Aiuta gli animali a riavere una famiglia e una vita fatta di amore e dignità. È una delle associazioni per la difesa degli animali più importanti in Italia. E adesso, dopo aver costruito un canile rifugio che ha accolto tantissimi cani e gatti, compresi quelli delle razze considerate "agressive" con i quali viene fatto un accurato percorso di recupero, Pet Rescue Italia ha ricevuto un’ingiunzione di sfratto da parte di Ats, l’Azienda socio sanitaria territoriale Melegnano e della Martesana, per la struttura per la struttura in via Cascina Santa Brera a San Giuliano Milanese e per i 100 cani ospitati attualmente.

«È una situazione ingarbugliata, tanto che è stato difficile capirla anche per noi» spiega Gianluca Gianluca Maletti, presidente della Onlus. «In pratica, per farla semplice, il rifugio è stato realizzato nel 2017 su un terreno preso in affitto da un privato, che già da un decennio era adibito a ospitare cani. Ora, però, la proprietà non è più interessata al mantenimento del canile e vorrebbe vendere il terreno. Cosa che non contestiamo assolutamente, anzi. Abbiamo anche chiesto di acquistarlo noi, ma dopo lunghe trattative la proposta non è andata a buon fine. Quello che però non ci va giù proprio per nulla, è il fatto che, purtroppo, Ats contesti a noi molti abusivismi, come la costruzione di alcuni box per cani, che in realtà sono stati realizzati ben prima del nostro arrivo. Oltre al danno, la beffa».

E invece, come stanno le cose?

«Secondo le carte che abbiamo ricevuto e visto chiaramente per la prima volta, in pratica, il Comune di San Giuliano è addirittura dal 2002 che invia al proprietario ordinanze in cui si parla di abusi edilizi presenti nell'area che avrebbero dovuto essere abbattuti al più presto. Una cosa assurda e paradossale: intanto perché sarebbe dovuto essere quello stesso Comune a fare i controlli; ma soprattutto, perché durante la nostra presenza, mai abbiamo avuto un problema né con il Comune, né con le ispezione di Ats risultate tutte perfette. Semmai, il Comune ci ha sostenuto con campagne di sensibilizzazione e raccolta di cibo per gli animali».

Nel 2021 però succede qualcosa: «La proprietà vende tutta l’area a una società immobiliare, la quale chiaramente inizia a fare pressione sul Comune affinché venga liberata. Il Comune a quel punto fa a sua volta pressione sull’Ats dicendo loro di revocarci il Codice Struttura perché quell’autorizzazione rilasciataci nel 2018 non è più valida in quanto, nel 2017 dall’istituzione era stata fatta un’istanza di demolizione di sei box e il locatario, ovvero noi, non l’aveva attuata. Finale della storia: l’arrivo dell’ingiunzione di sgombero. Aggiungo che io non ho nulla con la nuova proprietà. Trovo però che non sia nostra la responsabilità, visto che se il Comune avesse fatto quello che doveva, noi lì, proprio non ci saremmo perché quel posto non sarebbe esistito e non ci troveremmo in questa situazione, davvero difficile. Chiaro, non è che i responsabili siano solo Comune e Ats, è un insieme di corresponsabilità. Ma non è corretto che alla fine di tutto, i responsabili davanti agli occhi di tutti alla fine siamo noi. Noi però non ci stiamo a prenderci colpe che non sono nostre».

Non solo accoglienza: anche corsi contro bullismo e percorsi di reinserimento per umani

Pet Rescue Italia, è un punto di riferimento fondamentale in Lombardia per quel che riguarda l’accoglienza e le adozioni di cani e gatti: «Siamo cresciuti piano piano grazie all’amore messo dai tanti volontari, oggi circa 200, con i quali condividiamo il desiderio di aiutare gli animali in difficoltà a trovare una famiglia. E direi che la nostra mission la realizziamo con successo visto che sono circa 400 gli animali che vengono adottati ogni anno. Alla parola canile, abbiamo sempre preferito “rifugio”, perché abbiamo sempre pensato di creare un luogo in cui i nostri ospiti si sentano costantemente amati, accolti e al sicuro».

Non solo. Perché la Onlus nel tempo si è occupata anche di attivare progetti nelle scuole contro il bullismo e percorsi per offrire alle persone bisognose, lavori socialmente utili. «Eravamo convinti in buona fede che la struttura fosse in regola, altrimenti ci saremmo comportati in altra maniera» aggiunge Maletti.

Che ci tiene anche a sottolineare come abbia provato, ovviamente, a mettersi in contatto e a chiedere un aiuto anche alla politica: «Ho tentato un confronto con Regione Lombardia, Città Metropolitana, Comune di San Giuliano e Ats per trovare una quadra a tutta questa situazione assurda, che poi significherebbe trovare un altro terreno dove farci traferire in sicurezza e con i tempi giusti. Ma sembra che al momento nessuno sia interessato a trovare una soluzione. Quindi, all’ultimo tavolo mi sono alzato e ho detto, facciamo così: che mi date 24 mesi e me ne vado da solo, però visto che non ho neanche una multa non pagata, deve smettere questo attacco continuo da Comune, Ats, proprietà. Perché, onestamente, ma da cosa devo difendermi, addirittura con un avvocato che non mi è mai servito in vita mia? Ma perché. Altrimenti io metto in liquidazione l’associazione la chiudo e dichiaro i cani abbandonati sul territorio che così diventano del Comune che a quel punto dovrà occuparsene per forza».

Per adesso, però, è silenzio. Pet Rescue ha avuto soltanto una proroga di trasferimento al 30 marzo 2022: «È davvero un peccato buttare via tutto. Ma non importa niente a nessuno, il disinteresse sembra totale».

La risposta del sindaco di San Giuliano Milanese

Naturalmente abbiamo provato a sentire il sindaco di San Giuliano Milanese, Marco Segala, il quale ci ha risposto con una nota scritta in cui precisa che «l'Amministrazione Comunale di San Giuliano Milanese NON è proprietaria dei terreni su cui sono state realizzate le strutture. Le aree sono di privati che hanno avviato le procedure di sfratto a coloro ai quali avevano affittato gli spazi».

Inoltre che «le aree, da un punto di vista urbanistico, sono soggette alla disciplina del Parco Agricolo Sud Milano e, purtroppo, hanno diversi abusi edilizi. Nel 2017, l'Amministrazione Comunale ha emesso un'ordinanza per eliminare tali abusi edilizi. Con l'associazione, la proprietà e i diversi enti interessati (ATS e Parco Sud), l'amministrazione comunale è in costante contatto. Abbiamo altresì promosso un tavolo di confronto per individuare un percorso di risoluzione del problema nel rispetto della legalità. l'Amministrazione Comunale, infine, non dispone di aree pubbliche da destinare a canile ovvero con i requisiti igienico-sanitari e urbanistici».