video suggerito
video suggerito
4 Marzo 2024
18:36

«No alla riduzione dello status di protezione del lupo»: la lettera inviata al ministro Pichetto Fratin

Ad oggi non esistono prove scientifiche a sostegno del cambiamento di status del lupo in Europa. Lo denuncia "Io non ho paura del lupo" in una lettera aperta al ministro Gilberto Pichetto Fratin.

16 condivisioni
lupo

Ad oggi non esistono prove scientifiche a sostegno del cambiamento di status del lupo in Europa, al contrario, «occorre ancora molto lavoro da parte delle Istituzioni, nazionali e comunitarie, per assicurare la conservazione di una specie simbolo del nostro Paese». Questa è la posizione espressa dall'associazione Io non ho paura del lupo nella lettera aperta indirizzata al ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin.

La Commissione Europea infatti vuole declassare lo status di protezione del lupo. È stata la stessa presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, a proporre di declassare lo status di protezione della specie da “rigorosamente protetta” a “protetta”, determinando il passaggio del lupo dall'Allegato 2 all'Allegato 3 della Convenzione di Berna. Una decisione che ha trovato in disaccordo gran parte della comunità scientifica e associativa che si occupa della conservazione del lupo, e tra queste ci sono proprio gli attivisti di Io non ho paura del lupo.

«Il lupo oggi si trova in uno stato di conservazione sfavorevole in sei delle sette regioni biogeografiche dell'UE, secondo l'ultima valutazione dello stato di conservazione basata sulle relazioni degli Stati membri nel 2019 – hanno spiegato gli attivisti – L’approfondita relazione della Commissione Europea sulla situazione del lupo nell'UE ha inoltre confermato che i danni agli animali da allevamento rimangono limitati: su larga scala l'impatto dei lupi sul bestiame nell'UE è oggi estremamente ridotto ed è minore nelle aree in cui la presenza dei grandi carnivori è stata continua rispetto alle aree in cui essi erano scomparsi e tornati negli ultimi 50 anni».

In questo contesto, la riduzione dello status di protezione comprometterebbe fortemente il lavoro in corso per l'attuazione di misure volte a raggiungere la coesistenza tra i lupi e le comunità locali, creando «l'errata percezione che gli abbattimenti indiscriminati siano la soluzione al conflitto con la zootecnia, quando in realtà essi non risolvono davvero i problemi degli allevatori, specie nel lungo periodo».

Il passaggio comporterà infatti una maggiore flessibilità nella gestione, anche cruenta, del lupo. Al momento ne è vietato l'abbattimento e la cattura, come per tutte le specie rigorosamente protette, il declassamento permetterebbe di applicare con maggiore facilità forme di gestione e prelievo. Al contrario di quanto si pensa, per le specie semplicemente protette gli Stati possono prevedere una quota di abbattimento, a patto di non comprometterne lo stato di conservazione. Con il declassamento l'Italia potrebbero prevedere abbattimenti annuali di lupi.

L’Associazione inoltre è critica rispetto al fatto che la discussione su questo tema sia stata finora largamente dominata e guidata dagli interessi dell’agricoltura e della caccia che «arbitrariamente si sono posti a portavoce delle comunità rurali, nonostante un recente sondaggio indipendente condotto nel novembre 2023 in 10 Stati membri confermi che le comunità rurali sono molto favorevoli ad una rigorosa protezione dei lupi nell’UE ed in particolare il 77% degli italiani abitanti in aree rurali intervistati si è espresso a favore di una rigorosa protezione dei grandi carnivori e oltre l’88% ha confermato quanto la protezione dell’ambiente debba essere oggi una priorità per l’UE». Il sondaggio indipendente è stato condotto da Eurogroup for animals che recentemente ha promosso un mailbombing sul tema ai parlamentari europei.

Concludendo l’Associazione ha ribadito quanto «la protezione del lupo in Italia non sia solo una questione di importanza ecologica, ma anche un riflesso del nostro impegno per la conservazione della biodiversità e dei valori di coesistenza e tolleranza, sottolineando come questa specie sia essa stessa simbolo e parte integrante del patrimonio naturale del nostro Paese e fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio negli ecosistemi italiani».

Giornalista per formazione e attivista per indole. Lavoro da sempre nella comunicazione digitale con incursioni nel mondo della carta stampata, dove mi sono occupata regolarmente di salute ambientale e innovazione. Leggo molto, possibilmente all’aria aperta, e appena posso mi cimento in percorsi di trekking nella natura. Nella filosofia di Kodami ho ritrovato i miei valori e un approccio consapevole ma agile ai problemi del mondo.
Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views