Gli interventi assistiti con gli animali (IAA), genericamente indicati con il termine di “pet therapy”, sembrano essere efficaci, ma, secondo uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology dell'Università di Basilea, in Svizzera, il perché ancora non è noto.

Quella appena affermata sembra una considerazione preliminare che due scienziati si scambierebbero all'inizio di una ricerca, ma invece è il risultato di una grande meta-analisi, uno studio incrociato che prende in considerazione molte ricerche per capire se c'è una tendenza comune su un tema preciso come, in questo caso, sull‘efficacia degli IAA.

La ricerca sui benefici degli interventi assistiti con gli animali

Gli IAA consistono in terapie svolte con la collaborazione di un animale e si tratta di attività predisposte per dare beneficio e sollievo alle persone attraverso lo sviluppo di una relazione con una specie diversa dalla nostra. La terapia con gli animali nasce proprio dalla consapevolezza che l'interazione con una specie non umana può restituire benefici unici alle persone, anche se, ad oggi, i meccanismi di azione sono appunto ancora ignoti.

La ricerca sugli interventi assistiti con gli animali è aumentata in maniera massiccia negli ultimi anni, nonostante ancora non sia chiaro da dove si traggono i benefici di molte terapie e quanto sia importante l'animale in tali interventi. La meta-analisi effettuata dall'Università di Basilea, quindi, ha tentato proprio di raccogliere lo stato attuale delle conoscenze sui meccanismi di azione degli IAA.

Lo stress negli animali impiegati negli IAA

Un'ulteriore questione spesso legata agli IAA è il possibile stress che l'animale può provare. Sono pochi gli studi che ad oggi valutano i fattori di stress degli animali impiegati negli IAA, specialmente per il dato di fatto che è difficile riconoscere univocamente i segni di un eventuale situazione di disagio.

Piccoli studi, come quello effettuato su un gruppo di cani pubblicato su National Library of Medicine , confermano come non ci siano effetti sulla salute psicologica di questi animali. Mentre altri più grandi e lungimiranti stanno cercando di cementare le basi per un corretto e consapevole utilizzo di questi preziosi compagni come quello pubblicato quest'anno su Multidisciplinary Digital Publishing Institute dove si tengono conto dei fattori contestuali coinvolti come l'ambiente fisico, l'influenza umana e le caratteristiche di intervento e la presenza o l'assenza di un operatore che si occupa dell'animale.

Il funzionamento degli interventi assistiti con gli animali? Nessuna spiegazione

I ricercatori hanno scoperto che la maggior parte degli studi dà delle spiegazioni più o meno pressappochiste sul funzionamento degli IAA, circa l'84%, mentre il restante 16% non ha neanche definito ipotesi specifiche. Questa però non è l'unica scoperta: nella maggior parte delle ricerche l'interazione con l'animale era implicitamente considerata come un fattore benefico, evidenziando una contraddizione, quantomeno, antiscientifica.

Una delle spiegazioni superficiali più comuni consiste nel definire uno sviluppo di una relazione con una specie diversa dalla nostra benefica in quanto si utilizzano mezzi di comunicazione diversi dai quelli che comunemente utilizziamo noi. Un'altra, invece, definisce benefico questo intervento in quanto si scardinano difficili rapporti emotivi del paziente, stimolandolo a una partecipazione più attiva.

I ricercatori di questo studio, però, di una cosa sono certi: ancora non siamo in grado di rispondere alla domanda su come e perché gli IAA funzionino. Nonostante ciò questi vengono ugualmente utilizzati per via dei diversi benefici che sembrano comunque apportare ai pazienti.