29 Agosto 2021
17:00

La lince europea (Lynx Lynx)

La lince eurasiatica è uno dei più grandi ed elusivi predatori del continente europeo. Vive soprattutto in area boschive montane ma la sua popolazione è stata frammentata da anni di persecuzione. In Italia non ci sono più nuclei riproduttivi ma grazie a numerosi progetti europei di reintroduzione vengono spesso avvistati esemplari sulle Alpi provenienti dai paesi vicini.

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La lince europea o lince eurasiatica (Lynx lynx) è uno dei grandi predatori dei boschi europei. Sterminata per secoli da parte dell'uomo e minacciata anche dalla riduzione della superficie del suo habitat, questo carnivoro della famiglia dei felidi, appartenente alla sottofamiglia dei felini, è oggi protagonista di molti progetti di reintroduzione.

Come è fatta la lince europea

La caratteristica principale di questa specie sono i ciuffi di pelo sulla punte delle sue grandi orecchie dritte. Il peso di un individuo adulto va dai 20 ai 30 chilogrammi, per una lunghezza media di 100/130 centimetri. L'altezza al garrese è di circa 50 – 60 centimetri ed ha zampe molto lunghe, in grado di compiere balzi che permettono di scalare alberi fino a 2,5 metri di altezza. Il peso di un individuo adulto varia tra una media di 17 chili per le femmine e i 22 circa dei maschi. Il pelo è spesso e lanoso, dal caratteristico colore marrone chiaro, un po' più scuro sul retro e bianco sul lato interno delle gambe e sull'addome. La lince ha inoltre una caratteristica colorazione maculata che si differenzia sia tra i singoli individui che, maggiormente, tra le diverse popolazioni. La durata della vita è mediamente di 10 – 15 anni.

L'udito è molto sviluppato, anche se il nome di questo animale deriva da Linceo, ovvero un personaggio della mitologia noto per la sua vista acutissima, che gli permetteva di vedere attraverso le pareti. L'olfatto invece, secondo i ricercatori, non sarebbe sviluppato come, ad esempio, quello del cane.

Vita e riproduzione della lince europea

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La Lince eurasiatica ha un sistema nuziale poliginico, questo significa che il maschio si accoppia con più femmine, mentre queste ultime hanno un solo compagno per stagione riproduttiva (tra febbraio e aprile). La cucciolata è formata generalmente da 2 o 3 piccoli, ma una femmina può arrivare a partorirne anche a 5. La gestazione dura in media 70 giorni e i cuccioli terminano lo svezzamento dopo circa 4 mesi, per poi divenire completamente indipendenti intorno ai 10 mesi di età. La maturità sessuale arriva intorno ai 3 anni per i maschi e i 2 per le femmine. Nel momento in cui la prole diventa autonoma, la madre tende ad allontanare i piccoli, che dovranno presto imparare a sopravvivere e cercare il proprio territorio. Proprio per via di questo allontanamento precoce, la mortalità delle giovani linci è particolarmente alta.

Secondo uno studio condotto nel 2014 dal Department of Environmental Sciences dell'università di Basilea le linci, animali tendenzialmente solitari, ad eccezione del periodo degli accoppiamenti, comunicano tra loro soprattutto attraverso marcature feromonali che determinano, tra le altre cose il limitare del proprio territorio. Durante le osservazioni, i ricercatori hanno rilevato inoltre un numero maggiore di marcature da parte dei maschi, i quali manifestavano comportamenti più accentuati nel caso in cui nello stesso luogo si trovassero marcature di più individui

Alimentazione

L'alimentazione di questo carnivoro è basato principalmente solo sulle parti muscolari di prede di piccole o medie dimensioni come lepri, conigli, roditori, volpi, invertebrati e rettili. Nonostante questa preferenza, in caso di necessità, è in grado di attaccare anche prede di dimensioni maggiori, se disponibili all'interno dell'habitat, come ad esempio cervi, cinghiali, caprioli o daini. In Scandinavia inoltre le linci possono attaccare anche i giovani di alce e le renne.

La lince è un'abile cacciatrice crepuscolare. Muovendosi silenziosamente è in grado di prendere le sue prede al collo con balzi estremamente esplosivi. Nei rari casi in cui il primo attacco non va a buon fine, questa specie tende a non inseguire le prede e cambiare obiettivo.

Se le condizioni lo permettono, la lince non termina immediatamente la preda, ma torna spesso a nutrirsene, con la precauzione di nasconderla nuovamente ogni volta che la lascia incustodita.

