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Kodami Call

Sfatiamo un mito: la gazza non è una ladra

Le gazze non rubano gioielli e hanno decisamente paura degli oggetti luccicanti. Ma allora perché la gazza ladra si chiama così?

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29 Marzo 2023
13:48
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Gli studi smentiscono il mito della “gazza ladra”. Tutti pensiamo che le gazze abbiano un bisogno compulsivo di rubare cose luccicanti per i propri nidi ma gli scienziati dell'Università di Exeter dimostrano che gli uccelli sono in realtà innervositi da questi oggetti, presumibilmente perché sono nuovi e potrebbero rivelarsi per loro un pericolo.

Gli scienziati del dipartimento universitario del Center for Research in Animal Behavior (CRAB) lo hanno dimostrato con un test comportamentale su gazze euroasiatiche (Pica pica), strutturato inserendo una pila di oggetti luccicanti (viti metalliche, piccoli anelli e piccole lamine di alluminio) e posizionato cumuli di noci a soli 30 cm di distanza.

Cosa si è visto? Che gli uccelli ignoravano, o perfino evitavano, gli oggetti luccicanti e spesso si nutrivano di meno quando questi erano presenti. Non si sono trovate prove di un'attrazione incondizionata per gli oggetti luccicanti in questi animali, anzi, tutti gli oggetti hanno provocato risposte di neofobia, ovvero, rifiuto o profonda paura per le cose nuove.

Ci sono alcune specie di uccelli che usano oggetti: i Bowerbirds o “uccelli giardinieri” (fam. Ptilonorhynchidae), sono dei veri e propri artisti, allestiscono dei palcoscenici davanti ai loro nidi raccogliendo e sistemando in maniera davvero creativa tutti gli oggetti che hanno a disposizione: tappi di bottiglia, frammenti di vetro, pezzi di plastica, rametti e foglie. Altre specie di uccelli, come il Nibbio bruno (Milvus migrans), usano invece oggetti di forma e colore particolare per mettere in guardia da potenziali predatori, posizionandoli nel proprio nido dopo l'accoppiamento.

Nei nidi delle gazze non si è mai visto alcun oggetto luccicante ma anche loro, come molti altri corvidi, hanno dimostrato di usare oggetti, anzi, c'è di più: li sanno maneggiare. Usano gli oggetti come strumenti e lo fanno con un evidente consapevolezza. Proprio i corvidi, come la gazza, hanno dimostrato di avere abilità cognitive paragonabili a quelle di alcuni primati: sanno maneggiare strumenti, comprendere concetti astratti, stabilire nessi causali tra oggetti. C’è una vera e propria coscienza sensoriale in questi uccelli. Hanno un evidente consapevolezza di quello che fanno e non semplicemente una buona memoria di lavoro. Però, non usano nessun gioiello, piuttosto oggetti ben conosciuti come bastoncini e pietre.

Perché la gazza ladra si chiama così?

L'origine di questo nome è forse da ricercare nella gazza becconero (Pica hudsonia), la quale ruba uova ad altre specie animali per cibarsene. Essendo onnivori questi animali non rubano solo uova ma a volte si appropriano di carcasse. Da qui il soprannome "ladra".

Per quanto riguarda il furto di gioielli, sembra sia solo una leggenda fortificata dal folklore, dai libri e dalla musica. C'è un'ipotesi che alcuni prendono in considerazione: gli scienziati del CRAB, prima di iniziare il loro studio, hanno scoperto due resoconti pubblicati di gazze euroasiatiche (Pica pica) che sembra abbiano rubato cose luccicanti (un anello di fidanzamento ritrovato in un loro nido nel 2008 e una gazza nel 2009 che rubò chiavi, monete e una chiave inglese da un'autorimessa). Però questo è successo, non perché amino i brillanti ma probabilmente perché, come abbiamo visto, sono solite manipolare oggetti. Quindi, ci possono essere stati rari casi in cui alcuni esemplari molto vicini alle città, hanno avuto occasione di prendere confidenza con gli oggetti usati dagli umani, come i gioielli. Con abituazione e desensibilizzazione dello stimolo, la risposta neofobica è venuta meno potendo usare anche oggetti insoliti per raggiungere i loro scopi. Poi, si sa, da piccoli eventi eccezionali si possono creare grandi storie.

In ogni caso non si è mai assistito a nulla che assomigli a questo comportamento in natura, come dichiara l'esperto di corvi della Cornell Kevin McGowen.

Sono una ragazza che dopo qualche anno di veterinaria ha scoperto la sua passione: lo studio del comportamento degli animali, incluso l'uomo, in un'ottica comparata. Questa scienza, ancora sconosciuta, si chiama "Etologia" e mi aiuta a non smettere mai di conoscere cose sulla natura, sugli animali, su di noi e sulla nostra storia.
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