19 Aprile 2021
17:55

Per la prima volta avvistata una balena grigia in Italia

Per la prima volta è stata avvistata una balena grigia (Eschrichtius robustus) in Italia. La prima segnalazione risale al 14 aprile 2021 a Ponza, seguita poi da un altro avvistamento nella penisola sorrentina e a Baia. La specie vive nell'Oceano Pacifico e potrebbe rappresentare un caso di ritorno in un areale storico o uno spostamento dovuto al cambiamento climatico.

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Il 14 Aprile 2021 è stata avvistata per la prima volta in Italia un esemplare di balena grigia (Eschrichtius robustus), precisamente a Ponza in provincia di Latina. Da quel momento in poi si sono susseguiti altri avvistamenti: il 17 aprile nelle acque della penisola sorrentina e il giorno dopo, 18 aprile, nella zona di Baia nel Golfo di Napoli. Dopo un momento iniziale di incertezza è stato l'Istituto di Ricerca Tethys a confermare che si tratta dello stesso esemplare che si sta spostando.

L'istituto, che si occupa dello studio e della conservazione dei cetacei nel Mar Mediterraneo, cha pubblicato un post in cui vengono mostrate le due macchie bianche sulla coda che rendono possibile l'identificazione dell'individuo:

Balena grigia, la prima volta in Italia

La balena è stata ribattezzata Wally e la sua presenza in Italia rappresenta un evento davvero unico: è la prima volta in assoluto ad essere segnalata nei nostri mari. La balena grigia infatti vive ad oggi solo ed esclusivamente nell'Oceano Pacifico, mentre è ritenuta estinta nell'Oceano Atlantico da circa 300 anni, a causa principalmente dello sterminio causato dalle baleniere. Non è però la prima volta che viene avvistata nel Mar Mediterraneo: già nel 2010 era stato visto un individuo al largo di Israele, e successivamente ci sono state altre due segnalazioni: una dalla Spagna e l'altra, più recente, dal Marocco.

Wally ha cambiato rotta

La domanda a cui gli esperti stanno cercando di dare risposta ora è: "Come mai si trova nel Mar Mediterraneo? E come ci è arrivata?". L'evento potrebbe essere collegato ai cambiamenti climatici che, modificando l'ambiente, permettono il passaggio di alcuni animali in luoghi altrimenti inaccessibili, facendoli ritrovare così in posti insoliti e al di fuori del proprio areale. Nel caso di Wally infatti, suggeriscono i ricercatori dell'Istituto di Ricerca Tethys, potrebbe essere successo che lo scioglimento dei ghiacciai artici ha reso possibile il passaggio dell'animale nell'Oceano Atlantico e da qui è giunto poi nel Mediterraneo attraverso lo Stretto di Gibilterra. Non è l'unica ipotesi plausibile però: potrebbe infatti anche essersi riformata una piccola colonia atlantica, come suggerisce Barbara Mussi di Oceano Mare Delphis.

Necessario continuare a monitorare l'esemplare

Wally viene adesso monitorato e seguito da diversi enti di ricerca come il Cert dell’Università di Padova, l'istituto Thetys, la stazione zoologica “A. Dohrn” e diverse aree protette come l’Area marina protetta di Punta Campanella, il Parco sommerso di Baia e l’Amp Regno di Nettuno. Sarà infatti molto importante continuare a seguirlo e osservare i suoi movimenti, anche perché trovandosi in un habitat diverso dal suo potrebbe avere difficoltà a sopravvivere. Per ora quello che si sa di quest'esemplare, grazie ai biologi e al personale della Guardia Costiera, è che probabilmente si tratta di un esemplare giovanissimo, nato quest'inverno e di circa 7/8 metri, come suggerisce in un post Facebook l'Istituto di ricerca Thetys:

Quest'informazione avvalora l'ipotesi che potrebbe trattarsi di un individuo nato nell’Oceano Atlantico, rappresentando così un possibile ritorno di questa specie in un areale storico e da cui si è estinto. Mentre si aspettano nuove notizie di Wally, che ieri, 18 aprile, è stata avvistato l'ultima volta a largo di Miseno per poi scomparire verso Procida, la Onlus Oceanomare Delphis ricorda cosa bisogna fare in caso di avvistamento di un cetaceo marino:

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