La giustizia amministrativa “boccia” di nuovo Roma Capitale e sospende una sua ordinanza fatta a tutela dei cavalli. La guerra tra il Campidoglio e i vetturini romani non si arresta.

La sindaca Virginia Raggi aveva firmato lo scorso 27 luglio un’ordinanza con la quale ha messo paletti molto stretti all’uso dei cavalli per le carrozze del centro vietando il lavoro prima delle 18 e a una temperatura superiore a 26 °C. «Poche ore dopo la firma – dichiara Anna Cavalli, responsabile Area Equidi della sede Lav di Roma – l'ordinanza era stata già stata impugnata, a dimostrazione del grande rispetto che i vetturini nutrono verso i loro cavalli, nelle stalle che si trovano nell'ex Mattatoio di Testaccio».

Ma non c’è solo questo. La polizia locale di Roma Capitale ha effettuato un sopralluogo alle stalle e ha annunciato di aver denunciato 10 vetturini per occupazione abusiva dell'area di proprietà dell’ex mattatoio di Roma. Le verifiche degli agenti hanno riguardato i 29 box presenti all’interno dell'area e lo stato di salute dei cavalli.«Ci auguriamo che si faccia finalmente chiarezza sulle condizioni strutturali e sanitarie delle stalle occupate dai vetturini, poste sotto sequestro già ad ottobre 2014 grazie ad un intervento del Nirda del Corpo forestale dello Stato», dichiara Nadia Zurlo, responsabile nazionale Lav Area Equidi. All'epoca, spiega la Lav, furono anche sequestrati 2 cavalli che sarebbero stati in condizioni igienico sanitarie inidonee.

«Chiediamo all'Amministrazione di fare luce sull'intera vicenda, fino ad oggi accettata come normale da Roma Capitale, nell'attesa che venga posto fine al servizio dei cavalli anche attraverso la riforma del Codice della Strada – dice David Nicoli, responsabile della sede Lav di Roma – Non bisogna essere animalisti per rendersi conto che i cavalli delle botticelle conducono una vita molto lontana da quella naturale e che li vedrebbe in libertà e in contesti completamente diversi».

L’assemblea capitolina aveva approvato un regolamento con il quale spostava le carrozzelle romane dal centro ad alcuni parchi della città come Villa Borghese, Villa Pamphilj e quello degli Acquedotti. Il secondo grado della giustizia amministrativa, il Consiglio di Stato aveva sospeso il provvedimento e accolto le istanze dei vetturini.