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19 Giugno 2023
11:42

Nuovi fossili trovati in Patagonia potrebbero riscrivere la storia dei dinosauri a becco d’anatra

In Patagonia gli scienziati hanno trovato un nuovo reperto fossile che sta mettendo in crisi i vecchi modelli di distribuzione degli Adrosauridi classici durante il tardo Cretaceo.

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Una nuova scoperta paleontologica avvenuta in Patagonia, negli affioramenti del Río de las Chinas,  promette di rivoluzionare le conoscenze acquisite degli scienziati che continuano a perlustrare il Sud America nel tentativo di approfondire la storia evolutiva dei dinosauri.

Un gruppo di ricerca dell'Università del Cile ha infatti trovato una specie appartenente ad un gruppo affine agli Adrosauri, comunemente conosciuti come dinosauri "a becco d'anatra", che secondo i modelli attualmente utilizzati dalla ricerca non sarebbe dovuto in teoria essere lì in quel preciso momento storico (72 milioni di anni fa) all'interno della regione: questi animali sarebbero dovuti giungere nel continente diversi milioni di anni dopo.

La notizia è stata pubblicata sulle pagine della rivista Science Advances qualche giorno fa e sta procurando diversi grattacapi agli epserti che fino a questo momento pensavano che questo particolare gruppo di erbivori fosse giunti in Sud America solo in procinto della grande estinzione del Cretaceo, datata 65 milioni di anni fa.

«E' un altro capitolo della dispersione di questi dinosauri di cui non eravamo ancora a conoscenza», ha affermato Jhonatan Alarcón-Muñoz, paleontologo di stanza a Santiago e uno degli autori principali della scoperta. Alarcón-Muñoz insieme ad altri colleghi, Alexander Vargas e Marcelo Leppe che ha estratto di persona i reperti del nuovo dinosauro nel 2013, dopo aver studiato i fossili a lungo si è convinto che le ossa appartengono a un nuova specie di dinosauro dal becco d'anatra quando ha notato che i resti includevano diverse parti del corpo come pezzi di anca, arti, costole, vertebre e cranio che presentavano un mix di caratteristiche, assenti nelle specie precedentemente scoperte.

I tre ricercatori hanno chiamato il nuovo animale Gonkoken nanoi , utilizzando la lingua indigena del popolo Aónikenk per inventare un nuovo nome. Le parole "gon" e "koken" stanno per "simile a" e "anatra selvatica o cigno" nella lingua del popolo indigeno ed in poche parole ricalcano il significato delle parole latine che ai tempi i paleontologi ottocenteschi utilizzarono per inventare la parola Adrosauro.

Esistono però delle nette differenze fra questa specie e quelle che sono state scoperte nel resto del mondo. Fino ad ora, tutti i dinosauri dal becco d'anatra conosciuti dell'allora continente Gondwana – che riuniva Africa, Sud America e parte dell'Oceania e dell'Antartide – erano infatti adrosauridi. Il genere Gonkoken tuttavia sembra far parte di un ramo molto più antico, che potrebbe rappresentare un gruppo molto meno specializzato che si discostò dagli altri dinosauri dal becco d'anatra circa 91 milioni di anni fa.

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Le ossa che sono state trovate nello scafo in Patagonia

Il muso di Gonkoken era molto più semplice e "meno ad anatra" rispetto le specie successive e aveva un numero molto più ridotto di denti, chiariscono i ricercatori. Inoltre questi denti non erano del tutto evoluti per triturare adeguatamente le piante, commenta Alarcón-Muñoz. Questo animale, infine, disponeva di dimensioni particolarmente ridotte rispetto alle specie di Adrosauri che successivamente avrebbero abitato il Nord come il Sud America: era lungo infatti circa quattro metri contro i 15 metri delle specie più grandi che sarebbero comparse più tardi.

«Erano dinosauri dall'aspetto snello che potevano tra l'altro anche adottare abbastanza facilmente una postura bipede e quadrupede per raggiungere la vegetazione delle chiome degli alberi, mantenendo la capacità di alimentarsi a livello del suolo», ha spiegato Alexander Vargas che, oltre ad essere un autore dell'articolo, è anche direttore della rete paleontologica dell'Università del Cile.

Gonkoken nanoi è la quinta specie di dinosauro scoperta in Cile e questa scoperta ha dimostrato che la Patagonia al tempo serviva da rifugio per diverse specie molto antiche.

Sono laureato in Scienze Naturali e in Biologia e Biodiversità Ambientale, con due tesi su argomenti ornitologici. Sono un grande appassionato di escursionismo e di scienze e per questo ho deciso di frequentare un master in comunicazione scientifica. La scrittura è la mia più grande passione.
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