cane auto

Ha lasciato il cane in macchina, con i finestrini chiusi, mentre andava a cena con amici in un ristorante a qualche centinaio di metri: soltanto l’intervento dei Carabinieri ha impedito che la situazione finisse nel peggiore dei modi. Un gesto che ha fruttato alla protagonista della vicenda una denuncia per abbandono di animale.

I fatti risalgono a qualche giorno fa e sono avvenuti a Firenze. L’auto con a bordo il cane è stata notata dai militari in via Petrarca, a poca distanza dai Giardini di Boboli: ad attirare la loro attenzione il fatto che i finestrini fossero appannati ma non ci fosse nessuno nell’abitacolo. Quando si sono avvicinati hanno visto l’animale, sofferente, sui sedili, e hanno provato ad aprire la macchina senza successo. Hanno quindi deciso di chiamare i Vigili del Fuoco e di avvisare anche i veterinari della Asl per verificare le condizioni del cane una volta liberato.

L’intervento dei Carabinieri ha fortunatamente evitato il peggio: la donna è arrivata al parcheggio soltanto un’ora dopo l’arrivo dei militari, e si è anche giustificata sostenendo di essere stata a cena “poco lontano”. Il cane è rimasto quindi chiuso in macchina per almeno due ore, e l’accusa che le è stata contestata è quella di abbandono di animali, un reato punito dall’articolo 727 del Codice Penale, che “chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro”. Lo stesso articolo stabilisce che “chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze” sia punito sempre con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

Nei giorni scorsi ha attirato l'attenzione la notizia della pena inflitta da un giudice a una donna di Ceriana, in provincia di Sanremo, condannata a pagare una multa da 5.000 euro per avere lasciato per 15 ore il cane sul terrazzo di casa dopo essere rimasta bloccata in ospedale per il parto: in questo caso il giudice ha ritenuto che il comportamento della donna, pur non pianificato, sia stato negligente perché non aveva chiesto a nessuno di andare a recuperare il cane.