Le hanno impedito di partecipare in presenza per via delle sue condizioni di salute, ma la regina Elisabetta, anche da remoto è riuscita a catturare l’attenzione dei media.

Non solo per il messaggio molto esplicito contenuto nel video del discorso fatto ai delegati della Cop26, la conferenza sul clima che si tiene a Glasgow. Ma soprattutto per quello implicito, nascosto nella spilla a forma di farfalla di diamanti e rubini appuntata sul vestito e nella foto del principe consorte Filippo avvolto in uno sciame di farfalle monarca, durante uno dei suoi viaggi in giro per il mondo nel 1988, in Messico.

Uno scatto che la sovrana aveva mostrato solo una volta, nel 2011, in occasione di una mostra a Windsor dedicata ai 90 anni del principe, in cui è espressa tutta la passione per la natura e per gli animali del suo «amato marito Filippo che se n’è andato», come l’ha voluto ricordare.

Il principe è stato tra i fondatori del Wwf, diventando presidente di Wwf Uk fino al 1982 e nell’immagine del video viene ritratto in Sierra Chincua, appunto in Messico, dove aveva fatto tappa per conoscere le ragioni del calo demografico del lepidottero.

Un’attrazione quella per il mondo della natura e degli animali che lo ha accompagnato per tutta la sua vita e che lo aveva portato, già nel 1957, a viaggiare nell’Antartico e a diventare il primo esponente dei Windsor ad attraversare a bordo del Royal Yacht Britannia il Circolo polare.

Ma cosa dice la regina nel videomessaggio?

Calma come è sempre, la regina ha lanciato un monito ai potenti presenti alla conferenza: «Dobbiamo riconoscere che il tempo delle parole è passato, ora è tempo di agire» dice. Sottolineando l'importanza di questo vertice dal quale, in tanti nel mondo, si aspettano di avere una risposta decisiva alla richiesta delle generazioni future di cambiare le cose.

E che sia proprio questo il luogo da cui uscirà un piano condiviso da tutti per affrontare l’impatto devastante del cambiamento climatico. Del resto, conclude, è la Storia stessa a dimostrare che quando gli Stati lavorano uniti, riescono a risolvere i problemi più complessi e difficili.

E ricordando ancora quando, nel 1969 a un convegno di esperti, Filippo ammonì che «se per ora l’inquinamento non è ancora un problema, è sicuro che nel futuro prossimo lo sarà» invitando a correre ai ripari. Una profezia avverata, o semplicemente un pensiero di buon senso da parte di un pioniere della sostenibilità.