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Etologa

Il pavone comune, o pavone blu (Pavo cristatus), è un uccello dell'ordine dei galliformi e della famiglia dei fasianidi. Questo volatile appartiene al genere Pavo, come il pavone verde (Pavo muticus), unica altra specie esistente appartenente al genere. Il pavone comune è originario dell'India, dove viene considerato animale nazionale. Si tratta di un galliforme di grandi dimensioni che può raggiungere i 6 kg di peso e un'apertura alare superiore al metro e mezzo. La lunghezza invece, (compresa la coda, particolarmente lunga nei maschi) va da poco meno di un metro (per le femmine) ad oltre 2 metri (per i maschi). Le zampe del pavone comune sono forti e adatte a scappare nella boscaglia e scavare per cercare i cibo e sono dotate di potenti speroni che vengono utilizzati dai maschi anche per allontanare i rivali durante la stagione riproduttiva, nella quale il comportamento può diventare aggressivo e ricorda quello del gallo cedrone.

Aspetto e dimorfismo sessuale

Femmina di pavone comune nel suo habitat naturale
in foto: Femmina di pavone comune nel suo habitat naturale

Il pavone comune viene considerato uno dei più grandi uccelli volanti al mondo, di cui va sottolineato il forte dimorfismo sessuale. Le femmine, infatti, sono leggermente più piccole dei maschi, ma soprattutto presentano colori più blandi (grigio, verde, crema, beige). Inoltre, non sono dotate della caratteristica coda, la quale rende famosi i maschi di questa specie. Anche i pulcini sono generalmente di color giallo chiaro tendente al marrone e, fino alla maturità sessuale, non sono dotati delle sgargianti piume degli adulti. I maschi adulti presentano invece su tutto il corpo un'ampia varietà di colori, che vanno dal blu intenso del collo, al giallo, marrone, verde e nero del dorso e della coda. Quest'ultima, può raggiungere anche i 130 centimetri di lunghezza. Il meraviglioso e sgargiante piumaggio delle piume caudali, con le caratteristiche macchie a forma di occhio sulla punta della ruota, viene perso in gennaio, ma cresce molto rapidamente di nuovo con l'arrivo della stagione degli accoppiamenti. Entrambi i sessi sono caratterizzati, inoltre, dalla presenza di alcune penne sul capo, le quali formano un elegante ciuffo.

Negli ultimi anni sono state scoperte numerose varianti e mutazioni all'interno di questa specie, la quale può ibridarsi con i più rari pavoni verdi e con le galline faraone. La più caratteristica mutazione conosciuta è quella dei pavoni a piume bianche, il cui piumaggio è completamente bianco dalla testa alla fine della coda. Questa caratteristica rende difficile il riconoscimento degli ocelli, le macchie circolari colorate. Attenzione però: questi individui non sono da considerarsi albino, in quanto gli occhi sono scuri e, diversamente da quanto accade nei casi di albinismo, sono i genitori che trasmettono la caratteristica alla propria prole.

Esistono inoltre individui "pezzati", ovvero caratterizzati da una presenza di piume bianche in mezzo al piumaggio colorato, mentre l'ultima variazione è quella dei cosiddetti pavoni dalle ali nere, ossia quelli con i colori più scuri che, sebbene non raggiungano il nero richiamato dal nome, vanno dal verde scuro al blu scuro.

Habitat e distribuzione del pavone comune

Secondo quanto pubblicato sul sito India Biodiversity Portal, questo animale predilige le zone forestali decidue della penisola indiana, da cui emerge al mattino e al crepuscolo per cercare il cibo grattando il suolo nei pressi dei campi e delle radure circostanti. Si tratta di animali elusivi e dotati di ottimo udito e vista, grazie ai quali sono in grado di scappare al minimo allarme. Non amano abbandonare il suolo, ma possono alzarsi in volo e sbattere le ali in gesti lenti e inizialmente pesanti, anche se, una volta avviato il movimento, diventano più agili e veloci. Durante la notte si appollaiano sugli alberi, da cui scendono nuovamente per cercare cibo all'alba.

La ruota del pavone

Quando questo uccello sceglie di alzare la coda e aprirla nel caratteristico ventaglio, dimostra tutta la sua eleganza. Contrariamente a quanto si crede, non lo fa per vanità, ma per altri due motivi molto chiari: disorientare il nemico, amplificando le sue dimensioni e ostentando pericolosità, oppure impressionare la femmina con il grande numero di piume e colori.

