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11 Febbraio 2023
9:00

Perché i gatti fanno gli agguati?

Spesso i gatti fanno gli agguati, un comportamento legato alla predazione che accomuna tutti i felini. Ma perché un gatto che vive in casa fa gli agguati e cosa fare se gli attacchi diventano troppo frequenti?

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Membro del comitato scientifico di Kodami
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Chiunque viva con un gatto sa quanto spesso i gatti facciano gli agguati. Ma perché? L'agguato fa parte di un sequenza di movimenti legati alla predazione che si è affinata nei millenni, rivelandosi efficiente e evolutivamente vincente per tutti i Felini, non solo per i gatti.

Nel mondo odierno, e nella società occidentale in particolare, si dimentica troppo spesso che i gatti, oltre ad essere quei simpatici mattacchioni ripresi delle videocamere di tutto il globo, postati sui social e divenuti le star incontrastate di YouTube e delle piattaforme in streaming, prima di tutto questo e al di là di tutto questo, sono incontrovertibilmente dei Felini.

Ora, se c’è una cosa che accomuna tutti i Felini del mondo (a dire il vero sono tantissime le cose che condividono) è proprio l’attitudine venatoria. Stiamo parlando di animali modellati dall’evoluzione per individuare qualunque cosa si muova grazie ad un sistema sensoriale sensibilissimo, avvicinarsi silenziosamente, bloccarla con un salto improvviso, morderla per finirla e consumarla o nasconderla.

Questa sequenza è profondamente radicata nel comportamento perché antica e perché è vincolata alla capacità dei Felini di garantirsi la sussistenza. L'arte dell'agguato si è specializzata e poi mantenuta inalterata nei millenni, rivelandosi efficiente e evolutivamente vincente.

Simulano la caccia

Non può dunque stupire che un gatto, anche se vive a contatto con l’uomo, si esprima in questa sua attitudine così fondante della specie praticando agguati ad ogni pie’ sospinto. Un gatto tipico, con un buono sviluppo comportamentale e in un ambiente sufficientemente stimolante, pianifica agguati con la stessa disinvoltura con cui noi pensiamo di andare a prenderci un aperitivo con gli amici o al cinema il sabato sera.

Va da sé che, se vive in un contesto in cui non ci sono prede a disposizione – come in un appartamento – potrà orientare i suoi agguati su giocattoli appositamente offerti che arriverà a nascondere sotto i mobili o dietro le tende pur di tirare fuori il felino che c’è in lui!

Sono ipostimolati

La necessità del gatto di esprimersi in questo talento naturale è così impellente che se l’ambiente in cui vive non gli offre né prede né oggetti alternativi come palline, topini di corda, cannette da pesca o altri giocattoli da manipolare, inizierà a prendere di mira le uniche in cose nei dintorni che si muovono, ovvero le vostre gambe o le vostre braccia!

Vogliono coinvolgervi nel gioco

I più giovani possono usare l’agguato come un modo di invitarvi al gioco. Di solito si acquattano dietro una porta, una tenda o persino la gamba del tavolo e lì attendono il nostro passaggio. Il punto per loro non è tanto non farsi vedere (motivo per cui, spesso, li si prende bonariamente in giro, dite la verità!), quanto spuntare fuori all’improvviso e, a volte senza nemmeno sfiorarci, abbozzare un agguato “incoraggiandoci” a inseguirli.

Lo abbiamo incoraggiato noi

Può anche accadere che un gatto agguanti mani e piedi perché, a nostra volta, lo abbiamo incoraggiato a fare così offrendogli i nostri arti in giochi di lotta e di morsi. In questo caso i gatti ci immaginano come potenziali prede o potenziali nemici e non sono nemmeno da biasimare se finiscono per ferirci davvero: del resto, siamo stati noi a dir loro che quel ruolo ci stava bene!

Se l’agguato diventa un problema

Se la frequenza o l’intensità con cui il micio tende agguati inizia ad essere un problema, la prima cosa da fare è smettere all’istante di fare qualunque gioco con il gatto che coinvolga mani e piedi. Parallelamente, bisognerà fare in modo che possa indirizzare tutto il suo interesse verso giocattoli che possa manipolare, afferrare e mordere.

Tuttavia, la prevenzione resta l’arma più efficace in assoluto: partire sin dal primo giorno con le idee chiare, evitando i giochi con mani e piedi e fornendo una bella varietà di giocattoli pensati ad hoc è la strategia di gran lunga più vincente.

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Sonia Campa
Consulente per la relazione uomo-gatto
Sono diplomata al Master in Etologia degli Animali d'Affezione dell'Università di Pisa, educatrice ed istruttrice cinofila formata in SIUA. Lavoro come consulente della relazione uomo-gatto e uomo-cane con un approccio relazionale e sono autrice del libro "L'insostenibile tenerezza del gatto".
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