Tra tutti gli animali marini la foca è tra i più fifoni e diffidenti nei confronti dell’uomo. Eppure una rappresentava un po’ un’anomalia tra tutti gli esemplari della sua specie: Freddie Mercury. Il cucciolo di foca comune, battezzata così per ricordare il cantante dei Queen, era stato addomesticato dai cittadini di Londra che, quando passavano da Hammersmith Bridge, approfittavano per darle una carezza e giocare. Domenica scorsa, però, la foca è stata azzannata da un cane.

Un tragica fatalità, causata anche dalla volontà dell’uomo di addomesticare un animale selvatico che, in natura, avrebbe potuto imparare ad essere come tutti gli esemplari della sua specie: diffidente.

La foca, raccontano su Facebook dal British Divers Marine Life Rescue, era stata portata in un ospedale per la fauna selvatica, nell'Essex. Dopo una radiografia i veterinari si sono resi conto dei danni: una frattura, una lussazione, un danno all'articolazione, ai legamenti e ai nervi «che hanno reso impossibile curarla».

«Un conto è prendere un animale allo stato selvatico e ferito per recuperarlo e rimetterlo in sesto, un altro è addomesticarlo – spiega Alessandra Somà, biologa marina di Liguria Via Mare – La foca di Londra era un animale giovane ed è un episodio strano perché di solito la foca è un animale di natura molto pauroso. Quello della sua specie ha un comportamento diverso rispetto al comportamento di altri animali come può essere invece l'otaria». L’aggressione con il cane è stata una “tragica fatalità», precisa.

Di parere simile è anche Micaela Bacchetta, ricercatrice del Centro di ricerca cetacei di Portoferraio: «La foca ha scelto liberamente di avvicinarsi all’uomo e purtroppo è incappata nella disgrazia dell’incontro con un animale che l'ha attaccata, cosa che peraltro succede anche a noi esseri umani». «In questo caso, ovviamente, c’è la responsabilità del proprietario del cane che doveva tenere a bada il proprio animale – aggiunge – Insomma, noi uomini se abbiamo sotto la nostra responsabilità degli animali come i cani dobbiamo esserne responsabili. Ma per quanto concerne gli animali selvatici che scelgono liberamente di avvicinarsi a noi non possiamo pretendere di autoproclamarci "divinità" che debbono decidere per loro. Se gli animali sono liberi, lasciamoli liberi di scegliere».