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18 Settembre 2023
14:27

Quanti soldi fa guadagnare il turismo legato agli uccelli? Il caso di Stella, l’aquila più seguita del Nord America

Una rara aquila di mare di Steller comparsa in Nord America nel 2020 ha spinto migliaia di birdwatcher e appassionati ad andarla a cercarla per osservarla. Un nuovo studio ha quindi calcolato quanti soldi da sola l'aquila ha generato, sottolineando l'enorme impatto economico positivo che la biodiversità e il birdwatching possono avere.

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Quando un uccello raro e mai visto prima compare improvvisamente in un luogo inaspettato attira sempre molta attenzione, soprattutto tra i birdwatcher. I veri birder, infatti, sono talvolta disposti a tutto pur di aggiungere una vera rarità alla propria personale lista delle specie osservate, anche compiere lunghi e costosi viaggi. Ma quanti soldi può generare per un territorio un singolo individuo appartenente a una specie rara?

L'occasione per poter fare questa stima è arrivata nell'agosto 2020, quando di punto in bianco una rarissima aquila di mare di Steller è comparsa in Nord America. I ricercatori della Southern Illinois University non se la sono fatta sfuggire e hanno così calcolato per la prima volta l'impatto economico che un singolo individuo può generare sull'economia locale. I risultati dello studio, a dir poco sorprendenti, sono stati recentemente pubblicati sulla rivista People and Nature.

L'uccello in questione, soprannominato Stella dai birdwatcher, è stato avvistato per la prima volta nell'agosto 2020 in Alaska, parecchio lontano dai suoi territori abituali. La specie, il cui nome scientifico è Haliaeetus pelagicus, è una delle aquile più grandi è carismatiche al mondo, tuttavia è diffusa abitualmente dall'altro lato dell'Oceano Pacifico, in particolare lungo la costa dell'Asia nordorientale dalla Russia alla Cina, passando per la penisola coreana e il Giappone.

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Tutti gli spostamenti di Stella in Nord America tra il 2020 e il 2022. Immagine da Pease et al., 2023

Quando è apparsa in Alaska per la prima volta ha perciò attirato parecchia attenzione e fatto parlare molto di sé, nonostante fossimo tutti alle prese con l'emergenza legata alla pandemia da COVID-19. Da lì si è poi spostata prima in Texas nel marzo 2021 e in Canada orientale nello stesso anno, per poi fermarsi per tutto l'inverno del 2021 nel Maine, atraendo nel frattempo curiosi e appassionati desiderosi di osservarla e fotografarla partiti da ogni angolo degli Stati Uniti e del Canada.

Il birdwatching è sicuramente già noto per essere una delle attività legate all'osservazione biodiversità più popolari e diffuse al mondo e che sicuramente incide anche economicamente su alcune comunità locali, tuttavia nessuno ha mai provato a stimare l'indotto economico che un singolo uccello rarissimo e mai visto prima in un luogo – che nel gergo ornitologico viene definito accidentale – può generare su un determinato territorio.

Brent Pease e i suoi colleghi lo hanno fatto sottoponendo a un sondaggio online tutte le persone che si sono mobilitate per andare a cercare Stella, calcolando quindi quanti soldi ognuno di loro ha speso per viaggiare e vedere il raro rapace. Hanno anche chiesto ad ognuno di loro di stimare quanti altri soldi sarebbero stati disposti a pagare oltre quelli spesi pur di vedere l'aquila, stimando così più in generale il valoro economico potenziale di questa esperienza.

Dai risultati è emerso che, solamente tra dicembre 2021 e gennaio 2022, sono state tra 2.115 e 2.645 le persone che hanno viaggiato esclusivamente per vedere l'aquila. Ognuna di loro ha speso mediamente 180 $, escludendo il viaggio, cifra media che sale a 277 $ se invece si aggiungono appunto anche le spese legate agli spostamenti. Questo significa che in appena due mesi Stella, da sola, ha generato tra 380.604 e 476.626 $ di spesa totale, oppure tra 584.373 e 731.809 $, se si considerava anche le spese tempo viaggio.

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Mettendo insieme anche i soldi che queste persone sarebbero state ulteriormente disposte a spendere pur di vedere un'aquila di mare di Steller, i ricercatori hanno anche calcolato un surplus potenziale compreso tra 139.036 e 174.114 $, soldi che in tanti sarebbero stati disposti persino a donare a un'organizzazione no-profit o di birdwatching per supportare la conservazione e la tutela della specie.

Questa studio evidenzia quindi la notevole importanza economica che la natura e la biodiversità possono offrire alle comunità. Un servizio ecosistemico spesso sottovalutato e trascurato, ma che dovrebbe invece essere tenuto in considerazione quando si pianificano politiche e investimenti legati alla conservazione. Persino singoli uccelli rari come Stella, da soli, possono essere economicamente rilevanti nel breve termine.

La storia di Stella è sicuramente un caso molto particolare, considerando l'eccezionalità dell'evento, la rarità e il carisma della specie e le restrizioni che avevano costretto per lungo tempo in casa le persone. Questi fattori hanno quindi certamente avuto il loro peso nell'incentivare molte persone a intraprendere lunghi e costosi viaggi, nonostante ciò non è la prima volta che fenomeni del genere accadono e attirano tanti appassionati, anzi.

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Ogni anno, anche qui in Italia, centinaia o migliaia di persone viaggiano alla ricerca di specie rare o accidentali, termine utilizzato da ornitologi e birdwatcher per definire quegli uccelli che compaiono inaspettatamente in luoghi e territori nuovi. Ciò accade molto più frequentemente di quanto si possa pensare, soprattutto durante la migrazione, a causa di smarrimenti di rotta o eventi climatici avversi che costringo gli uccelli a cambiare i loro piani di viaggio.

Si tratta quindi di eventi più o meno prevedibili, perlomeno su base stagionale, e che dimostrano che esiste effettivamente un vantaggio economico nel preservare gli habitat degli uccelli e nel promuovere un turismo del birdwatching. Assegnare quindi valore economico alla natura e in questo caso agli uccelli, potrebbe quindi offrire ai politici o anche ai privati, ulteriori motivi per promuovere la conservazione delle specie nei processi decisionali.

Ma nel frattempo, che fine ha fatto Stella?

Sorprendentemente, l'aquila sta continuando a vagare per il Nord America, costantemente seguita dai birdwatcher che si tengono aggiornati sui suoi spostamenti attraverso liste mail, social e piattaforme specifiche per birder. Gli ultimi aggiornamenti la segnalano ancora in Canada orientale, dove sicuramente tanti altri appassionati stanno continuando a viaggiare e a spendere soldi pur di poter ammirare tutta la sua bellezza.

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Salvatore Ferraro
Redattore
Naturalista e ornitologo di formazione, sin da bambino, prima ancora di imparare a leggere e scrivere, il mio più grande sogno è sempre stato quello di conoscere tutto sugli animali e il loro comportamento. Col tempo mi sono specializzato nello studio degli uccelli sul campo e, parallelamente, nell'educazione ambientale. Alla base del mio interesse per le scienze naturali, oltre a una profonda e sincera vocazione, c'è la voglia di mettere a disposizione quello che ho imparato, provando a comunicare e a trasmettere i valori in cui credo e per i quali combatto ogni giorno: la conservazione della natura e la salvaguardia del nostro Pianeta e di chiunque vi abiti.
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