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2 Maggio 2021
7:11

Aiutano l’agricoltura e salvano la biodiversità: uno studio riabilita le vespe

Le api sono essenziali per la biodiversità, ma anche le vespe non sono da meno. Uno studio scientifico realizzato dallo University College di Londra, dalle Università dell’East Anglia e di Firenze ha cercato di capire perché gli esseri umani abbiano così tanto rifiuto per questi animali. Il lavoro, pubblicato sulla rivista scientifica Biological reviews, arriva a una conclusione: è la non conoscenza sul loro ruolo per gli ecosistemi ad averlo creato.

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Le api sono essenziali per la biodiversità, ma anche le vespe non sono da meno. Uno studio scientifico realizzato dallo University College di Londra, dalle Università dell’East Anglia e di Firenze ha cercato di capire perché gli esseri umani abbiano così tanto odio per questi animali. Il lavoro, pubblicato sulla rivista scientifica Biological reviews, arriva a una conclusione: è l’ignoranza sul loro ruolo per gli ecosistemi ad averlo creato.

Il lavoro ha analizzato più di 500 articoli scientifici che hanno studiato più di 33mila specie di vespe. Sono loro tra i migliori predatori di altri insetti come afidi o bruchi. Un lavoro silente, il loro, che si traduce in un attività di tutela dei raccolti che, secondo gli studiosi, vale almeno 416 miliardi di dollari in tutto il pianeta. Le specie di vespe i cui esemplari tendono ad essere più solitari prendono di mira un parassita specifico, mentre le specie che vivono in realtà più socialmente organizzate sono predatrici generaliste.

Secondo lo studio questi insetti potrebbero essere valorizzati come “lavoratori” che possono aiutare le politiche della sostenibilità e il mondo agricolo, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo e in quelli dell’area tropicale.

I ricercatori hanno notato come siano almeno 960 le specie di piante che vengono impollinate dalle vespe (in totale questa pratica, comprendendo anche il lavoro delle api, ha un peso economico nell’agricoltura mondiale pari a oltre 250 miliardi di dollari ogni anno). Delle quasi mille specie di piante sono 164 quelle che, per la loro impollinazione, dipendono completamente dalle vespe: tra queste, anche alcune orchidee che hanno sviluppato un particolare adattamento proprio per loro, tanto da avere una forma in grado di imitare l’estremità posteriore di una vespa femmina.

«Il valore delle vespe nel sostenere le nostre colture rimane poco compreso, ci auguriamo che riabilitando la loro cattiva reputazione, possiamo ottenere collettivamente il massimo valore da queste affascinanti creature», spiega Alessandro Cini, ricercatore coautore del lavoro. «Insieme ad altri insetti, molte specie di vespe stanno diminuendo a causa di fattori come il cambiamento climatico e la perdita dell'habitat – dice Ryan Brock, primo autore dell'articolo – Pertanto, è urgente affrontare la loro conservazione e garantire che gli habitat continuino a beneficiare dei servizi ecosistemici di vasta portata forniti dalle vespe».

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