Nei prossimi giorni ci sarà un tavolo di confronto tra i gestori della Sfattoria degli Ultimi e le istituzioni. Nelle scorse ore sono stati chiamati in causa dai responsabili del rifugio il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. La speranza dei volontari e dei tanti cittadini che hanno mostrato solidarietà per gli animali, è quella di riuscire trovare una soluzione per evitare di abbattere i 140 maiali, cinghiali e ibridi.

Per fare chiarezza sulla vicenda, Kodami ha contattato il Commissario Straordinario per la peste suina Angelo Ferrari che ha confermato l'incontro: «Sarò a Roma già nei prossimi giorni per aprire un tavolo di conciliazione sulla questione – Questo le parole sulla Sfattoria di Angelo Ferrari, Commissario straordinario per la peste suina, a Kodami – restiamo in ascolto e aspettiamo in attesa di una soluzione».

All'incontro parteciperanno anche le tante associazioni che stanno portando avanti il ricorso ad adiuvandum assieme al rifugio e la data ipotizzata al momento è tra il 22 o il 23 agosto. Kodami ha invitato il Comune, per competenza territoriale, e la Regione, per competenza in materia di sanità, a palesare la loro disponibilità in tal senso, tuttavia non è ancora arrivata una risposta dagli uffici sollecitati.

Un confronto che da parte del Comune e della Regione, più volte chiamati in causa, non c'è mai stato finora: un silenzio che ha lasciato migliaia di cittadini senza alcun tipo di risposta per giorni. Sin quando, l'8 agosto, è arrivato l'ordine di abbattimento per gli animali della Sfattoria, le istituzioni non hanno mai rilasciato alcuna comunicazione per aiutare a fare chiarezza sulla vicenda, nonostante l'enorme pressione esercitata dai cittadini e dalla popolazione.

Nel frattempo sono giorni difficili al rifugio, dopo che è arrivato il decreto da parte del TAR che ha di fatto rimesso nelle mani dell'ASL il destino degli animali, di nuovo a rischio a abbattimento. Nella serata di ieri, attraverso un video postato sui profili social del rifugio, Emanuele Zacchini, volontario e portavoce del rifugio, aveva chiesto a gran voce questo incontro con il sindaco di Roma Gualtieri e il Presidente della Regione Lazio Zingaretti, affermando di essere aperti a qualsiasi tipo di soluzione da concordare con le istituzioni pur di salvare gli animali.

Le dichiarazioni fatte a Kodami dal Commissario Ferrari possono aiutare a fare chiarezza su quanto sta accadendo al rifugio, soprattutto in considerazione che ci sono centinaia di persone che sono in presidio fisso sul posto o in viaggio verso Sfattoria. Già qualche giorno fa Angelo Ferrari aveva dichiarato a Kodami che sarebbero state valutate tutte le soluzioni prima di agire e di star già lavorando anche per il futuro dei rifugi.

La questione della Sfattoria e dei tanti animali che vivono in rifugi e santuari è infatti soprattutto politica, poiché non esistono ancora normative o regolamenti che chiariscano lo status e la gestione degli animali considerati da reddito non destinati alla produzione alimentare, che di fatto sono animali d'affezione, e quello stesso dei rifugi, non riconosciuti in quanto tali ma costretti a seguire le stesse leggi e gli stessi obblighi degli allevamenti per la produzione alimentare.

Come confermato anche dal TAR, la legge stabilisce che è possibile escludere dai provvedimenti per il contrasto della diffusione della peste suina un massimo di due maiali non destinati alla produzione alimentare a persona: troppo poco per provare a separare gli animali d'affezione da quelli allevati per la produzione di carne. Noi di Kodami abbiamo documentato da vicino tutto ciò che sta accadendo al rifugio, dove il presidio continua a oltranza, mettendo in evidenza proprio l'enorme vuoto giuridico legato al riconoscimento di rifugi e santuari.

Le prossime saranno ore decisive, quindi, per destino non solo degli animali della Sfattoria ma di tutti i rifugi e i santuari italiani.