Le monoculture sono un problema per la biodiversità, ma un recente studio viene in soccorso degli agricoltori che da oggi possiedono uno strumento in più per attenuare questo pericolo. La ricerca, infatti, ha esaminato le popolazioni di api selvatiche in alcuni frutteti e gli studiosi hanno scoperto che i tempi di fioritura di alcune siepi e fiori perenni possono essere utilizzati in maniera complementare per favorire l'abbondanza di biodiversità di questi animali.

Volando come minuscoli viaggiatori sulla groppa di qualsiasi ape selvatica potremmo ammirare lo stesso spettacolo che vedono i loro occhi: sconfinati campi coltivati e frutteti di ogni tipo, ognuno con i propri fiori pronti per essere impollinati. La specie che cavalchiamo, però, impollina solo certi tipi di fiori e qui il dramma: davanti a noi si estendono per chilometri campi che coltivano una sola specie di pianta e, per questo motivo, noi e l'ape siamo costretti a rinunciare a esplorare quel vasto paesaggio.

Per far fronte a questo problema gli studiosi della British Ecological Society hanno cercato un modo per favorire la biodiversità delle api selvatiche fornendo al contempo uno strumento utile agli agricoltori. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Applied Ecology,  ma prima di comprendere che strumento hanno ideato i ricercatori, bisogna capire cosa si intende per ape selvatica.

Non solo api mellifere: il vasto mondo delle api selvatiche

A ricevere un'incredibile attenzione mediatica è sempre l’ape europea (Apis mellifera), nonostante gli insetti impollinatori siano molti e siano tutti essenziali per la sopravvivenza di certi determinati fiori.

Con il termine ape si intendono tutti gli insetti appartenenti alla superfamiglia apoidea, un gruppo dell'ordine degli imenotteri. Sono un raggruppamento antichissimo, presente sulla Terra dal Mesozioico, circa 251 milioni did anni fa, e ne fanno parte circa 20.000 specie diverse.

Sono presenti praticamente in ogni ambiente terrestre tranne ai poli e presentano moltissime forme diverse: possono essere piccole, medie e grandi ed esistono specie alate o attere, ovvero senza ali. Anche la livrea rispecchia la grande varietà di specie, dal più classico giallo e nero fino a colori iridescenti di varia natura.

Nei paesaggi ad agricoltura intensiva, le api selvatiche sono rare a causa della scarsa disponibilità di fiori come fonti di nettare e polline. Questo non è un problema solo per la natura, ma anche per gli agricoltori stessi che vedono scomparire dai propri campi un elemento essenziale per il corretto sviluppo dei propri prodotti agricoli. Senza le api e, in generale gli organismi impollinatori, difficilmente la pianta potrà produrre il tanto agognato frutto che l'uomo, poi, metterà in commercio.

Per questo motivo i ricercatori si sono concentrati nel trovare dei fiori che fossero abbastanza attraenti per le popolazioni di api selvatiche e che fossero anche disponibili durante le varie stagioni, non solo nel periodo produttivo delle monoculture.

Come siepi e fori perenni aiutano le api selvatiche

Nello studio, che si è svolto dal 2018 al 2020, i ricercatori hanno confrontato le risorse floreali e le popolazioni di api selvatiche in 18 meleti nel Lago di Costanza in Germania, una grande regione famosa per i suoi alberi da frutto. In questi frutteti sono state piantate specie di fiori con diverse caratteristiche in varie combinazioni e i ricercatori hanno osservato in che modo i tempi di fioritura di queste piante potessero alternarsi in modo tale da fornire cibo agli insetti per tutto l'anno.

Ciò che sono riusciti a verificare è che le specie di api selvatiche visitano le siepi fiorite all'inizio della stagione da marzo a giugno, mentre impollinano le strisce di fiori perenni più tardi nella stagione da giugno ad agosto nel primo anno di semina, e da aprile in poi negli anni successivi. Le combinazioni floreali che hanno ottenuto un risultato migliore sono stati i Bugloss di vipera con la malva, piante con fioriture estremamente colorate, perenni e, soprattutto, che crescono facilmente in ogni terreno.

Dunque è la combinazione di piante che fioriscono in diversi periodi dell'anno una delle chiavi per poter garantire il futuro di una delle "simbiosi artificiali" più proficue per l'uomo: da una parte i campi coltivati, elemento essenziale alla base del nostro comune approvvigionamento di cibo, dall'altra le api selvatiche che si nutrono spesso propri del nettare dei fiori delle piante che coltiviamo.