Alle cinque del mattino uno schianto terribile tra un furgone che trasportava cani e gatti dalla Puglia verso il Nord e un altro mezzo pesante ha causato la morte di due persone e un'altra è in gravi condizioni. L'incidente è avvenuto al chilometro 148 della A14 ed è stato chiuso il tratto tra Pesaro-Urbino e Cattolica in direzione di Bologna. Il mezzo sul quale viaggiava un numero ancora non definito di animali è di Elisabetta Barbieri, titolare di una ditta di trasporto proprio dedicata alle cosiddette "staffette" che portano cani e gatti dalle regioni del sud Italia a quelle del Settentrione. A perdere la vita è stata proprio quest'ultima e l'autista, Federico Tonin  che l'accompagnava per un viaggio che era iniziato da poche ore. "Betty staffette", come viene chiamata nel giro, operava costantemente partendo da Bari e il luogo dove è avvenuto l'incidente è più o meno a tre ore di macchina dal capoluogo pugliese. Di solito, infatti, i viaggi della Barbieri partivano appunto dalla Puglia per raggiungere varie tappe dislocate sul territorio nazionale tanto per caricare gli animali quanto poi per raggiungere gli adottanti che attendono la consegna dei cani e dei gatti che hanno deciso di far entrare nelle loro famiglie. Elisabetta Barbieri faceva parte dell'Enpa sezione di San Severo che in un post ha così voluto renderle omaggio:

Anche Enpa nazionale è poi intervenuta con un post sull'account ufficiale di Facebook in cui è Carla Rocchi, la presidentessa, a ricordare il lavoro di Elisabetta Barbieri: «Il suo era un impegno sincero, costante e disinteressato. Ha collaborato con noi in tantissime occasioni, e con tantissime Sezioni. Sono centinaia gli animali che oggi hanno iniziato una nuova vita anche grazie a lei. Il suo impegno ha fatto la differenza ed un esempio per tutti noi. Ci mancherai Elisabetta. La nostra Associazione ti ricorderà sempre con immensa gratitudine». Nel post Enpa sottolinea anche che «un cane è morto, gli altri animali sono in sicurezza e in viaggio per raggiungere le loro famiglie».

Gli animali a bordo: cosa gli è successo?

Sui social network, "luogo" nel quale si opera principalmente tra gruppi e pagine dedicate per la movimentazione degli animali da una parte all'altra del Paese, si inseguono le notizie su quanto accaduto. In prima linea per soccorrere gli animali coinvolti nel gravissimo incidente ci sono anche associazioni note appunto come Enpa. In un post della sezione di Roma, oltre a riportare la notizia della scomparsa delle due persone e di un altro ferito, si sottolinea anche la morte di un pastore tedesco che era a bordo poi confermata nel post di Enpa nazionale. I cani nel furgone, secondo sempre quanto scritto da Enpa, sarebbero stati recuperati e attraverso una rete di volontari diretti comunque dagli adottanti. In particolare, quattro cani avrebbero riportato gravi lesioni e sarebbero attualmente in cura nel Centro Veterinario Gradara. Il salvataggio, secondo la testimonianza degli animalisti, sarebbe stato possibile grazie al pronto intervento di due autisti spagnoli che avrebbero prontamente trasferito sul loro tir gli animali spaventati e li avrebbero portati fino all'uscita di Cattolica permettendo, così, al furgone provvisto di trasportini adeguati proveniente da Bologna di prenderli in carico.

Alcuni erano stati definiti "in fuga" ma emerge anche da alcuni post che altri "staffettisti" si sono messi a disposizione per smistarli a loro volta. Secondo Francesca Toto, ideatrice del progetto "Gatti in città" del Comune di Vieste, mancherebbe all'appello un gatto bianco e nero fuggito dal trasportino al momento dell'impatto. Ancora: diverse persone sottolineano che a bordo ci fossero 50 animali. Notizia che se confermata dovrebbe indurre a svolgere maggiori accertamenti da parte delle autorità sulle condizioni di trasporto e l'applicazione corretta delle norme relative appunto alla movimentazione di animali. Sicuramente, come in tanti stanno sottolineando sempre attraverso il tam tam dei social, ci sarà tempo per le dovute verifiche ma ora è importante aiutare e ricordare che due persone sono morte.

