Nero come la notte, si era perso circa un anno fa, precisamente il 1 dicembre del 2020, quando dalla sua casa di Villasanta era entrato nell'immenso Parco di Monza e da lì non era più riuscito a ritornare dalla sua famiglia che non ha mai smesso di cercarlo. Il suo nome è Jey, un micione affabile, che finalmente è stato ritrovato e che, soprattutto, sta benissimo, nonostante il lungo tempo trascorso da solo.

Il merito di questo ritrovamento va di nuovo al pet detective Said Beid, figura di riferimento ormai per tutti coloro che smarriscono il proprio animale domestico in Lombardia (e non solo). «Jey era sparito nel nulla. Nonostante gli appelli e i volantini, di lui nessuna notizia da un anno» ci racconta Said.

«Fino a che, qualche settimana fa, mi chiama un’amica che si occupa della colonia felina, una delle tante, situate all’interno del Parco per dirmi che era apparso da poco un gatto nuovo, nero, che secondo lei assomigliava molto a Jey. Arrivava qualche giorno e poi spariva. Con le telecamere utilizzate abbiamo registrato il suo arrivo e quando ho mostrato il video ai pet mate erano praticamente certi che fosse lui, anche se ovviamente col buio non era facile averne la certezza. A quel punto mi sono mosso io».

Said si attiva, anche se i tempi non saranno brevi. «Sai, lui arrivava, ma magari spariva per 10 dieci giorni. C’è voluta pazienza. Finché, probabilmente trovandosi a suo agio e avendo capito che lì avrebbe ottenuto da mangiare, si è stabilito nella colonia. Oltretutto in piena sintonia anche con una donnola e una lepre che passavano spesso di lì, in una sorta di convivenza pacifica bellissima da vedere».

A quel punto, con il gatto più stanziale, Said ha installato le fototrappole per osservare i movimenti del micio e nel momento giusto riuscire a prenderlo per riportarlo a casa. «Ho sistemato una fototrappola munita di telecomando a distanza e ho collegato la telecamera al cellulare, in modo da essere avvisato all’arrivo di qualunque animale e poter essere certo di chiudere la gabbia solo all’entrata di Jey».

E così è andata: «Sì, ha iniziato a entrare e a prendersi da mangiare. Io ho lasciato trascorrere qualche giorno, per monitorare gli orari del suo arrivo, che erano sempre intorno alle 19.30, le 20 con ritorni anche più tardi. Quindi, due giorni fa, è scoccata l’ora X. Ho avvisato i suoi umani che sono subito arrivati con una gioia immensa. Lo abbiamo portato subito dal veterinario per vedere come stava, ma Jey sta benissimo. Pensa che non è neanche dimagrito. È davvero emozionate quando finalmente riesco a restituire all'affetto di una famiglia il loro animale».

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