La biotecnologia per ridurre i futuri cambiamenti climatici rallentando il disgelo del permafrost artico e impedendo di fatto l’estinzione di determinate specie animali. Come l’elefante asiatico. L’idea del professore di genetica alla Harvard Medical School George Church, uno dei massimi esperti al mondo di editing genico, è quella di creare un ibrido elefante-mammut, utilizzando gli embrioni di quest’ultimo, ormai scomparso dai millenni.

La sfida non da poco è dare vita ad una nuova specie di elefante che, grazie appunto ai geni del mammut, sia più resistente al freddo e che sia funzionalmente equivalente al gigante estinto. Per farlo, la società di bioscienze e genetica Colossal, co-fondata da Ben Lamm, imprenditore nel settore tecnologia e software e dallo stesso Church, ha raccolto finanziamenti per ben 15 milioni di dollari, una cifra impressionante.

Utilizzando questi ibridi, secondo il professore, a lungo termine sarà possibile convertire le aree dell'odierna tundra muschiosa, nelle steppe erbose che erano presenti durante l'epoca del Pleistocene. E questa inversione, sempre secondo Church, su larga scala, potrebbe ridurre i futuri cambiamenti climatici rallentando il disgelo del permafrost artico e salvando gli elefanti asiatici a rischio estinzione per via di un habitat ormai degradato.

L'idea di utilizzare la biotecnologia per aiutare le specie in via di estinzione, o addirittura estinte, non è nuova. Nel 2009 alcuni ricercatori avevano clonato una sottospecie di stambecco che si era estinta nel 2000, riuscendoci ma tenendo in vita il clone solo per pochi minuti. E ad aprile, lo zoo di San Diego insieme all'organizzazione no profit  US Fish and Wildlife Service, con sede in California, aveva reso possibile la clonazione e la nascita di Elizabeth Ann, un Mustela nigripes, il furetto dai piedi neri in via di estinzione.

Per anni, il piano di Church di "resuscitare" un mammut utilizzando il DNA sequenziato del gigante estinto ha fatto notizia in tutto il mondo. E ora che sembra esserci riuscito il co-fondatore di Colossal Ben Lamm si dice entusiasta: «È piuttosto eccitante, dopo due anni di lavoro su questo, iniziare a dire alla gente cosa stiamo facendo» ha affermato soddisfatto ai media.

Ovviamente, non è detto fatto. Gli pseudo-mammut non arriveranno domani. I piani di Colossal si basano su diverse tecnologie che ancora non sono state provate negli elefanti e quindi l'esperimento è tutto in working progress. Certo è che la discussione su cosa significhi l'estinzione di una specie e su come la biotecnologia possa o debba essere utilizzata per affrontare l'odierna crisi, non può più dirsi astratta, ma si riapre e si riaccende di domande.