A cura di Laura Arena
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Veterinaria esperta in benessere animale

In molti luoghi del mondo, in nome della tradizione si continuano a perpetuare regolarmente uccisioni e torture di animali. Nonostante le proteste delle associazioni animaliste e della società del buon senso, queste usanze sopravvivono perché fortemente protette dalla politica, tutelate dalle normative e alimentate dai fanatici della tradizione.

È ciò che avviene in Spagna, ad esempio, con la corrida, le altre feste taurine e tante altre che rappresentano il maltrattamento animale come spettacolo normalizzato. Alcune di queste, anche se ancora troppo poche, hanno però avuto vita difficile e sono state abolite o modificate nel tempo. Vediamo di che si tratta.

Tradizione e tauromachia

La società umana e la politica sono in grado di travestire il maltrattamento animale da tradizione, sia questa con scopo religioso o folkloristico. Ciò è possibile solo grazie alla protezione offerta dalle normative nazionali e locali. Ad esempio, abbiamo recentemente visto come a Cuba, la stessa Legge nazionale sul Benessere Animale, consente il sacrificio rituale di animali e le lotte tra galli in nome della tradizione e del culto religioso.

In Spagna avviene lo stesso. La politica protegge con i denti la tradizione della tauromachia, ovvero quell’insieme di “spettacoli e feste” che vedono il tormento e la tortura di tori, vacche, buoi e vitelli come oggetto del festeggiamento.

Di rinomata fama è la corrida, che oltre ad essere molto sentita dalla gente locale è anche fortemente alimentata dal turismo. Quando i toreri sono in formazione, si scontrano con animali adolescenti, vitelli o vitelloni, e le feste si chiamano “Becerrada”. Oltre alle corride e alle becerradas, tanto ritualizzate e svolte nelle “arena de toros”, esistono poi tutta una serie di altre feste taurine.

Facciamo alcuni esempi (davvero pochi rispetto alla stragrande quantità di feste che esistono):

  • “Los encierros”: tradizione taurina che consiste nel correre davanti a un gruppo di tori o vitelloni. Normalmente si celebra lungo un percorso urbano recintato durante la mattina; la sera gli stessi animali vengono affrontati nelle corride. Il più famoso è l’encierro di San Fermìn, a Pamplona, ma ce ne sono numerosi altri; a Madrid, Valencia, Segovia, Albacete, Valladolid, solo per citarne alcuni.
  • “El toro embolado” o “toro de fuego”: questa “festa” consiste nel legare la testa di un toro ad un palo con il fine di immobilizzarlo per apporre sulle sue corna dei sostegni di ferro con in cima delle stoppe ingrassate cui si dà fuoco. Il risultato è un animale con le corna incendiate che impaurito ed ustionato inizia a correre per le strade della città, ovviamente messe al sicuro da recinzioni. Le immagini sono davvero scioccanti.
  • “Los recortes”: è uno spettacolo che si svolge nelle “arenas de toros” in cui i partecipanti affrontano vari tori con acrobazie, salti e capriole con l'obiettivo di ingannare il toro all'ultimo momento e non essere colpiti.
  • “El bous a la mar”: è una festa che si svolge in una piazza aperta al mare, situata nel porto o a ridosso di una spiaggia. Dopo essersi fatti rincorrere, i corridori, si gettano in acqua con il fine di farvi cadere anche l’animale, non prettamente un gran nuotatore. Questo tipo di festa si svolge in diverse località della Comunità Valenciana e della Catalogna, dove è rimasta l’unica festa taurina ancora in voga.

Quest’anno, proprio ad ottobre 2022, si è svolta una festa che ha del raccapricciante. Sintomo di come i giovanissimi vengono spinti alla tauromachia, desensibilizzati all’empatia e al rispetto per gli animali. A Guadalajara, in Castilla-La Mancha, si è svolta la “disco vaca”, una festa a ritmo di dj e con fiumi di alcool, a cui hanno partecipato giovani ragazzi e ragazze intenti a tormentare e strattonare giovani vitelli, lanciando anche loro addosso oggetti. Crescere con l’idea che la sofferenza ed il maltrattamento animale corrispondono a divertimento ci dà un’idea di come la società sta accettando di educare le nuove generazioni.