I predatori della lince

L'unica specie con cui entra spesso in competizione all'interno del suo habitat è il lupo, animale che la lince generalmente evita, in quanto vivendo esso in gruppo, tende ad avere la meglio su di lei. In Scandinavia le linci devono prestare anche attenzione alla presenza dei ghiottoni, una specie di mustelide che, rispetto agli altri predatori può inseguirla anche sugli alberi e quindi rappresenta un potenziale pericolo. Nonostante questa abilità condivisa, secondo uno studio condotto nel 2011 e pubblicato sul Canadian Journal of Zoology questi due animali vivono spesso in totale simpatria all'interno dello stesso habitat. 

Trattandosi di un animale tendenzialmente forte e di notevoli dimensioni, i conflitti con i piccoli carnivori non rappresentano generalmente un rischio per la sopravvivenza dell'animale, il quale, oltre ad essere più grande e potente, manifesta una notevole aggressività. I cuccioli di lince possono inoltre venire predati dai rapaci, mentre gli orsi, talvolta riescono a cacciare anche gli adulti.

Habitat e distribuzione

In Europa sono presenti due specie di lince, quella eurasiatica (Lynx linx) e la lince iberica (o pardina) diffusa unicamente in Spagna e Portogallo. La specie eurasiatica vive invece nelle Alpi, nei Carpazi, nei Balcani, in Scandinavia e in alcune piccole aree dell’Europa centrale. In genere la lince eurasiatica abita zone forestali, dove poter trovare rifugio e prede. Non si limita a vivere ad altitudini elevate, anche se in Europa centro-meridionale frequenta principalmente le zone montane, soprattutto boschive. Molto importante per la specie è la presenza di rocce, dove poter trovare rifugio durante l'inverno e durante il periodo dell'accudimento dei cuccioli. La dimensione della sua zona di caccia è molto ampia e varia mediamente tra i 200 ed i 300 chilometri quadrati, arrivando a volte addirittura a superare i 400 chilometri quadrati.

La lince in Italia

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Secondo quanto riportato sul sito della IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) in Italia sono presenti complessivamente 10-15 individui, provenienti dalle popolazioni svizzere e slovene. Sporadicamente vengono segnalati anche alcuni individui in Lombardia, in Valle d' Aosta e in Piemonte, i quali sono plausibilmente provenienti dalle popolazioni svizzere. Negli anni 90 sono stati rilevati alcuni individui nella zona compresa tra i Parchi d'Abruzzo e della Majella, ma la loro presenza è stata considerata frutto di immissioni illegali e non se ne hanno notizie da oltre 10 anni. Nel complesso, sempre secondo la IUCN, sembra impossibile ipotizzare per il momento una popolazione stabile della specie in Italia.

Conservazione e rapporto con l'uomo

La lince è una specie tutelata dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale di fauna selvatica e flora (CITES). Viene inoltre compresa nel Regolamento CEE No 338/97 relativo alla protezione delle specie di flora e fauna selvatiche attraverso il controllo del loro commercio. La Direttiva Habitat (92/43/CEE) la elenca infine nelle appendici II, come specie animale d'interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di tutela.

Nonostante ciò, ancora oggi viene considerata pericolosa o dannosa in alcune regioni europee. Si tratta di un animale estremamente elusivo e totalmente innocuo per l'uomo e infatti molto probabilmente il conflitto tra uomo e lince nasce piuttosto dalle aggressioni al bestiame (gatti, pecore, vitelli).

Secondo quanto riportato sul sito di Life Lynx, un importante progetto che ha l'obiettivo di prevenire l’estinzione della lince nei Monti dinarici, in Slovenia, e nelle Alpi orientali, la popolazione delle Alpi si estinse all'inizio del XX secolo a causa della caccia, della persecuzione da parte dell'uomo, della perdita di habitat e in alcuni casi anche della diminuzione del numero di prede.

Nel 1973 la specie è stata re introdotta attraverso un trasferimento di alcuni individui dai Carpazi alla Slovenia, i quali si sono poi espansi verso sud-est, in Croazia, Bosnia-Erzegovina, e anche in Italia e Austria. Purtroppo, dopo alcuni decenni, la popolazione ha iniziato nuovamente a diminuire, principalmente a causa del deterioramento genetico causato dalla consanguineità. Oggi, per salvare la popolazione, saranno necessarie misure urgenti per rinfrescare e arricchire la popolazione esistente e migliorare la sua connettività con altre popolazioni, per questo è un'ottima notizia la recente nascita, nell'agosto 2021, di tre cuccioli, avvistati da alcuni escursionisti a Jelovica, poco ad Est di Lubiana, la capitale della Slovenia.

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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