tigri circo
in foto: Fonte: Rony Roller Circus

Il Tribunale Amministrativo del Lazio alla fine ha dato ragione al circo: la compagnia Rony Roller potrà usare animali nei suoi spettacoli nonostante il divieto imposto dal Comune di Fiumicino, che aveva deciso di prendere posizione contro questa pratica per il periodo in cui il tendone resta allestito sul suo territorio.

Il Tar ha infatti accolto il ricorso presentato dal circo, arrivato a Fiumicino a metà febbraio. Il primo spettacolo era in programma il 18 febbraio, ma il giorno precedente la giunta guidata dal sindaco Esterino Montino aveva imposto lo stop: niente spettacoli con animali, ritenuti «una forma di sfruttamento cui questa amministrazione è da sempre contraria», e consentire sarebbe «diseducativo nei confronti del pubblico che assiste alle performance, specialmente dei più piccoli».

Il circo, che nei suoi spettacoli usa tigri, elefanti e altri animali già avvistati nelle gabbie vicino al tendone allestito nei pressi della piazza del mercato, si era immediatamente opposto alla decisione del Comune. E si era rivolto al Tar, sottolineando di avere già pagato l’occupazione del suolo e avere chiesto e ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie a esibirsi.

Il Tar consente gli spettacoli con gli animali

Il 22 febbraio, 4 giorni dopo il debutto dello spettacolo, i giudici amministrativi hannodeliberato in favore della compagnia ricordando che «la normativa di settore, nella sua globalità, consente lo spettacolo con l'impiego degli animali nei circhi ( art. 1 della L. n.337 del 1968, artt. 1 e 2 della L.n.37 del 1992)». E ha stabilito che «il divieto preconcetto e immotivato di detti spettacoli è da ritenersi indebito e illegittimo, ancor più quando è perseguito – come nel caso di specie – in via indiretta, mediante il diniego della concessione temporanea di area pubblica per l'installazione degli impianti circensi».

«Se è pacifico il potere dell'ente locale di disciplinare e vigilare nell'esercizio dei suoi poteri di polizia veterinaria sulle condizioni di igiene e sicurezza pubblica in cui si svolge l'attività circense e su eventuali maltrattamenti degli animali, sanzionati anche penalmente dall’art.727 – prosegue il presidente della seconda sezione del Tar – non esiste, tuttavia, una norma legislativa che attribuisca allo stesso il potere di fissare in via preventiva e generalizzata il divieto assoluto di uso degli animali in spettacoli, ed anzi un simile intervento si pone in palese contrasto con la L.n. 337 del 1968 , che tutela il circo nella sua dimensione tradizionale, implicante anche l'uso degli animali».

La sentenza ha così annullato l’ordinanza che il Comune di Fiumicino, consentendo alla compagnia di Alberto Vassallo di esibirsi con gli animali: «Il Tar del Lazio ha sospeso con effetto immediato l' abuso dell'amministrazione comunale di Fiumicino che voleva privare il nostro pubblico dello spettacolo con gli animali – ha detto la compagnia gioendo per il risultato – Da giovedì spettacolo completo».

Una legge vecchia di 54 anni in cui «lo Stato riconosce la funzione sociale dei circhi»

Il Comune di Fiumicino – che non si era costituito in giudizio – non ha rilasciato commenti sulla decisione del Tar, nonostante la netta presa di posizione contraria condivisa nei giorni successivi all’arrivo del circo in città. L’annullamento d’altronde non sorprende, perché in Italia i circhi sono disciplinati dalla legge numero 337 del 1968, che sancisce che «lo Stato riconosce la funzione sociale dei circhi equestri e dello spettacolo viaggiante. Pertanto sostiene il consolidamento e lo sviluppo del settore».

A fronte di questa legge vecchia di 54 anni, il Tar non può fare altro che applicarla, e la giurisprudenza conferma che a oggi la maggioranza dei ricorsi presentati dalle compagnie circensi contro amministrazioni che hanno imposto lo stop all’uso dii animali sono stati vinti. Resta però il fatto che la richiesta di smettere di usare animali selvatici nei circhi arriva da sempre più parti, e che il mondo della politica negli ultimi tempi si è interessato maggiormente del tema pur non adottando alcuno strumento normativo efficace a cambiare le cose.

A oggi infatti una normativa comunitaria che vieti lo sfruttamento di animali per spettacoli circensi non c’è, e la stessa Commissione Europea a dicembre ha ricordato che non dispone dei poteri necessari per intervenire sulla materia, rimandando ai singoli Stati membri la competenza in materia. Alcuni, come la Francia, l’hanno fatto adottando leggi ad hoc. In Italia, con una risoluzione approvata dalla Commissione Cultura del Senato, il 15 gennaio del 2020 è stato preso l’impegno di far valutare al governo la possibilità di vietare l’uso di animali nei circhi.

A proporla la senatrice del Movimento 5 Stelle Michela Montevecchi, che ha chiesto al governo di «valutare, nell’ambito di un processo di revisione dei criteri di assegnazione dei contributi del Fondo unico dello spettacolo, tenendo conto del decreto ministeriale e della legge n. 175 del 2017, e nelle more dell'approvazione di provvedimenti normativi che prevedano il superamento dell'utilizzo degli animali nelle attività circensi, l'opportunità di disincentivare i circhi che utilizzano animali e che non si impegnino a non acquisirne di nuovi, garantendo un adeguato monitoraggio di tali processi di dismissione». A oggi, però, ancora nessun passo concreto è stato compiuto in questa direzione.