La vita di un pavone

Questa specie raggiunge la maturità sessuale intorno ai 3 anni. Durante la stagione degli amori, le femmine scelgono gli individui maschi con le code più sgargianti e con più ocelli, in quanto questi danno l'idea di essere maggiormente in grado di sopravvivere alle avversità e quindi di essere i padri più adatti. Solo un individuo abile, infatti, può sopravvivere con un una coda molto grande. In questa fase le femmine di pavone indiano combattono tra loro per raggiungere l'accoppiamento e i maschi favoriti tendono ad accoppiarsi più volte. Uno studio pubblicato su The Open Ornithology Journal nel 2010 ha rilevato gli stessi comportamenti nel corteggiamento che avviene in cattività, come quello che avviene in natura.

A seguito degli accoppiamenti, le femmine depongono ogni anno da 4 a 9 uova di colore marrone, le quali vengono deposte una alla volta, ogni 48 ore, e vanno mantenute umide per il tempo necessario all'incubazione (circa 28 giorni). Durante questo periodo, la femmina si occupa da sola della cura dei pulli, dei quali è impossibile distinguere il sesso fino a circa 2 mesi di età. La vita di un pavone in cattività può superare i 20 anni, mentre in natura raramente raggiunge i 16.

La dieta del pavone comune

Uno studio condotto nel 2015 dalla Guru Gobind Singh Indraprastha University,  in India, ha descritto la sua dieta come onnivora, in quanto consistente principalmente in granaglie, germogli, petali ed erba. Tuttavia, in natura, questo uccello si nutre anche di insetti, vermi, lucertole e rane. Inoltre predilige le termiti e può cacciare anche i serpenti. Per sopravvivere ha bisogno di moltissima acqua e i suoi habitat sono infatti contraddistinti dalla presenza costante di risorse idriche.

Il pavone comune e l'uomo

Si tratta di un animale rispettato in molte zone dell'India, dove non viene perseguitato anche se spesso si avvicina ai recinti dei villaggi, alla ricerca di  cereali e germogli adatti alla sua dieta. A livello globale il numero di pavoni comuni è stabile e l'animale è infatti è considerato LC (least concern), ovvero a basso rischio di estinzione, a differenza del "cugino", pavone verde, il quale è considerato a rischio di estinzione (Endangered) dall'IUCN a causa di un drammatico declino avvenuto nel corso del XX secolo. Nonostante la condizione stabile della specie Pavo cristatus, uno studio condotto all'interno del Keoladeo National Park (KNP) in Rajasthan (India) ha riscontrato un calo nel numero di questi volatili, causato dall'aumento del commercio di penne della coda e dall'uso di pesticidi ed erbicidi nei campi coltivati in prossimità dell'habitat. 

Secondo uno studio condotto dalla Kerala Agricultural University e pubblicato nel marzo 2020, questo animale, e la sua ricerca di ambienti ideali per il sostentamento, può fungere da bio indicatore dei cambiamenti climatici in atto nel sub continente indiano.

Il pavone dalla mitologia agli allevamenti

Si tratta di un animale dall'importante valore simbolico, venerato e considerato di grande prestigio. Già a partire dalla sua terra d'origine, infatti, fin dall'antichità veniva considerato di enorme importanza perché in grado di uccidere i serpenti. Anche grazie a questa abilità, ha guadagnato nel ‘900 il titolo di animale nazionale in India. Gli antichi greci lo riconoscevano sul monte Olimpo ed era inoltre animale sacro a Giunone. Nell'arte paleocristiana, inoltre, il pavone è spesso rappresentato come simbolo dell’immortalità, in riferimento alla leggenda secondo la quale le sue carni sanificherebbero ogni peccato.

Questo uccello molto particolare ha raggiunto oggi gli allevamenti e gli zoo di tutto il mondo per merito del suo aspetto regale e per la facilità con cui può essere allevato. Nonostante ciò, è indispensabile ricordare che si tratta di un animale selvatico e come tale va trattato: se vi trovate in India e lo incontrate in natura, non toccatelo, non dategli da mangiare e, soprattutto, non trasferitelo altrove.