pattern emozionale del cane – racconta la ricercatrice membro del comitato scientifico di Kodami – I cani che avevano perso un conspecifico mangiavano meno, giocavano meno e richiedevano molte più attenzioni. In generale è emerso che l'attività generale dopo la perdita si è significativamente ridotta».

Oltre ai cambiamenti comportamentali del proprio cane, i pet mate hanno notato anche una sostanziale variazione nello stato emotivo. Secondo la maggior parte delle persone, il cane sopravvissuto al compagno provava molta più paura. È questo il cambiamento più evidente legato alla sfera emozionale. Tuttavia, la parte difficile dello studio era però riuscire a dimostrare che lo stato d'animo del cane non fosse influenzato da quello dell'umano di riferimento.

L'influenza del riferimento umano

Come è noto il cane è una specie sociale che è in grado di leggere le emozioni che gli stati d'animo delle persone e dunque di farsi influenzare per via del forte legame emozionale e relazionale che instaura con i membri umani del proprio nucleo familiare. «Dalle nostre analisi statistiche è emerso che la maggior parte dei comportamenti è cambiata indipendentemente dalle percezioni degli intervistati e dallo stato emotivo del compagno umano – spiega Federica Pirrone – Questo ci dice che con tutta probabilità le risposte del cane alla perdita erano reali e non condizionate dal pet mate. Un ruolo significativo dello stato emotivo dell'umano sul cane è emerso solo per quanto riguarda l'alimentazione e la paura».

Quelli che mangiavano meno, dunque, ed erano anche tendenzialmente più spaventati, vivevano con un compagno umano che mostrava livelli di sofferenza e di rabbia molto più alti. Più i pet mate soffrivano ed erano arrabbiati per la morte del cane, più avevano l'altro cane definibile come spaventato.

Il cane soffre per la perdita di una figura di riferimento

Il cane prova dolore e sperimenta il lutto. Gioca di meno, è più pauroso e ha bisogno di più attenzioni
in foto: Il cane prova dolore e sperimenta il lutto. Gioca di meno, è più pauroso e ha bisogno di più attenzioni

Un altro aspetto molto interessate emerso dallo studio, riguarda invece il tipo di relazione che avevano i due cani. Nel questionario gli intervistati dovevano infatti definire se erano imparentati, per esempio madre e figlio, oppure se e quanto andassero d'accordo. È stato anche chiesto che tipo di attività condividevano, come mangiare assieme, dormire oppure giocare.

Dalle analisi statistiche è emerso che tutte le variazione comportamentali ed emotive successive alla perdita,  slegate dall'influenza dell'umano di riferimento, erano strettamente correlate al tipo di legame: «I cambiamenti più significativi sono stati fortemente legati al tipo di relazione. Avvenivano soprattutto quando c'era una relazione affiliativa di tipo amichevole o parentale, oppure quando i due cani condividevano in particolar modo il cibo», sottolinea la Pirrone.

È difficile però dimostrare che il cane sta rispondendo in maniera specifica e consapevole alla morte: «Quel che è certo è che il cane reagisce a una perdita perdita, all'assenza improvvisa di una figura di riferimento che viene a mancare – sottolinea Federica Pirrone – I cambiamenti del comportamento e della sfera emotiva sono infatti paragonabili allo stress da separazione» Ma che cos'è il lutto, se non la perdita di una figura di riferimento da cui ti aspetti supporto, protezione e affiliazione?

«I nostri studi prevedono un'ulteriore fase di approfondimento, che grazie a questi dati possiamo ora affrontare in maniera più specifica e diretta – conclude Federica Pirrone – dal nostro lavoro quello che però già emerge è che cani rispondono alla perdita mettendo in atto comportamenti che nell'uomo definiremmo senza dubbio come lutto».

Quando un cane che fa parte del nostro nucleo familiare viene a mancare, il dolore e la sofferenza travolgono non solo gli umani, ma anche gli altri animali. Questo studio dimostra che anche i cani, animali sociali e con desideri e bisogni emotivi e relazionali paragonabili a quelli umani, vivono il lutto in un modo per certi versi simile al nostro. Un ulteriore prova del fatto che l'esprimere emozioni è una capacità che condividiamo con altre specie che, come noi, sono dotate di un'intelligenza emotiva che non possiamo più trascurare.