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16 Febbraio 2024
10:35

L’Italia non è un Paese per gatti: crescono i maltrattamenti, le uccisioni e gli abbandoni

L’Italia non è un Paese per gatti: crescono i maltrattamenti, le uccisioni e gli abbandoni, esacerbati dai ritardi cronici su adozioni, sterilizzazioni e campagne informative. Nel 2022 la media è di 2 reati al giorno, più di 6 illeciti amministrativi e più di 1 persona denunciata. Tutti i dati del report Legambiente alla vigilia della Giornata nazionale del gatto.

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È uno degli animali domestici più coccolati e amati dagli italiani ma, negli ultimi anni, è sempre più triste protagonista di fatti di cronaca che lo vedono vittima di episodi di violenza. Parliamo del gatto, a cui Legambiente, alla vigilia della Giornata nazionale del gatto che si celebra il 17 febbraio, dedica il focus “A-Mici in Città”.

Facendo il punto sui principali ritardi dell’Italia nel garantire il loro benessere e tutela, quest’anno, l’associazione ambientalista dedica un focus alla crescita di episodi di maltrattamento, uccisione e abbandono. Basti pensare, negli ultimi mesi, a quanto accaduto al gatto Leone ad Angri (SA), morto a metà dicembre scorso dopo giorni di agonia dopo essere stato scuoiato vivo o al gatto Grey ad Alberobello fatto annegare, lo scorso gennaio, da una ragazzina nelle acque gelide di una fontana.

Preoccupanti i nuovi dati elaborati da Legambiente, estrapolati dall’ultimo report Ecomafia: nel 2022 le forze di polizia hanno registrato solo in tema di abbandono, maltrattamento e uccisione a danno degli animali domestici (cani e gatti) ben 751 reati, 2.408 illeciti amministrativi, 412 le persone denunciate. Una media giornaliera di 2 reati, più di una persona denunciata e oltre 6 illeciti sanzionati amministrativamente. Pesa molto l’assenza nel Codice penale dei delitti contro gli animali e il mancato aumento dei limiti edittali e delle sanzioni. Una situazione allarmante, esacerbata dai ritardi cronici dell’Italia in tema di sterilizzazioni, adozioni e campagne informative.

A parlare chiaro i dati del focus “A-Mici in Città" di Legambiente: nel 2022, su un campione di 552 Comuni, appena il 40% dichiara di avere colonie feline presenti sul proprio territorio e solo il 33,9% di sapere quanti gatti ci siano in queste stesse colonie. Rispetto alle sterilizzazioni, appena l’8,7% dei Comuni dichiara di avere sterilizzato più del 90% dei gatti presenti nelle sue colonie; solo il 17,7% sostiene di aver fatto campagne di sterilizzazione e il 6,7% di aver realizzato campagne per l'adozione di gatti in cerca di casa. Appena il 9,4% dei Comuni dichiara di avere, sul proprio territorio o convenzionati, gattili sanitari, strutture pubbliche indispensabili per curare gli animali liberi malati o feriti; solo il 4,5% di avere oasi feline.

«Dal gatto Grey ad Alberobello fatto annegare nelle acque gelide di una fontana al gatto Leone scuoiato vivo in provincia di Salerno, i gatti purtroppo sono sempre più spesso al centro di maltrattamenti e di comportamenti illegali – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – Se da una parte è urgente una maggiore tutela con leggi e sanzioni più severe, in grado di prevenire e reprimere efficacemente abbandono, maltrattamenti e uccisioni, dall'altra è sempre più urgente attivare servizi adeguati, attività di sensibilizzazione e supporto per facilitare la convivenza, garantire il loro benessere e tutelare i gatti».

«Gli italiani amano i gatti ma l’Italia non è ancora un Paese per gatti – aggiunge Antonino Morabito, responsabile benessere animale di Legambiente – Ad offrirci una fotografia nitida, quanto preoccupante, è la nuova edizione di “A-Mici in città” che passa al setaccio i dati delle Aziende Sanitarie e dei Comuni responsabili della tutela e salvaguardia della salute umana, animale e ambientale. I dati dicono che non bastano le esperienze positive presenti sul territorio: all’Italia serve un cambio di rotta, esplicitato nelle 6 richieste a Parlamento e Istituzioni per la tutela della salute e del benessere animale e umano, come chiede l’articolo 9 della Costituzione».

Le città gattare

Nel 2022, in Italia, Legambiente ha censito tra i 10 e 15 milioni nelle case dei cittadini, tra 700.000 e 1.150.000 quelli liberi già anagrafati e presenti nelle colonie feline registrate nelle città italiane e tra 62.000 e 93.000 le persone ufficialmente impegnate nel loro accudimento volontario. Grave la mancanza di risposte da grandi città come Roma Capitale e Napoli. Tra le città con più gatti registrati all’anagrafe Milano con ben 56.879 (di cui 20.000 in colonie feline), Prato con 15.950 gatti, Bari (15.602) e Taranto (12.936).

