27 Aprile 2023
9:30

La giornata mondiale dei tapiri: i giardinieri della foresta

Il 27 aprile si celebra la giornata mondiale del tapiro, una giornata completamente dedicata a questi bizzarri animali. Il motivo di una festività tutta loro è da ricercare nel bisogno di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla conservazione di queste specie, tutte inserite in una categoria di minaccia dalla IUCN.

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Il 27 aprile si celebra la giornata mondiale del tapiro, una festività totalmente dedicata a questi bizzarri e affascinanti animali. La ricorrenza ha uno scopo ben preciso: far conoscere la biologia di queste specie e sensibilizzare l'opinione pubblica sulla loro conservazione. I tapiri, infatti, contano ufficialmenteappena  quattro specie diverse e tutte inserite all'interno di una categoria di minaccia della IUCN (International Union for Conservation of Nature), all'interno della lista rossa degli animali a rischio estinzione.

I tapiri, i giardinieri della foresta

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I tapiri sono animali dall'aspetto davvero buffo: sono dotati di un lungo naso prensile che li fa assomigliare a formichieri e di un corpo dalle fattezze di un maiale. Vivono principalmente in Centro e Sud America e nel Sud Est Asiatico dove svolgono un importante ruolo all'interno dell'ecosistema.

Vengono infatti definiti anche "giardinieri della foresta” in quanto, cibandosi di frutta, ingoiano anche i semi che disperdono attraverso la defecazione. Il trasporto e la dispersione dei semi è infatti un fattore fondamentale per l'architettura e la struttura delle foreste a cui contribuisce questo ottimo "giardiniere".

Un comportamento curioso da osservare nei tapiri è la "smorfia di flehmen", un vero e proprio ghigno che li rende davvero divertenti. La smorfia consiste nell'arricciare il labbro superiore mostrando i denti, atteggiamento che sembra dispettoso, ma che serve in realtà per facilitare la captazione dei feromoni presenti nell'ambiente.

Le quattro specie di tapiro

Ad oggi sono sopravvissute solo quattro specie di tapiro: il tapiro di montagna (Tapirus pinchaque), il tapiro dalla gualdrappa o malese (Acrocodia indica), il tapiro di Baird (Tapirus bairdii) e il tapiro americano (Tapirus terrestris). Purtroppo tutte sono a rischio estinzione: le prime tre sono classificate come "In pericolo" dalla IUCN, mentre l'ultima come "Vulnerabile". Il motivo è da ricercare principalmente nel bracconaggio a causa delle pelli e della carne, nella costruzione di opere antropiche e nella deforestazione e perdita di habitat. Ecco le specie:

Tapiro di montagna (Tapirus pinchaque)

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È la specie più piccola di tapiro e l'unica a vivere al di fuori delle foreste pluviali tropicali. Abita sulle montagne della Colombia, Ecuador e Perù ad un'altezza di circa 2.000 e 4.300 metri. Il nome scientifico deriva dalla parola "La Pinchaque" un essere immaginario che si pensava condividesse lo stesso habitat del tapiro.

Tapiro dalla gualdrappa o malese (Acrocodia indica)

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È la specie di tapiro più grande esistente e vive nelle foreste pluviali tropicali del Sud-est Asiatico. E' facilmente riconoscibile per la macchia bianca che si estende per tutto il corpo a partire dalle spalle che gli conferisce in posizione stesa l'aspetto di una roccia, camuffandolo così dai predatori.

Tapiro di Baird (Tapirus bairdii)

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È una specie originaria del Sud America nord-occidentale e dell'America Centrale e rappresenta inoltre il più grande mammifero terrestre nativo dell'America centro-meridionale. E' l'animale nazionale del Belize dove viene anche soprannominato "mucca di montagna".

Tapiro sudamericano (Tapirus terrestris)

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È il mammifero terrestre nativo più grande ad essere sopravvissuto in Amazzonia. Il suo areale si estende dal Venezuela all'Argentina, fino a raggiungere l'Ecuador a ovest. Gli adulti possono arrivare ad un peso di 320 kg e sono davvero degli eccellenti nuotatori.

Per preservare le quattro specie di tapiro sono stati avviati diversi progetti di conservazione tra cui ad esempio il Baird's Tapir Project of Costa Rica: un progetto che si occupa di mettere radio collari agli individui presenti nel Parco nazionale del Corcovado per studiarne il comportamento e le preferenze di habitat e poterli così tutelare.

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