La linfoadenopatia del cane è un processo patologico che riguarda i linfonodi. I linfonodi sono piccole strutture del sistema linfatico che oltre a ricevere la linfa svolgono una funzione di difesa dell'organismo dagli agenti patogeni. Infatti, nei linfonodi si sviluppano e maturano delle particolari cellule (linfociti) che intervengono e si attivano in risposta a batteri, virus e altri insulti. I linfonodi sono distribuiti in tutto il corpo dell'animale ma quelli normalmente esplorabili nel cane sono in posizione prescapolare (anteriormente alle scapole), mandibolare, e poplitea.

La linfoadenopatia si può riscontrare con una certa frequenza nel cane e può essere dovuta o malattie infettive o parassitarie o alla presenza di una neoplasia. La diagnosi di linfoadenopatia non richiede importanti approfondimenti laddove c'è un interessamento dei linfonodi esplorabili. Tuttavia, spesso è necessario indagare la natura della linfoadenopatia sottoponendo ad esame citologico od istologico i linfonodi colpiti. La terapia varia in relazione alla causa che ha determinato la linfoadenopatia.

Cause

L'ingrossamento dei linfonodi può avere diverse cause. E' molto comune  riscontrare un aumento di volume in concomitanza di malattie infettive o anche parassitarie in quanto le cellule del sistema immunitario si attivano in risposta all'agente patogeno e ciò provoca un aumento di volume generalizzato dei linfonodi. Tra le malattie infettive ad eziologia batterica ricordiamo quelle provocate da cocchi, Corynebacteium, Brucella etc.  Il virus del cimurro è un altro agente patogeno che può causare linfoadenopatia nel cane, così come alcune malattie causate da miceti. E' molto frequente verificare un aumento di volume generalizzato dei linfonodi esplorabili  in caso di malattie parassitarie quali Leishmaniosi (malattia con un'elevata incidenza nelle regioni dell'Italia meridionale ed insulare) ed Erhlichiosi. Un aumento di volume di alcuni linfonodi si può riscontare però anche in corso di malattie neoplastiche quali linfoma o anche per localizzazione in sede linfonodale di tumori secondari (metastasi) da carcinomi, mastocitomi etc.

Sintomi

Gli animali colpiti da linfoadenopatia sono portati a visita perché si nota vistosamente un ingrandimento dei linfonodi. Se questo aumento di dimensioni riguarda la stazione linfonodale della testa il soggetto può manifestare disfagia (difficoltà a deglutire) oppure tosse per la compressione delle prime vie aeree. Nei cuccioli si può verificare linfoadenopatia  a seguito della stimolazione antigenica vaccinale. La presenza di linfoadenopatia generalizzata può essere indicativa di malattia neoplastica primaria (linfoma) oppure indicare una malattia infettiva o parassitaria che induce stimolazione antigenica diffusa. Tumori non primari (metastasi) si localizzano nella prima stazione linfonodale vicina alla sede della neoplasia primaria determinando un aumento di volume.

Diagnosi

Oltre ai rilievi clinici, spesso è necessario effettuare un esame citologico dei linfonodi coinvolti per stabilire se questi sono interessati da fenomeni reattivi o neoplastici primari o secondari. Talvolta, non è sufficiente il semplice esame citologico ma bisogna approfondire con una biopsia ed esame istologico. Lo studio radiografico ed ecografico si rende necessario in caso di interessamento di stazioni linfonodali del torace o dell'addome. In caso di linfoma è necessaria la valutazione anche del midollo osseo, fegato e milza oltre ad un inquadramento clinico e strumentale completo.

Terapia

La terapia della linfoadenopatia nel cane dipende dalla causa che l'ha generata. Questa può essere anche semplicemente una manifestazione reattiva momentanea in risposta ad agenti infettivi. Per cui si rende necessario curare la malattia che ha determinato la linfoadenopatia. Nel caso di linfomi il medico veterinario curante indirizzerà il paziente ad uno specialista oncologo di riferimento oppure potrà sottoporre il paziente alla terapia. Il coinvolgimento linfonodale in corso di localizzazione metastatica riguarda la stazione linfonodale più vicina al tumore primario.

Prognosi

I cani colpiti da linfoma hanno una prognosi più sfavorovele se sono colpiti i linfociti T e la neoplasia è molto estesa. Tuttavia, il linfoma è una neoplasia molto responsiva alla chemioterapia per cui il paziente manifesta una remissione clinica che però è spesso temporanea in quanto possono comparire cellule resistenti. La sopravvivenza dopo il trattamento è circa dodici mesi, tuttavia può allungarsi in relazione ad una serie di fattori.