Arrivano le primissime sanzioni per Luca Ghedina, l'allevatore di Cortina che l'otto gennaio 2021 ha inseguito in auto e ripreso con lo smartphone quattro lupi sulle Dolomiti bellunesi rischiando più volte di investirli. Uso del cellulare, guida contromano e a cavallo della striscia bianca e mancato stop per la presenza di animali in strada sono le violazione del codice della strada che i Carabinieri NIPAAF del gruppo forestale di Belluno gli hanno contestato.

Lupi inseguiti sulle Dolomiti. "Adesso li scanno": il video della vergogna

Gli animali sono stati costretti a correre per diversi chilometri a una velocità che va tra i 40 e i 50 chilometri orari: un gesto vergognoso che ha scatenato l'indignazione di tante persone e le proteste da parte di associazioni, gruppi ed esperti che si occupano di studiare il lupo in Italia. Un modo di comportarsi che ha messo a serio rischio la salute e la vita degli animali, come ha spiegato a Kodami l'esperta Paola Fazzi.

Lupi inseguiti sulle Dolomiti, l'esperta Fazzi: «Succede sempre più spesso»

I Carabinieri Forestali: «Il lupo è un elemento imprescindibile per i nostri ambienti»

Nel condannare fermamente il gesto, i Carabinieri Forestali ci tengono a ribadire l'importanza che riveste per l'ecosistema questo predatore e che la sua presenza nell'area, diversamente da quanto affermato dall'autore del video, era ben nota e già sotto osservazione da parte degli esperti. «La presenza del lupo nella zona – si legge nel comunicato dell'Arma – era già oggetto di attenzione da parte dei carabinieri delle stazioni di Auronzo e Cortina, in qualità di soggetti incaricati di effettuare il monitoraggio nazionale del lupo in Veneto e nell’ambito del progetto Life Wolfalps e proprio in quella zona avevano già effettuato in precedenza diversi rilievi. Inoltre, le stazioni, coordinate dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale del Gruppo Forestale di Belluno, da subito si sono messi al lavoro per cercare di ricostruire l'accaduto ed hanno effettuato numerosi sopralluoghi per assicurarsi sullo stato di salute degli animali e per escludere eventuali ferimenti e/o decessi dovuti all'eccessivo dispendio di energie a causa dell’innaturale prolungato ed intenso sforzo».

«Il lupo – prosegue il tenente Ravaglioli del NIPAAF di Belluno – rappresenta un elemento imprescindibile per i nostri ambienti in quanto occupa il vertice delle catene alimentari ponendosi cosi come bioindicatore (ossia indice vivente) di salute dei nostri ecosistemi forestali. Il ruolo svolto da questo grande predatore è di fondamentale importanza perché con la sua azione predatoria regola la densità delle popolazioni degli ungulati il cui sovraccarico potrebbe portare a problemi di rinnovazione forestale nei nostri boschi e a un indebolimento delle stesse popolazioni predate che, a causa dell'eccessiva competizione intra e interspecifica per risorse comunque limitate, risulterebbero certamente più vulnerabili a qualsiasi fattore sfavorevole».

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