Il riconoscimento dei diritti degli animali e la loro dignità di "esseri senzienti". Sarebbe questo, per chi si occupa di difesa e benessere degli animali, il passo necessario per una relazione uomo, animale e ambiente davvero equilibrata. La strada è ancora lunga a livello istituzionale e ostacolata anche da chi definisce questo processo una "ricetta da vegani". Nonostante l'ostruzionismo di certa parte politica, però, lo scorso 23 marzo è stato fatto il primo passo per il riconoscimento degli animali e dell’ambiente nella Costituzione e della potestà esclusiva dello Stato in materia di tutela degli animali.

L'approvazione del testo base per la modifica dell'articolo 9 della Costituzione ("La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione") è passato in Commissione con l'unico voto contrario della Lega e l'astensione di Forza Italia.  Il testo adottato è frutto di una sintesi fra varie proposte di M5s, Pd, Forza Italia e gruppo Misto, proposto dalla relatrice Maiorino (M5S) e promosso da De Petris (LeU), Bressa (Autonomie), Ferrazzi (Pd) e Perilli (M5S). Il Carroccio fa opposizione proprio sull'aspetto che riguarda gli animali: l'introduzione dell'ambiente come oggetto giuridico in Costituzione trova infatti il bene stare della Lega ma il Vice Presidente del Senato Roberto Calderoli annuncia invece battaglia a colpi di emendamenti sul testo base del disegno di legge.

Cosa prevede la modifica agli articoli di Legge 9 e 117

Il documento arrivato in Commissione recita: «Modifiche agli articoli 9, 41 e 117 della Costituzione in materia di tutela dell’ambiente. Art. 1. 1. All’articolo 9 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Tutela l’ambiente e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni; protegge la biodiversità e gli animali». Art. 2. 1. All’articolo 41 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni: a) al secondo comma, dopo la parola: «danno» sono inserite le seguenti: «alla salute, all’ambiente,»; b) al terzo comma sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e ambientali». Art. 3. All’articolo 117, secondo comma, della Costituzione, la lettera s) è sostituita dalla seguente: «s) tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e degli animali; tutela dei beni culturali».

Favorevoli, astenuti e contrari in Senato

Lo scorso 23 marzo, in Commissione Affari Constituzionali del Senato hanno votato a favore tutti i gruppi con il solo no della Lega (Calderoli, Grassi, Augussori) e l’astensione di Forza Italia (Vitali). Il testo è il frutto dell’accorpamento di 7 disegni di legge Costituzionale che in alcuni casi prevedevano l’inclusione in Costituzione anche dello sviluppo sostenibile ma, come ha spiegato il senatore Andrea Ferrazzi (PD): «Il nuovo testo proposto dalla relatrice costituisce un punto di convergenza, formulato peraltro dopo un ampio dibattito nella sede del Comitato ristretto, che ha consentito di superare alcune contrapposizioni, rinunciando all’inserimento e della tutela degli animali quali “esseri senzienti” o anche del concetto di “sviluppo sostenibile”».

Per contrastare il testo approvato, il leghista Calderoli ha parlato di "ricette vegane": «Siamo pronti a inserire la tutela dell’ambiente in Costituzione ma non a diventare vegani o vegetariani». Per il Vice Presidente il suo è un "no" «a modifiche della Costituzione che mettano in discussione la catena alimentare». Più probabilmente, nel solco del federalismo caro al partito del Caroccio, la Lega non vuole contrastare le Regioni (leghiste) che cercano di introdurre la caccia a orsi, lupi e altre specie protette e che il Governo centrale boccia, a volte dopo richiami da parte dell’Ue.

Tutela ambiente e animali, scontro Governo-Regioni

Lo scontro è ancora tra potestà del Governo centrale e autonomia della Regioni. Per il leghista Ugo Grassi, contrario alla modifica del testo base, la tutela ambientale dovrebbe essere tra le materie di competenza regionale, considerata la grande varietà di ecosistemi presenti sul territorio nazionale. Il senatore ha poi espresso critiche sull’attuale formulazione dell’articolo 117 della Costituzione, che attribuisce la tutela dell’ambiente alla competenza statale, che per lui causerebbe inefficienze. Per Grassi «sarebbe superfluo modificare l’articolo 41, in quanto secondo l’orientamento giurisprudenziale consolidato è già riconosciuto che l’attività imprenditoriale debba coniugarsi con il rispetto dell’ambiente». Mentre la nuova formulazione dell’articolo 9 sarebbe ridondante, «Poiché la tutela degli animali potrebbe essere ricompresa nel concetto di salvaguardia della biodiversità».

Non smette di lottare nemmeno il senatore Gianluca Perilli, depositario del disegno di Legge Proteggi animali, rimasto bloccato da una serie di emendamenti presentati proprio dalla Lega: «Andiamo avanti per inserire nella Costituzione il principio della tutela dell’ambiente e degli animali – scrive sulla sua pagina Facebook – La Lega continua ad opporsi ad un'azione di forte difesa degli animali».

Parziale la soddisfazione del presidente della LAV, Gianluca Felicetti dopo vent'anni di lotte per la tutela degli animali, in linea con le convenzioni internazionali che salvaguardano il benessere degli animali e lo stesso Trattato di Lisbona: "Il testo è ancora migliorabile ma è il primo fondamentale passaggio che arriva dopo un anno e mezzo di importanti audizioni e confronti e al recente appello che abbiamo rilanciato con tante associazioni animaliste e ambientaliste e all’impegno pubblico preso dal Presidente del Consiglio Draghi".

La svolta sempre più animalista di Silvio Berlusconi e quella politica che fa proclami e mai prende decisioni