cani liberi
in foto: Sole, Luna e Stella nel loro territorio

Sono state prelevate in sicurezza, una dopo l’altra, sterilizzate e poi riportate sul territorio e riunite al branco: oggi Stella, Sole e Luna, giovani cagne semi-selvatiche, sono libere e possono continuare la loro vita così come l’hanno sempre conosciuta, e questo grazie all’impegno e alla collaborazione di diverse associazioni, della polizia locale e del Comune.

La storia arriva dalla Sicilia, dalla zona di Mascali, in provincia di Catania, ed è un’esperienza che dimostra come sia possibile adottare strategie che vanno oltre la mera cattura e trasferimento in canile e agire con l'obiettivo primario del benessere animale. Tutto grazie a un articolato lavoro di squadra.

Il team della Porziuncola: «In 22 anni oltre 600 reimmissioni»

Stella, Sole e Luna fanno pare di un branco formato da altri 6 maschi monitorato da Daniela e Luisa, due volontarie del comune di Mascali, che nei giorni scorsi hanno deciso di avviare l’iter finalizzato a sterilizzare le tre femmine per reintrodurle poi sul territorio. Per farlo si sono rivolte al centro cinofilo La Porziuncola, struttura privata convenzionata con alcuni Comuni della provincia di Catania specializzata proprio nel recupero di cani liberi per sterilizzazione o cure mediche e successiva reimmissione, come conferma il responsabile Biagio Giuffrida a Kodami.

«La nostra struttura è nota anche per questo – spiega – In 22 anni abbiamo fatto oltre 600 reimmissioni sul territorio. D’altronde la nostra legge regionale la prevede. Il punto è che sembra semplice ma non lo è, vanno vagliate tantissime varianti, bisogna capire il branco, il soggetto da prelevare, bisogna operare nel benessere e nel totale rispetto animali e tutte le figure sono fondamentali. Bisogna studiare le abitudini del branco e le dinamiche, bisogna osservare le condizioni di salute del cane: noi lavoriamo al buio e in telenarcosi, il che significa che li sediamo. Bisogna quindi capire se il soggetto regge il sedativo, se e quanto è necessario aspettare dopo avere somministrato il sedativo. La collaborazione con i volontari è fondamentale per tutto questo, non sapremmo nulla di questi soggetti senza di loro».

La sede della Porziuncola è a Catania, ma Giuffrida e il suo team lavorano in tutta la provincia, sia con i Comuni convenzionati sia con chi semplicemente richiede assistenza. Nel caso di Stella, Sole e Luna la chiamata è arrivata dal Comune di Mascali: «Il branco è formato da tre femmine e sei maschi – spiega – le femmine non erano ancora adulte, erano esemplari giovani. Una però aveva fatto una cucciolata sul territorio, e le volontarie di zona che seguivano il branco, tutte formate ed equilibrate, hanno chiesto al Comune con cui noi collaboriamo aiuto perché avevano questa cucciolata di poche settimane e non se la sentivano di lasciarle sul posto, anche in base al numero già abbastanza alto del branco».

Come sono state prese Sole, Stella e Luna

Il comune di Mascali provincia è forse l’unico territorio che ha un areale così vasto: va dal cratere centrale al mare direttamente, e il branco «si trovava più verso zona mare – continua Giuffrida – precedentemente le volontarie ci avevano contattato, ma noi avevamo bisogno dell’autorizzazione del Comune a intervenire. Ce lo hanno accordato operazione, di concerto con l’azienda sanitaria provinciale, e siamo entrati in azione. Il nostro staff quando parte conta sull’educatore cinofilo, il tecnico accalappiatore e il veterinario. I sopralluoghi li faccio io insieme con l’educatore, in questo caso si tratta di una zona molto ampia e di cani di natura semi selvatica con una cucciolata di 45 giorni, che già avevano avuto parecchio contatto con i volontari. I cuccioli erano molto socievoli proprio perché erano stati manipolati dalle volontarie, decise a non lasciarli sul territorio. Le madri invece sono ferali, ma nei vari sopralluoghi abbiamo visto che col cibo c’era la distanza per recuperarle in telenarcosi e abbiamo optato di prenderle una alla volta per evitare che il branco dovesse subire conseguenze».

L’operazione di recupero e sterilizzazione è durata in totale poco più di un mese e si è svolta in tre riprese: «Abbiamo fatto recupero e reimmissione in momenti diversi per consentire alle femmine di riadattarsi al territorio. Abbiamo impiegato per ognuna massimo 6-7 giorni anche per evitare di far perdere loro la territorialità: non appena i medici veterinari dell’Asp ci hanno dato il via libera le abbiamo riportate sul territorio. L’ultima è stata la più difficile: abbiamo fatto un tentativo a vuoto e poi abbiamo aspettato qualche giorno per riprovarci per farla tranquillizzare. Siamo andati in orario diverso per evitare di abituarli allo stesso orario, e alla fine ci siamo riusciti senza intoppi».

Nei video condivisi dii social la prova: in un assolato pomeriggio di primavera, davanti agli sguardi di volontarie e operatori, l’ultima delle tre femmine è stata fatta scendere dal furgone e ha potuto riunirsi alle tre sorelle, tornando alla sua vita. I cuccioli sono invece rimasti con i volontari e hanno già trovato casa: «Li abbiamo recuperati noi – conferma Giuffrida – L’ultima cucciola è andata a casa pochi giorni fa. Tutti sono rimasti a Catania, con l’unica eccezione di una a Firenze e una a Genova: una coppia di ragazzi ha passato tutti i controlli e il cucciolo è partito».