Juan Carrito (Foto di: Antonio Antonucci, zoologo Parco nazionale Maiella)
in foto: Juan Carrito (Foto di: Antonio Antonucci, zoologo Parco nazionale Maiella)

L’orso M20, conosciuto da tutti con il nome di Juan Carrito, è arrivato nell’Area faunistica di Palena, del Parco nazionale della Maiella. «Qui l'orso marsicano sarà osservato e monitorato 24 ore al giorno grazie a un sistema di video-sorveglianza appositamente installato – hanno fatto sapere dal Parco – Non avrà nessun contatto con le persone poiché l’area sarà interdetta alla fruizione e accessibile soltanto dagli addetti ai lavori per i necessari rifornimenti di cibo».

La cattura è stata effettuata dal Parco Nazionale della Maiella a supporto della Regione Abruzzo e in collaborazione con i Carabinieri Forestali.

Una misura estrema che, secondo le istituzioni, si è resa necessaria dopo il fallimento del primo trasferimento di questo inverso fra i monti della Marsica, nella zona tra Pescasseroli e Pescina. In quell'occasione sarebbe dovuto essere sottoposto a un programma di rieducazione al suo ambiente naturale. La speranza era di far risvegliare l'orso, dopo il periodo d'ibernazione trascorso ad alta quota, «Con un'altra testa, "disintossicato" dagli esseri umani», aveva spiegato a Kodami il direttore del Parco dell'Abruzzo, del Lazio e del Molise, Luciano Sammarone.

Tentativi andati a vuoto culminati nella decisione estrema raggiunta in accordo con l'Ispra, di condurre Juan Carrito nell'area chiusa e delimitata dell'Area faunistica di Palena, allontanandolo dall'area del Parco dell'Abruzzo, del Lazio e del Molise. Il motivo è sempre lo stesso: mettere un argine all'estrema confidenza dimostrata dal giovane individuo, di neanche due anni, abituale frequentatore della città, ma soprattutto dei suoi cassonetti.

Juann Carrito (Foto del Parco nazionale della Maiella)
in foto: Juann Carrito a Roccaraso (Fonte: Parco nazionale della Maiella)

È proprio tra i rifiuti che Juan Carrito ha trovato risorse alimentari sufficienti a vivere comodamente, perdendo sempre più la paura dell'uomo, comune a tutti i selvatici. L’Ente Parco ha ribadito che la permanenza dell’orso nell'Area faunistica chiusa è temporanea e limitata al tempo necessario per avere le condizioni idonee per effettuare gli interventi già programmati per re-immettere l’orso in natura.

«L’intervento – ha dichiarato Lucio Zazzara, presidente del Parco della Maiella – era necessario per tutelare l’orso e allontanarlo da situazioni potenzialmente pericolose e in generale da un ambiente dove da troppo tempo si alimentava quasi esclusivamente di rifiuti non smaltiti correttamente. Adesso la priorità è lavorare per il suo ritorno in natura attuando tutti metodi possibili affinché ciò accada».

Le risorse alimentari messe a disposizione dai cassonetti di Roccaraso, mai sostituiti con appositi contenitori anti-orso già in uso in molti Comuni abruzzesi, sono tra i motivi principali che spingono Juan Carrito ad avvicinarsi così tanto alla cittadina. Il secondo, ovviamente, è l'eccessivo interesse dell'essere umano nei suoi confronti. La continua vicinanza con persone armate di cellulare lo ha spinto ad azzerare completamente la consueta distanza che gli altri individui della sua specie pongono tra loro e l'uomo.

Carrito è stato filmato spesso per le strade, e pochi giorni fa alla stazione di Roccaraso gremita di passeggeri in attesa. È stato ripreso anche mentre si trovava faccia a faccia con diversi cani, dal Pastore tedesco di Villalago fino al Border Collie di Roccaraso, passando per alcuni Pastori maremmani. Incontri tra orso e cani interpretati da media e cittadini come "giochi", e che invece sono tutt'altro.

A nulla sono valse le campagne informative condotte dal Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, allo scopo di educare attraverso i social i cittadini riguardo i comportamenti corretti da tenere sul territorio abitato dall'orso marsicano e da molti altri animali selvatici.

A risentire di un provvedimento estremo come il trasferimento in un'area chiusa non è solo un singolo individuo, ma l'intera popolazione dell'orso marsicano, sottospecie endemica dell'Appennino italiano arrivata sull'orlo dell'estinzione e faticosamente riportata a circa cinquanta individui. In un simile contesto, anche la perdita di un solo orso può fare la differenza.

Per il parco della Maiella però non tutto è perduto, come ha affermato Luciano Di Martino, direttore del Parco della Maiella: «I nostri tecnici stanno già predisponendo la fase che seguirà a questa temporanea captivazione che potrà essere caratterizzata anche da fasi sperimentali in collaborazione con esperti internazionali».

Resta da vedere se il recupero di Juan Carrito coinciderà con la rieducazione dei cittadini e con l'installazione a Roccaraso dei cassonetti anti-orso. Senza queste due misure fondamentali, come visto, Juan Carrito non potrà che continuare ad essere attratto dalla città.