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Il Tribunale di Foggia ha citato in giudizio 38 persone che dovranno rispondere del reato di maltrattamento di animali nei confronti dei bovini e dei cavalli coinvolti nella corsa delle Carresi di Chieuti, provincia di Foggia.

Le Carresi sono corse con carri trainati da buoi e spesso accompagnati da cavalli, una pratica che affonda le sue radici nella tradizione cattolica ma che oggi, perdute le prerogative religiose, è diventata una competizione che mette a rischio animali ed esseri umani.

Al centro del processo di Foggia ci sono infatti gli eventi che durante le Carresi del 2018 hanno portato alla morte di un uomo travolto prima da un cavallo e poi da un carro. Durante queste manifestazioni gli animali vengono spesso ripresi mentre vengono frustati o colpiti con un bastone dalla cima appuntita allo scopo di farli andare più veloci.

L’avvocato Enpa Claudia Ricci ha inviato un esposto molto articolato alla Procura di Foggia chiedendo accertamenti medico-veterinari e anche controlli anti doping sui buoi e i cavalli, oltre ai filmati delle corse.

Nonostante il Tribunale di Larino abbia decretato la prescrizione del reato di maltrattamento animale nell’ambito del procedimento relativo alle Carresi del 2014, sono ancora 4 i processi ancora aperti: 2 a Larino in Molise e 2 in provincia di Foggia.

La prima udienza delle Carresi di Chieuti si terrà il 6 ottobre 2022, e anche in quest'occasione l'Enpa sarà presente.

«Ci sarà il processo – ha afferma Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa – e finalmente una corsa assurda che viene fatta passare per folclore e tradizione potrà rivelarsi per quel che realmente è: un insensato e crudele maltrattamento nei confronti di animali che a causa di queste manifestazioni sono costretti a fatiche insopportabili e a correre, colpiti con violenza dai fantini, su strade inadatte fino allo stremo delle loro forze».

L'associazione ha posto l'accento sugli imputati "eccellenti" nei procedimenti ancora aperti delle Carresi: «È un fatto storico che tra i citati in giudizio ci sia il Sindaco di Chieuti, in quanto Ente promotore e organizzatore della manifestazione. Sì perché da sempre Enpa richiama i sindaci al loro dovere di far rispettare le norme, il principio di legalità, e dei comportamenti legittimi sul proprio territorio. E se nel loro Comune vengono organizzate manifestazioni come questa, dove viene totalmente a mancare il rispetto e la tutela degli animali, i sindaci devono risponderne».

La poca considerazione delle amministrazioni rispetto ai diritti degli animali considerati "da lavoro" e per questo regolarmente sfruttati e spettacolarizzati è stata censurata anche dai cittadini che a Kodami hanno segnalato l'uso di buoi per la “Ritirata di sant’Antonio” ad Afragola, in provincia di Napoli.

«È ora di dire stop a queste barbarie – ha concluso Rocchi – in cui ci si diverte infliggendo sofferenza agli animali. Da anni proviamo ad incidere sulla sensibilità dei tanti che ancora non riescono a vedere queste manifestazioni come un inutile maltrattamento di animali. Lì dove non arriva l’etica e l’educazione al rispetto delle persone speriamo riesca la legge, con sentenze severe e condanne pesanti».