Se i cinghiali ti inseguono nel centro di Roma, ormai non fa quasi più nemmeno notizia, ma se lo fanno a Barcellona e il “bottino” è Shakira, allora la situazione cambia totalmente, anche perché la pop star non ha perso tempo e ha condiviso subito la sua avventura sul suo profilo Instagram catturando l’attenzione dei media internazionali.

In una stories sul social, la cantante colombiana racconta che si trovava in un parco della città catalana con il figlio Milan di otto anni e all’improvviso un cinghiale l’ha aggredita strappandole la borsa e scappando nel bosco.

Un evento che a Barcellona, ma come in tante altre città, sta diventando molto frequente. Il numero di ungulati è esploso in tutta Europa e dalle ultime stime ha raggiunto circa 10 milioni di esemplari in tutto il continente. Queste specie selvatiche entrano nelle città perché trovano cibo utile, rappresentato da rifiuti  abbandonati dall'uomo. Come spiega proprio su Kodami l'etologa e docente di Etologia Veterinaria, Federica Pirrone, quello dell'inurbamento delle specie selvatiche è un fenomeno complesso e che andrebbe affrontato su più fronti.

Ma senza dubbio, l'azione del singolo cittadino, è fondamentale soprattutto nel non dare loro da mangiare: oltre a essere vietato dalla legge, è un'azione estremamente pericolosa perché alimentando i cinghiali e la fauna selvatica si crea una vicinanza, si accorcia la distanza tra noi e loro. E questo non fa bene né a noi e né alle altre specie.

La gestione dei cinghiali a Barcellona

Il Parco Naturale di Collserola domina su Barcellona. Si tratta di un’oasi boscosa ricca di fauna selvatica, che ospita più di 190 specie di animali. Ma affacciata su una città di oltre 1,5 milioni di abitanti che accoglie decine di milioni di turisti ogni anno, è diventata un fronte di battaglia tra uomo e natura. Nelle notti catalane, infatti, i cinghiali di Collserola, da soli o in gruppo, scendono in città e si mescolano alla popolazione umana che fa baldoria.

Gli incontri con i cittadini sono numerosissimi, con un picco nel 2016 quando la polizia ha registrato 1.187 telefonate di persone in allarme per la loro presenza in pieno centro. Negli ultimi dieci anni, Barcellona ha cercato disperatamente un modo per impedire al cinghiale di colonizzare i quartieri. E la soluzione trovata è stata affidare la gestione del fenomeno ad un team di scienziati veterinari dell'Università Autonoma di Barcellona (UAB) i cui compiti prevedono uccisioni pianificate, ma anche attività di sensibilizzazione dei cittadini sulla gestione dei rifiuti.