Wally, la balena grigia (Eschrichtius robustus) avvistata in Italia a Ponza per la prima volta il 14 aprile, è giunta nei pressi della costa di Maiorca in Spagna, per la precisione a Santa Ponsa, una località turistica.

Le sue condizioni però non sono per niente buone. A annunciarlo sono diversi enti che si stanno occupando del suo stato di salute, tra cui il Centro di Recupero della Fauna Marina della Fondazione Palma Aquarium. L'esemplare è infatti ad oggi molto magro, ha perso le riserve di grasso e massa corporea e si sposta molto lentamente in prossimità del fondale, come mostra un video pubblicato dal Palma Aquarium:

L'avvistamento di Wally a Maiorca, l'ultimo sino ad oggi, risale al 20 maggio. Date le condizioni critiche e il respiro affannoso, la balena è stata scortata dalle imbarcazioni di Save The Med Foundation, organizzazione per la tutela del mare, e Salvamento marìtimo, in collaborazione con la Protezione Civile e diversi enti tra cui il COFIB, il Consorzio per il recupero della fauna delle Isole Baleari, per evitare che venisse disturbata dai turisti e per garantirle un passaggio in mare in tranquillità. Ecco le foto pubblicate dal Ministero dell'Ambiente e del territorio in un post Twitter:

L'obiettivo è quello di evitare che incappi in acque poco profonde ed entri nelle zone portuali rischiando così di spiaggiarsi. Date le sue pessime condizioni, gli esperti che stanno monitorando e seguendo Wally stanno valutando anche la possibilità di praticarle l'eutanasia per porre fine alle sue sofferenze, ma la decisione non è ancora stata presa. Tra i diversi esperti Juan Antonio Raga, professore di zoologia all'Università di Valencia, sostiene al contrario che è consigliabile non intervenire e lasciare che la natura faccia il suo corso.

Il viaggio della balena grigia Wally

Wally ha fatto un lungo viaggio prima di arrivare sulle coste di Maiorca: da Ponza infatti ha risalito la costa passando per Napoli, Fiumicino, Liguria, Francia e proseguendo per Barcellona e Ibiza, in Spagna. Dal suo primo avvistamento l'esemplare è stato costantemente monitorato e seguito da diversi enti di ricerca e associazioni e le sue pessime condizioni non sono del tutto nuove. Già quando nuotava tra le acque di Barcellona infatti l'istituto di Ricerca Tethys, che si occupa dello studio e della conservazione dei cetacei nel Mar Mediterraneo, si era mostrato molto preoccupato per il suo stato di salute: la balena infatti era evidentemente malnutrita, nuotava troppo vicino al fondale e probabilmente si era ferita impigliandosi in qualche rete.

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La difficoltà di vivere fuori dal proprio areale

Le pessime condizioni di Wally non devono però sorprendere troppo: l'esemplare infatti, che si stima provenga dall'Oceano Pacifico, si trova al di fuori del proprio areale e essendo giovane, isolato e così lontano dal suo luogo d'origine, è purtroppo normale che abbia difficoltà a trovare cibo. La speranza era che riuscisse a tornare nell'Oceano Pacifico attraverso lo stretto di Gibilterra ma ad oggi le probabilità sono davvero poche. L'appello al pubblico è però sempre lo stesso: in caso di avvistamento non avvicinarsi, disturbare o infastidire la balena perché necessita di tranquillità.

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