Le colonie feline

Delle 38 aziende sanitarie parte del campione di “A-Mici in Città” il 100% dichiara di avere colonie feline presenti sul proprio territorio, l’84,2% di sapere quanti gatti ci siano nelle colonie feline. Solo il 78,9% dichiara di aver incaricato cittadini (gattare/i) per la gestione delle colonie feline, il 71% di aver fatto campagne per l’adozione dei gatti. Appena il 63,2% di avere gattili sanitari sul proprio territorio e il 52,6% di avere oasi feline.

Lombardia e Valle d'Aosta campioni di registrazioni

Le regioni Lombardia e Valle d’Aosta si dimostrano fiori all’occhiello sul fronte anagrafe felina registrando, nel 2022, ben 1 gatto ogni 22 cittadini (il valore medio nazionale è di 1 gatto ogni 48 cittadini). Tra i comuni più virtuosi, invece, quello di Berzano di San Pietro (AT) con più di 1 gatto ogni 4 cittadini residenti, di Vigarano Mainarda (FE) con 1 gatto quasi ogni 5 cittadini residenti e di Berceto (PR) con 1 gatto per poco più di 5 cittadini. Sul tema adozioni, nel 2022, al primo posto il Comune di Ferrara con ben 1.951 gatti dati in adozione, seguito da Vicenza (700) e San Donà di Piave (VE) con 500.  Sul tema colonie feline, il Comune di Milano che ne conta ben 1.393, seguito da Padova (1.009) e Ravenna (900). Il Comune di Sassari conta invece 4 gattili sanitari (strutture fondamentali per la cura dei gatti liberi malati o feriti), seguito da Modena e Lissone (MB) con 2.

Crescono i maltrattamenti

Nel corso dell’anno 2023 la cronaca ha registrato una vera sequela di brutalità a danno di gatti. Legambiente ricorda alcuni degli episodi violenti delle ultime settimane. Oltre al gatto Leone e al gatto Grey già citati, nella frazione di Vaccara a Gualdo Tadino (PG) un cittadino ha ucciso, con un colpo di fucile, il gatto di una sua concittadina «perché aveva camminato sul cemento fresco».

A Mazzarino (CL) un gattino è stato trovato morente con un cacciavite infilato nell’occhio e un ferro in bocca. A Morlupo (RM), invece, è stato trovato un gatto ucciso a causa dello scoppio di petardi sul suo corpo, tappezzato da bruciature e pezzi di plastica fusa addosso. A Vittoria (RG) un gatto è morto per via di profonde ferite da morso provocate da un cane, di grossa taglia e tenuto al guinzaglio.

Ad Aprilia (LT) un gatto è morto dopo esser stato lanciato dal balcone del palazzo dove viveva. A Lucca, un gatto nero è stato trovato morto con un taglio netto che ne ha reciso il corpo in due, attraversandolo diagonalmente all’altezza della cassa toracica.

Le proposte di Legambiente

Alla luce di ciò Legambiente lancia 6 richieste per recuperare questi ritardi:

  1. Al Parlamento di inserire nel Codice penale i delitti contro gli animali ed aumentare i limiti edittali e le sanzioni previste, per prevenire e reprimere efficacemente abbandono, maltrattamenti e uccisioni di animali; ciò può avvenire con la rapida approvazione della proposta di legge A.C.30, a prima firma dell’onorevole Brambilla, che prevede un inasprimento delle pene per chi commette delitti contro gli animali e gode di un sostegno politico trasversale, la cui discussione è avviata in Commissione Giustizia della Camera dei deputati.
  2. Al Direttore generale della sanità animale e dei farmaci veterinari (DGSAF) del Ministero della Salute l'approvazione del decreto con le istruzioni di dettaglio per l’implementazione del Sistema informativo Nazionale degli Animali da Compagnia (SINAC), che consentirà l’anagrafe nazionale di tutti i gatti domestici. Ai Presidenti di Regione e ai Sindaci di realizzare un piano coordinato che preveda di:
  3. Attivare accordi con le associazioni per la protezione degli animali per l’applicazione di leggi e regolamenti comunali;
  4. La mappatura completa, entro il 2024, delle colonie feline presenti nei contesti urbani e periurbani;
  5. Una campagna ad hoc, entro il 2027, di anagrafe e sterilizzazione di tutti i gatti presenti nelle colonie feline;
  6. La piena operatività, entro il 2030, di 400 gattili sanitari (uno ogni 150 mila abitanti) per consentire la gestione pubblica sanitaria delle popolazioni di gatti nelle aree urbane e periurbane.
Giornalista per formazione e attivista per indole. Lavoro da sempre nella comunicazione digitale con incursioni nel mondo della carta stampata, dove mi sono occupata regolarmente di salute ambientale e innovazione. Leggo molto, possibilmente all’aria aperta, e appena posso mi cimento in percorsi di trekking nella natura. Nella filosofia di Kodami ho ritrovato i miei valori e un approccio consapevole ma agile ai problemi del mondo.
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