kodami animali liberi

Un numero verde a cui chiamare, un numero che può salvare la vita degli animali feriti in strada in tutta la Campania. Digitando l'800 178400 si può infatti attivare l'intervento degli operatori del pronto soccorso veterinario dell'Asl Napoli 1 Centro che intervengono 24 ore su 24.

Un servizio poco conosciuto ma che funziona dal febbraio 2020 e sul quale la Regione ha voluto investire in termini di comunicazione: a un anno e mezzo di distanza dalla sua attivazione, infatti, è stato rilanciato sui canali social dell'Azienda sanitaria locale con un video esplicativo.

L'iniziativa è nata anche su impulso di Vincenzo Caputo, in carica come direttore del Centro di riferimento Igiene Urbana Veterinaria della Regione Campania (CRIUV) fino al maggio 2021: «Quello delle cure per gli animali liberi è un tema di salute pubblica e l'Asl Napoli 1 Centro lavora su questo da oltre vent'anni anche per i cosiddetti randagi».

Come funziona il servizio d'emergenza per animali d'affezione liberi

La legge regionale n. 3 dell’11 aprile 2019 individua all'art 5, tra le competenze delle Asl, quella di attivare un pronto soccorso veterinario per le prestazioni di primo e secondo livello sanitario per i cani e i gatti liberi feriti su chiamata diretta del cittadino. Un servizio che oltre a garantire il benessere degli animali liberi fornisce anche materiale per il  sistema informativo regionale al fine dell'implementazione del Registro tumori degli animali.

Il dottore Vincenzo Caputo, che oggi dirige l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche, conferma che la Campania è molto avanti in Italia per i servizi sanitari dedicati agli animali: «Nel 1999 è stata istituita su iniziativa della Regione Campania un Dea di II livello presso l'ospedale veterinario dell'Asl Napoli 1 centro». Il Dea è quel dipartimento d'emergenza che svolge funzioni di pronto soccorso di elevata complessità come operazioni ortopediche e chirurgiche.

Tutti gli animali, anche i liberi, hanno quindi la possibilità di sottoporsi a un grosso intervento senza allontanarsi dalla propria regione. «Non tutti i territori, nel 1999 come oggi, potevano permettersi una struttura di alto impatto – spiega Caputo – Napoli invece ha scelto di farlo in accordo con il dipartimento di medicina veterinaria della Federico II, erogando questo servizio di concerto con la sanità pubblica. Altrove, queste prestazioni sono erogate attraverso convenzioni con i privati o con gli ospedali universitari, a Napoli invece ricade totalmente sotto l'egida pubblica».

Tuttavia, l'assenza di centri di servizio d'emergenza al di fuori della provincia di Napoli, soprattutto per gli animali che vivono senza umani di riferimento, implica tempi d'attesa molto lunghi. Centri di questo tipo sono però in procinto di nascere anche nelle altre province come Salerno e Caserta. L'obiettivo lasciato in eredità da Caputo alla nuova gestione del CRIUV, è «Avere in  ogni provincia abbia un centro di soccorso per gli animali, così da ridurre considerevolmente i tempi di attesa».

È importante che servizi di questo tipo facciano parte del welfare perché «Anche gli animali sono portatori di diritti, un orientamento sempre più condiviso, come si evince dalla riforma costituzionale in discussione in Parlamento», conclude Caputo.

Il video: un servizio utile e importante su cui è necessaria una comunicazione più efficace per un cambio di mentalità

animali abbandonati

Tuttavia, molto ancora deve essere fatto proprio in termini di comunicazione per far sì che si diffonda il giusto messaggio. Infatti, nonostante il merito delle istituzioni locali per avere impiegato risorse economiche in favore di un servizio fondamentale per il benessere degli animali, il video dell'Asl presenta un errore chiave in termini di comunicazione. Il primo concetto che viene proposto al cittadino, nel titolo proprio, è quello di un pronto soccorso per "animali senza padrone".

L'uso di una terminologia come questo è fuorviante perché rischia di fare pensare che gli animali privi di un umano di riferimento siano necessariamente tutti da salvare  e induce le persone a chiamare senza discriminare e comprendere che ci sono sul territorio animali liberi, che vogliono vivere liberi e che sono riconosciuti proprio dalla legge.

La Campania, come altre regioni d'Italia infatti, tutela i gatti delle colonie feline, così come i cani di quartiere: animali che sono intestati ai sindaci, monitorati dalle istituzioni, dai cittadini e dalle associazioni di volontariato locali. Individui che non devono essere allontanati dal loro ambiente o portati a casa. Proprio in Campania ci sono diversi esempi virtuosi di convivenza e condivisione del territorio, come quello del cane Nerone che da vent'anni vive per le strade di Castellamare di Stabia o di "Biondo l'anarchico", cane simbolo di Pozzuoli.

Il video stesso, del resto, superato il "titolo" che gli è stato dato, parla chiaro: il pronto soccorso interviene per andare a recuperare solo animali feriti, in evidente stato di difficoltà. Questo errore di comunicazione ha generato anche tra gli stessi utenti un problema di comprensione, come dimostrano i commenti lasciati direttamente sulla pagina ASL Napoli 1 Centro: le persone chiedono cosa si possa fare per "salvare" gli animali dalla solitudine della strada, chiedono perché un cucciolo prelevato dal servizio di soccorso sia stato rimesso in libertà dopo una settimana e perché un gatto venga lasciato per strada nonostante la pioggia. Il problema in questo caso non è del cittadino, che non ha modo di reperire queste informazioni se non con un'indagine attiva, ma delle istituzioni che dovrebbero occuparsi di diffondere correttamente e chiaramente la conoscenza degli animali liberi e dei loro diritti.

commenti

Usare così la terminologia "Soccorso degli animali senza padroni" è un passo falso che mette in difficoltà anche lo stesso operatore del servizio d'emergenza dell'Asl, che rischia di ricevere chiamate per "salvare" animali regolarmente presenti sul territorio e che non necessitano di supporto.

Un cambiamento di percezione e un miglioramento dell'investimento di risorse pubbliche passa necessariamente anche attraverso il linguaggio: un passaggio fondamentale che Kodami sta portando avanti proprio per abolire termini come "padrone", "proprietario" e simili in favore di altri, come "umano di riferimento" o anche com quello che abbiamo coniato: "pet mate". Un cambio di terminologia punta a sottolineare il valore della relazione che l'umano ha con il cane o il gatto invece del continuare a riferirsi al purtroppo ancora attuale stato giuridico dell'animale che nel nostro Codice civile è considerato come un bene immobile, un oggetto di proprietà.