La grande invenzione moderna dei social network ha le sue basi in un millenario comportamento delle scelte delle tane degli animali marini. Tutto parte 500 milioni di anni fa: è in quel momento che uno studio internazionale guidato dall’Università di Genova ha individuato lo stesso identico comportamento dell’interazione che oggi si vede su Facebook, Instagram, Twitter.

L’autorevole rivista scientifica Geology ha dedicato la copertina del numero di giugno proprio a questo lavoro che vede la firma di Andrea Baucon dell’ateneo genovese, Carlos Neto de Carvalho Naturtejo dell'Università di Lisbona, Gabriele Tosadori dell’Università di Verona e Alexandre Antonelli dei Giardini botanici di Kew e dell’Università di Göteborg.

Lo studio ha analizzato le tane fossili di 45 siti paleontologici del mondo e ha realizzato alcune simulazioni al computer per cercare di capire le differenze morfologiche tra le tane di mare basso e quelle del mare più profondo. Da quasi 70 anni, infatti i paleontologi hanno notato come quelle che si trovano negli abissi sono molto complesse e quelle nei mari meno profondi sono più semplici.

Nella ricerca gli studiosi hanno rappresentato con un’immagine a ragnatela le diverse tane fossili. Hanno identificato un nodo (un vertice), e hanno collegato con una linea le tane che si trovano nello stesso sito. Così, sono arrivati a creare una rete con più di 600 link. Proprio come la regola delle amicizie dei social.

La rete fossile, infatti, trova secondo i ricercatori un parallelo nella rete di Facebook: la prima è costituita da tane fossili collegate da relazioni di co-occorrenza, la seconda è composta da persone collegate da relazioni di amicizia. I due gruppi osservati nella rete fossile sono l’equivalente di due comunità di amici collegati da relazioni strette. Il sistema di connessione della rete fossile si è tradotto in una sorta di piccolo mondo. Un po’ come la regola dei sei gradi di separazione, secondo la quale tutte le persone del pianeta Terra sono separate tra loro solo da sei livelli di contatti.

La struttura delle tane deriva da due categorie ecologiche universali, quelle degli "specialisti" e quelle dei "generalisti". Per gli studiosi la similitudine con i social è profonda: in realtà come Facebook, infatti, la maggior parte degli individui fa amicizia con individui che sono geograficamente vicini (definiti nello studio gli ‘specialisti ambientali’) e pochi che si muovono molto (i "generalisti" o gli "amiconi").

Andrea Baucon, primo autore della ricerca, spiega che il lavoro di analisi ha coinvolto tre siti paleontologici italiani, uno nelle Dolomiti e gli altri due nell’Appennino. «Le tane di acque superficiali hanno tante connessioni tra di loro ma poche connessioni con le tane di mare profondo – precisa a Kodami – Invece, ogni tana di mare profondo ha tante connessioni con il mare profondo ma pochissime connessioni verso l’esterno. Per fare da ponte ci sono gli "amiconi", proprio come nei social network».

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