12 Febbraio 2022
9:00

La posizione della coda del cane: cosa comunica?

Attraverso le posizioni della coda, il cane esprime tutte le sue emozioni di base. Vediamo quali possono essere i significati di questi movimenti.

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Cosa comunica il cane con la coda? Il cane attraverso le tante posizioni della coda mostra l’intero catalogo delle emozioni di base. Muovendola, contemporaneamente con una determinata frequenza, ampiezza e tensione muscolare, esprime invece l’intensità del vissuto emozionale.

«Guarda come è contento… Scodinzola!». Potremmo eleggere questa frase, più di tante altre, come il simbolo degli innumerevoli bias che abbiamo nel comprendere la comunicazione del cane. La maggior parte delle volte che pronunciamo a sproposito una frase come questa, non commettiamo un semplice errore interpretativo ma, cosa ben peggiore, mostriamo, a cuor leggero, la nostra solita arroganza specista.

Purtroppo lo facciamo spesso, tutte le volte in cui tendiamo a banalizzare e semplificare il linguaggio del cane, senza averne competenze.

Posizione e direzione della coda del cane

Per comprendere la cosa al meglio, immaginiamoci di poter mettere in relazione le posizioni della coda ad una serie di coppie di stati emozionali diversi, seppur affini tra loro: Gioia/Fiducia, Paura/Sorpresa, Tristezza/Disgusto, Rabbia/Aspettativa.

  • Posizione orizzontale = Gioia/Fiducia
  • Posizione verso l’alto = Rabbia/Aspettativa
  • Posizione pendula = Tristezza/Disgusto
  • Posizione raccolta in mezzo alle gambe = Paura/Sorpresa
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Come la razza influenza i movimenti della coda

Il cane esprime le sue emozioni non solo con la coda ma complessivamente all’interno di un quadro di informazioni e segnali comunicativi che emergono e vengono veicolati dai movimenti del corpo del cane. È per questo che anche le razze che hanno geneticamente una coda molto corta o che non ce l’hanno affatto, riescono comunque a comunicare bene agli altri emozioni ed intenzioni.

I cani nordici, ad esempio, hanno la coda arricciata sulla schiena, oppure, razze come il Bulldog Inglese, il Bouledogue Francese, il Boston Terrier, il Breton ed altre ancora ce l’hanno lunga appena pochi centimetri.

Per alcune di queste tipologie di cane la difficoltà nel comunicare sta nella morfologia del muso schiacciato piuttosto che nella coda molto corta. Per riuscire a distinguerne in modo chiaro le diverse posizioni, dobbiamo allenare il nostro occhio a calcolarne, seppure a spanne, i gradi di angolazione, fissando come punto di riferimento l’intersezione della coda con l’asse della schiena.

Per cogliere ulteriori dettagli sarà utile osservare la lunghezza della coda, immaginandola sezionata  in tre parti, dalla base fino alla punta. Vi basti sapere che un leggero grado di inclinazione, verso l’alto piuttosto che verso il basso, può fare la differenza nel cogliere la sfumatura di una determinata emozione.

I movimenti della coda del cane

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Una volta fissato il concetto di posizione, possiamo passare ad analizzare i movimenti della coda. Quello più comune, da sempre immaginato come l’icona dello scodinzolare, è l’oscillazione orizzontale. Per essere precisi è sempre bene chiedersi: con quale ampiezza e velocità il cane muove la coda?

Tranne che nell’espressione del range delle emozioni positive, in realtà, lo scodinzolio del cane non è mai poi così ampio, come ci si immagina. Spesso, infatti, ad oscillare sono solo le due parti finali della coda, mentre la prima sezione si muove solo di pochi gradi.

Mentre osserviamo i dettagli di tutto questo non dobbiamo mai perdere di vista informazioni e segnali comunicativi che si evidenzieranno sincronicamente nelle diverse parti del corpo del cane. Solo una lettura sistemica e non basata esclusivamente su dettagli isolati, come la coda, ci consentirà di dare il giusto significato alle sequenze comunicative.

I significati delle posizioni della coda

Avendo ora chiari tutti i dettagli, possiamo costruire un piccolo vocabolario dei significati della posizione della coda del cane, unitamente al suo movimento e alla frequenza di oscillazione:

Quando la coda fa una rotazione con energia, intorno all’asse orizzontale, in modo morbido, significa che il cane è contento di vedere qualcuno a cui è affezionato.

Quando la coda è posizionata intorno ai novanta gradi e scodinzola velocemente nella parte finale, significa, come abbiamo già detto, che il cane sta vivendo una forte aspettativa verso qualcosa.

Attenzione però! Questo dettaglio non ci dice affatto quale emozione si attiverà nel soggetto dopo il momento dell’attesa. Non è detto che sarà contento nel momento in cui lo stimolo sopraggiungerà o si paleserà. Infatti questa coreografia della coda la vediamo sia quando il cane riconosce il rumore della nostra auto, quando siamo di rientro, sia quando vede un altro cane in lontananza ma con il quale potrebbe poi non andare d’accordo.

Quando vediamo la coda cadere a piombo da una posizione precedentemente alta, è probabile che il cane stia vivendo un momento di tristezza o di improvvisa delusione. Ad esempio quando gli proponiamo qualcosa che non gradisce, come salire in macchina quando magari soffre di mal d’auto.

La posizione pendula della coda non è un caso che abbia a che fare con la nausea come quando il cane, durante la passeggiata, si sofferma a mangiare erba copiosamente, a causa di un mal di pancia.

Quando la coda è raccolta, tra le gambe o fin sotto l’addome, significa che il cane sta vivendo un momento di forte paura, che può essere causato da molteplici fattori. Un disagio ambientale, un timore verso una persona o un altro cane.

In  questo caso, la funzione di mettere la coda tra le gambe sarà anche quella di proteggere la zona posteriore dall’ispezione olfattiva che l’ interlocutore cercherà di fare, all’interno del consueto rituale di presentazione che tutti i cani fanno.

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David Morettini
Educatore e istruttore cinofilo CZ
Laureato in Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Firenze, educatore e istruttore cinofilo. Sono docente SIUA e di altre scuole di formazione cinofila, e docente nei master universitari di istruzione cinofila e medicina comportamentale. La mia missione è quella di formare persone che sappiano lavorare nel pieno rispetto della dignità e dell’intelligenza del cane, tutelandone l’autonomia e non la dipendenza dall’essere umano.
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