La mobilitazione alla Sfattoria
in foto: La mobilitazione alla Sfattoria

«Se il Tar del Lazio oggi boccia il nostro ricorso e domani l'Asl è qui, allora vuol dire che il Commissario con le sue parole ha solo voluto strumentalizzare la situazione». Così Emanuele Zacchini, volontario della Sfattoria degli Ultimi e volto della protesta contro l'abbattimento dei 130 suidi ospiti del rifugio, risponde alle dichiarazioni rilasciate ieri su Kodami da Angelo Ferrari, commissario straordinario alla peste suina africana.

Ferrari attraverso il nostro magazine ha tranquillizzato le centinaia di persone che in queste ore si sono recate al rifugio a nord di Roma dopo la notifica impositiva di abbattimento arrivata lunedì 8 agosto. Il Commissario aveva infatti dichiarato che «sarà dato tempo ai destinatari dell'ordinanza di presentare le contro valutazioni del caso», all'interno di una « dialettica legale» con l'Asl della Capitale.

«Ci credo quando dice che non interverranno adesso, sarebbe folle portare avanti gli abbattimenti adesso – continua Emanuele – Tuttavia la verità è che stanno aspettando il momento giusto per entrare, credendo di poter agire liberamente quando l'attenzione mediatica si sarà abbassata. Non sanno, però, che la tensione calerà solo quando gli animali saranno tutti salvi».

Il ricorso è stato presentato ieri, e adesso sta ai giudici del Tribunale amministrativo pronunciarsi sulla possibilità di accogliere o meno la sospensiva agli abbattimenti richiesta dai volontari. «Ci hanno detto che il Tar potrebbe rispondere già oggi e se dovesse darci ragione si procederà a fare indagini più accurate sulla questione, si dovranno aprire tavoli tecnici per capire le criticità del rifugio e cercare una soluzione che non contempli la morte di animali innocenti».

Mentre se il Tar non dovesse accettare la sospensiva, vista la natura «cautelare e urgente» dell'ordinanza, il timore è che l'Asl possa recarsi alla Sfattoria già nei prossimi giorni. Una prospettiva che però Emanuele rifiuta: «Se i funzionari dovessero fare il folle gesto di venire, se verrà toccato anche un solo animale saranno molte persone saranno emotivamente distrutte. Tutti i giorni arrivano persone in lacrime, che vengono anche da molto lontano, e chi non può muoversi fa lo sciopero della fame. Sarebbe un duro colpo per tutti noi, e io stesso sono pronto a compiere un gesto estremo».

Molti sono arrivati alla Sfattoria con il proprio camper, chiudendosi alle spalle la porta di casa senza sapere quando avrebbero fatto ritorno. Altri invece fanno la spola tra il rifugio e la propria città, sperando di essere presenti nel caso in cui arrivassero i funzionari dell'Asl: «Le cose purtroppo sono tragiche perché la realtà è che da un momento all'altro potrebbero arrivare per uccidere gli animali», dice l'attivista Katia.

«Sentiamo la vicinanza di ognuno di loro – afferma Emanuele – e siamo grati per quello che stanno facendo venendo fisicamente a supportare il nostro lavoro. Apprezziamo anche il grande sostegno che le persone ci stanno dando le persone tramite i social. Grazie a queste piattaforme sappiamo che moltissimi pur non essendo presenti stanno sostenendo attivamente i diritti degli esseri viventi che stiamo cercando di tutelare».

I maiali della Sfattoria degli Ultimi
in foto: I maiali della Sfattoria degli Ultimi

Rispetto alle critiche sulle misure di biosicurezza rilevate all'interno dell'ordinanza, il volontario è molto chiaro: «Abbiamo fatto il massimo per ciò che concerne le nostre competenze e conoscenze. Se ci sono delle problematiche è l'Asl a dover intervenire per farci mettere a norma, così come è scritto sulle ordinanze firmate dallo stesso commissario Ferrari. Invece i funzionari sono venuti sempre e solo a censire animali, come se volessero registrare il numero dei soggetti da abbattere e basta».

Dal caso della Sfattoria degli Ultimi al Jova Beach Party, per i politici gli animali sono utili solo per la campagna elettorale e in queste ore nessuno dei grandi partiti nazionali si è espresso ufficialmente, prendendo una posizione rispetto a quanto sta avvenendo al rifugio. «La politica? Ci sentiamo abbandonati da chi governa e dalle istituzioni – commenta Emanuele – Io sono distante da ogni corrente ma davanti alla vita di un essere innocente vorremmo il maggiore supporto possibile da tutti a prescindere dalle ideologie».