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14 Febbraio 2022
18:14

Pet therapy con gli alpaca, dalla Toscana Camilla lancia l’appello: «Velocizziamo l’iter»

Camilla Esclapon de Villeneuve è una veterinaria che con i suoi 8 alpaca organizza attività ricreative, di sostegno e di supporto. Sulla carta del tutto simili a quelle riconosciute quando si parla di pet therapy, ma gli alpaca non figurano nell'elenco degli animali che possono svolgerle in via ufficiale.

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pet therapy alpaca
Camilla con due dei suoi alpaca

Quando si parla di pet therapy, ovvero di IAA (Interventi Assistiti con gli Animali), la prima immagine che balza alla mente è quella di un cane. Un accostamento che non sorprende, visto che il cane è, in effetti, l'animale più utilizzato alla luce del lungo legame che ha sviluppato con l’uomo nel corso dei secoli e della sua elevata capacità di socializzazione e empatia.

In realtà in Italia gli animali ufficialmente riconosciuti per IAA non sono solo i cani, ma anche i gatti, i conigli, gli asini e i cavalli. E a questo elenco diversi professionisti puntano ad aggiungere anche gli alpaca, una delle due specie domestiche di camelidi diffuse nel Sud America, animali molto socievoli (talmente tanto da ammalarsi se tenuti lontano dai propri simili) che ben si adattano agli obiettivi degli interventi assistiti con gli animali. Ne è convinta Camilla Esclapon de Villeneuve, veterinaria di Scandicci, in provincia di Firenze, che da tempo ormai mette a disposizione i suoi 8 alpaca per svolgere attività ludico-ricreative, di sostegno e di supporto.

«In Toscana siamo un gruppo di persone che lavorano con gli alpaca e che si sono formate in questo senso – spiega Camilla a Kodami – per questo chiediamo che vengano inseriti anche gli alpaca nell’elenco degli animali ufficialmente riconosciuti per gli interventi assistiti con gli animali. Il gruppo è composto da persone preparate e in gamba, ed è fondamentale per noi far capire che anche in Toscana siamo attivi e francamente pronti».

Gli 8 alpaca della famiglia di Camilla

Camilla non ha un allevamento né una fattoria didattica. Fa la veterinaria, come detto, e Slash, Plinio, Pericle, Elvis, Enigma, Thor, Venus e Clio sono parte della famiglia. Con la sua attività, “Mio Alpaca”, organizza passeggiate nel bosco ed escursioni in campagna per chi desidera trascorrere qualche ora all’aria aperta in compagnia di questi animali così socievoli ed empatici, che con il giusto approccio riescono a entrare in sintonia con le persone facendo accantonare stress e tensioni.

«In realtà di fatto già facciamo delle attività assistite, che ovviamente non possono essere quelle delle terapie assistite che necessitano di un team multidisciplinare – spiega Camilla – Sono però a tutti gli effetti attività assistite e di educazione assistita con animali. La ricetta ministeriale prevede che gli animali che svolgono queste attività siano inseriti nell’elenco apposito, e a oggi gli alpaca non ci sono. Ci siamo muovendo anche supportati da un’associazione per velocizzare un iter che è già stato avviato ma che richiede molto tempo».

Empatia e comprensione reciproca alla base della relazione

Nel corso delle iniziative organizzate, Camilla ha notato «benefici enormi derivanti dalla camminata e dal contatto con gli alpaca, che hanno un’elevata capacità di abbassare le soglie dello stress. Sembra banale, ma ho raccolto numerose casistiche e ho visto sia negli adulti sia in bambini e adolescenti un grande rilassamento, vedo le persone che si sono sciolgono. Arrivano con il bisogno di vivere qualcosa che li faccia dimenticare per qualche ora delle difficoltà e delle restrizioni, con gli alpaca nel bosco trovano un ritmo lento, ritrovano il tempo, ritrovano anche un po’ loro stessi. Spesso quando faccio scegliere l’alpaca c’è una immediata ricerca del feeling con gli animali, e noto anche un bisogno enorme di abbracciare, molte persone hanno bisogno del contatto».

E gli alpaca come si comportano davanti a questa esigenza? «Bisogna premettere che gli alpaca sono prede. Quindi di base sono timorosi, ma sono animali che condotti alla lunghina, in momenti di interazione con l’uomo, accettano serenamente e con curiosità il contatto. Ovviamente molto dipende dalle modalità di approccio, loro colgono immediatamente le tensioni, le paure, e ti costringono a “scioglierti” per entrare in sintonia. Noi insegniamo come avvicinarsi e spieghiamo come può reagire l’alpaca alle nostre emozioni e al nostro linguaggio del corpo. Se una persona arriva arrabbiata, nervosa o rigida loro lo percepiscono e si preoccupano, quindi le persone hanno da subito una percezione del loro corpo, già iniziano a capire che bisogna rilassarsi, lasciarsi andare».

Camilla, che si è formata in Inghilterra e che è membro della British Veterinari Camelid Society, sta completando la formazione per diventare coadiutore di cavallo e asino, e «per l’alpaca, quando inserito nell’elenco, sarà necessario il diploma da coadiutore proprio per asino e cavallo. Non dovrebbe essere eccessivamente complicato, bisognerebbe snellire le procedure. La Toscana in questo senso è veramente avanti, e soprattutto nell’era post Covid abbiamo riscontrato che c’è un grande bisogno di terapie particolari».

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Andrea Barsanti
Giornalista
Sono nata in Liguria nel 1984, da qualche anno vivo a Roma. Giornalista dal 2012, grazie a Kodami l'amore per gli animali è diventato un lavoro attraverso cui provo a fare la differenza. A ricordarmelo anche Supplì, il gatto con cui condivido la vita. Nel tempo libero tanti libri, qualche viaggio e una continua scoperta di ciò che mi circonda.
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