11 Gennaio 2023
10:30

Responsabilità della Pubblica Amministrazione per i danni arrecati da animali selvatici

Dei danni causati dagli animali selvatici risponde la Regione competente per territorio. Vediamo in base a quali norme la Pubblica Amministrazione è chiamata a corrispondere il risarcimento del danno.

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A cura di Salvatore Cappai
Avvocato
cinghiali

Dei danni causati dagli animali selvatici risponde, principalmente e direttamente, la Regione competente per territorio. Questa responsabilità regionale ha natura oggettiva e può essere dunque esclusa soltanto se il fatto lesivo sia stato determinato da un caso fortuito, ovvero un evento esterno imprevedibile e inevitabile.

Per dirla in maniera molto semplice, quando qualcuno provoca dei danni a qualcun altro, quest’ultimo – salvi casi particolari – ha diritto al risarcimento degli stessi danni. Questa regola generale, evidentemente, vale anche quando i pregiudizi sono provocati da un animale; in tale ipotesi, però, non potendo certo provvedere direttamente il medesimo, va di volta in volta individuato un soggetto responsabile.

Chi risponde in caso di danni causati dagli animali selvatici?

Nel caso in cui si tratti di un animale “di proprietà” (si pensi, per fare i più semplici esempi, ad un animale domestico o da allevamento) il soggetto responsabile sarà senza dubbio il pet mate. Nel caso di danni causati da un randagio, a seconda della legge regionale di riferimento, risulterà responsabile il Comune o l’azienda sanitaria locale competente per territorio. E nel caso di danni causati da un animale selvatico? Chi sarà chiamato a rispondere?

Per lungo tempo la giurisprudenza aveva risposto a questa domanda individuando quale soggetto responsabile l’ente a cui, nel caso di specie, fossero spettati – in forza della normativa vigente, ma anche di delega o concessione – il potere di amministrazione del territorio e di gestione della fauna selvatica ivi insediata. Questo soggetto poteva essere, a seconda dei casi, la Regione, la Provincia, l’Ente parco o un’associazione. Per ogni situazione di danno si andava quindi a verificare a chi spettasse la effettiva custodia e a valutare se vi fosse una colpa effettiva.

Di recente, però, i giudici della Cassazione civile, con le sentenze n. 7969 del 2020, n. 13848 del 2020 e n. 12871 del 2021, seguite da molte altre conformi, hanno cambiato indirizzo stabilendo come in caso di danni causati da animali selvatici il danneggiato abbia la possibilità di agire sempre contro la Regione competente territorialmente. Ove dovesse emergere una specifica responsabilità di un altro ente, sarà la Regione condannata ad agire in rivalsa nei confronti dello stesso.

La scelta della Suprema Corte è stata dunque quella di individuare un principale legittimato passivo al fine di favorire la posizione del danneggiato. Un’evoluzione apprezzabile che semplifica di molto la possibilità di ottenere il dovuto risarcimento.

Qual è la responsabilità della P.A. per i danni arrecati da animali selvatici?

Le sentenze citate nel paragrafo precedente, oltre a individuare la Regione come principale e diretto responsabile nei confronti del danneggiato in caso di danni causati da animali selvatici, hanno anche reso assai difficile per la stessa potersi liberare dalla propria responsabilità, proprio per detti pregiudizi. Infatti, mentre in passato per poter parlare di responsabilità doveva sempre individuarsi una colpa dell’ente custode della fauna selvatica, oggi la responsabilità della Regione ha natura oggettiva.

Ciò significa che risulta assolutamente irrilevante il fatto che la stessa (o l’ente per cui risponde) abbia fatto quanto possibile per evitare il fatto dannoso verificatosi. Ciò in quanto nei suoi confronti trova applicazione l’articolo 2052 del Codice Civile.

Questa norma stabilisce che «il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall'animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito». La Regione competente, di conseguenza, ove il danneggiato fornisca la dimostrazione della dinamica dell’evento e del fatto che il danno sia stato causato da un animale selvatico, si può liberare esclusivamente provando la sussistenza di un caso fortuito, ovvero un evento esterno imprevedibile e inevitabile.

Passando dalla teoria alla pratica, possiamo fare qualche esempio di accertate responsabilità della P. A. per danni causati da animali selvatici. Tra gli episodi più frequenti rientrano sicuramente gli incidenti stradali (con danni ai veicoli, spesso lesioni e, nei casi più gravi e fortunatamente più rari, con la causazione della morte di persone presenti a bordo dei mezzi coinvolti nei sinistri). Ha fatto il giro della Rete la notizia della condanna della Regione Veneto – con sentenza del Tribunale di Belluno – al risarcimento dei danni causati ad un auto dall’impatto contro un cervo che aveva improvvisamente attraversato la strada. Di casi come questi si occupano, per citarne solo alcune le ordinanze della Cassazione civile nn. 32018 del 2021, 11209 del 2022, 1869 del 2022, le quali confermano le condanne delle regioni e i principi sopra esposti.

Non sono poi rare le aggressioni a persone o altri animali (greggi o animali domestici). Sentenze come la n. 100 del 2001 del Giudice di Pace di San Giovanni in Fiore, (seguita da pronuncia di data 18 settembre del 2003 del Tribunale di Cosenza) trattano – seppur con esiti differenti – il caso di un gregge decimato da attacchi da parte di lupi. Anche la cronaca, purtroppo, riporta fatti di aggressioni a persone da parte di selvatici. È piuttosto recente la notizia di un grave attacco ad un anziano da parte di un cinghiale; l’uomo per le gravi ferite riportate, si è purtroppo visto amputare un braccio e parte di una gamba.

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Salvatore Cappai
Avvocato
Avvocato con la passione per la divulgazione. Mi occupo di diritto civile, con particolare riguardo ai campi della responsabilità civile, dell’assistenza alle imprese e del “diritto degli animali”. Mi sono avvicinato a quest’ultima materia circa dieci anni fa, quando ho incontrato Gaia, la mia cagnolina, che ha stravolto la mia visione sul mondo degli animali e sulla vita assieme a loro. La mia community social, nella quale da anni informo con semplicità su tematiche giuridiche, conta oltre 350.000 iscritti.
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