Le feste con animali oltre la tauromachia

Oltre alle feste tipiche della tauromachia, ce ne sono tante altre che vedono gli animali come oggetto di maltrattamento. Queste sono meno famose a livello internazionale, spesso perché ristrette alla cultura popolare della zona d’origine. Ma le forme di maltrattamento animale sono ugualmente gravi. Riportiamo alcuni esempi:

  • Festa del “Peropalo”: svolta in occasione del martedì grasso a Villanueva de la Vera, in Estremadura. La festa simula il linciaggio e il giudizio di un bandito che attraversa il paese cavalcando un asino. Non potendo colpire la persona (che nel momento del rogo sarà sostituita da un manichino) le persone sfogano l’ira del linciaggio sul povero asino che viene volontariamente strattonato, percosso e picchiato dalla folla imbestialita. L’animale attraversa la folla tra le grida, gli insulti, i petardi e i ceffoni. Spesso questi animali svengono dalla paura e, negli anni, alcuni sono anche deceduti.
  • Fiesta del “Tiro y arrastre”: si svolge nelle Comunità valenziana e catalana occidentale e consiste in una competizione tra cavalli che su una superficie sabbiosa devono tirare una piattaforma con sacchi di sabbia fino oltre i 500 kg a seconda delle categorie. È frequente che gli animali cadano al suolo stremati dallo sforzo fisico.
  • “Rapa das Bestas”: è una festa, anche di importanza turistica, che si svolge in Galizia che traveste la brutalità delle azioni in tradizione e tutela degli animali tramite la vigilanza, marcatura e sverminazione degli stessi. Consiste nella discesa in paese forzata dall’uomo di gruppi di cavalli selvatici e semi-selvatici che vivono nelle montagne della regione. Una volta in paese, gli animali sono ammassati in un recinto con una grande platea di osservatori e assaltati per essere marcati. I puledri sono separati dalle famiglie nella confusione, molti animali restano feriti e i livelli di stress sono estremi e portano spesso a conflitti sociali tra gli animali, senza parlare della brutalità delle azioni umane. Il tutto termina con il taglio del crine dei cavalli, che al termine verranno ricondotti alla libertà.
  • “La batalla de ratas” de El Puig, in provincia di Valenzia: qui i residenti rompono una pentolaccia dalla quale cadono a pioggia cadaveri di ratti. Inizia allora la battaglia del lancio dei ratti morti. Anche se in questo caso non vengono utilizzati animali vivi, è un’altra festa che ci permette una riflessione sul trattamento che riserviamo agli animali.

Alcune feste che sono state abolite o modificate

spagna legge animali

La crescente sensibilità e l’orientamento giuridico verso le tematiche animali, insieme al grande lavoro degli animalisti, stanno creando una cultura anche rispetto alle feste tradizionali.

Così è stato in Catalogna, dove a luglio del 2010, il Parlamento catalano ha approvato un’iniziativa legislativa per l’abolizione delle corride. La proibizione è entrata in vigore il 1° gennaio dell’anno seguente. Nonostante nel 2016 il Tribunale Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità dell’iniziativa, per cui da quell’anno in Catalogna si sarebbero potute celebrare nuovamente le feste taurine, le porte delle “arenas de toros” non si sono mai più aperte.

In altre zone del Paese alcune altre feste sono modificate, ad esempio:

  • “El lanzamiento dela cabra del campanario”, celebrata in provincia di Zamora, in Castilla e Leon, per la quale un gruppo di giovani lanciava una capra viva dal campanile della città che precipitava su un telo tenuto teso dagli abitanti del paese. Nel 2014 la capra è stata sostituita con un peluche.
  • La “Carrera de gansos” in provincia di Toledo e “El día de gansos” nei Paesi Baschi sono feste simili. La prima si svolge con bambini e adulti a cavallo che dovevano strappare la testa a galline ed oche vive appese dalle zampe nella piazza del paese, mentre la seconda avviene in mare, le anatre appese dovevano essere strappate da ragazzi che si lanciano dalle barche. Da anni ormai queste feste si celebrano con animali precedentemente abbattuti, mentre quest’anno, la festa dei Paesi Baschi si è celebrata con anatre di plastica.

Due feste abolite sono state invece:

  • “La persecución de los patos”. Celebrata storicamente in provincia di Girona, consisteva nel lanciare delle anatre in mare che dovevano essere rincorse a nuoto dai partecipanti per essere catturate e portate fino alla spiaggia. La festa è stata abolita nel 2016.
  • “La caza de marranos en el barro”, in provincia di Murcia, che consisteva nell’ungere il corpo di alcuni suini che venivano lanciati in una pozza di fango. I partecipanti dovevano allora saltare sugli animali per riuscire a prenderli con tutte le loro forze e brutalità. Chi riusciva nell’impresa si impossessava dell’animale come premio per poi poterlo mangiare. La festa è stata abolita nel 2017.

Queste feste ancestrali ed anacronistiche non fanno altro che catapultare la condizione dell’uomo civile evoluto alla più bassa brutalità. Usando le parole del veterinario José Enrique Zaldívar, fondatore dell’Associazione dei Veterinari Abolizionisti della Tauromachia e del Maltrattamento Animale (AVATMA), “l’utilizzo degli animali, di qualunque tipo, nelle attività ludico-festive e sportive, che servono da intrattenimento per l’essere umano, devono sparire, a causa dell’enorme sofferenza che questo tipo di attività causano negli animali. La scienza veterinaria ha già riconosciuto la loro capacità di sentire e discernere tra emozioni positive e negative, tra ciò che produce piacere e ciò che provoca sofferenza.”