La Polstrada: «Non abbiamo dati sugli animali»

A dodici ore dal tragico incidente la polstrada di Pesaro, raggiunta da Kodami, non ha ancora informazioni sugli animali coinvolti: «Non dipende da noi, sentite la sottosezione di Fano: i rilievi li hanno fatti loro». La sottosezione autostradale di Fano, però, ci ha rimandato indietro: «È Pesaro che deve fare dichiarazioni stampa e comunque noi non abbiamo dati». Rimbalzati, quindi, nuovamente alla stradale di Pesaro, ecco il chiarimento: «I rilievi sono stati fatti dalla sottosezione di Fano ma per quanto riguarda gli animali non sono intervenuti loro ma, come ogni volta che c'è un animale coinvolto, i colleghi hanno chiamato la Usl di Pesaro ma non hanno contatti diretti con cui farvi parlare».

La Polstrada non ha dunque competenza sugli animali? «No – ci rispondono – però guardi, lì c'era già una gran confusione di per sé: con le persone, con i feriti, con i deceduti, con i veicoli in mezzo alla strada, con la chiusura dell'autostrada. Ogni volta che è coinvolto un animale si chiama il veterinario di turno e appena hanno notizie loro inviano i dati ma non è una cosa immediata». Secondo la polstrada di Pesaro i verbali non arriveranno prima di domani mattina, lunedì 8 febbraio: «Quando saranno pronti li gireranno alla sottosezione di Fano». Dove sono gli animali trasportati da Elisabetta Barbieri? Hanno raggiunto le famiglie a cui erano destinati? Ci sono stati altri decessi? Al di là di quello che Kodami ha letto e trovato, soprattutto grazie alla rete animalista dei volontari e dei post sui social network, dalla Usl di Pesaro non abbiamo ancora ricevuto una nota ufficiale.

Il fenomeno delle staffette da Sud a Nord in breve

Migliaia di animali, ogni anno, vengono spostatati dal Meridione al Settentrione. E' un fenomeno molto noto nel mondo dell'animalismo e scoppiato in maniera massiva da quando si usano i Social network per condividere appelli che arrivano dalle regioni del sud Italia dove il fenomeno del randagismo è ancora presente. Il titolo di questo "capitoletto" dedicato specificamente alle staffette non poteva non contenere la parola "in breve" perché questa attività di movimentare gli animali da Nord a Sud è da considerare mettendo in evidenza diversi aspetti che vanno a toccare tasti molto delicati e che, spesso, fanno leva sul buoncuore delle persone e nascondono anche un business da milioni di euro all'anno tra legalità e illegalità. Su Kodami ne abbiamo accennato analizzando un servizio de "Le Iene" il cui focus era su come operano delle volontarie in alcune zone del sud Italia recuperando e ricollocando in adozione i cani che si trovano sul territorio. In quell'articolo avevamo messo in evidenza proprio l'aspetto delle staffette, specificando anche in quell'occasione che non è nostra intenzione puntare il dito su questa pratica ma è utile che si ragioni sul come, quando e perché valga la pena di movimentare dei cani nati e cresciuti su un territorio in libertà in contesti metropolitani dove dovranno vivere una vita completamente diversa per ragioni già solo legate al rapporto tra la vita in periferia o in campagna e le grandi metropoli. Delicatissima, poi, la questione sul come viene gestita la filiera di un'adozione: viaggi che a volte superano le 35 ore da una parte all'altra dello Stivale, con i cani che vengono consegnati alle nuove famiglie come “pacchi” in snodi autostradali in prossimità di servizi di rifornimento.

Questo tipo di movimentazione di animali, infine, è un un fenomeno diverso da quello che spesso risalta sui giornali relativo alle tratte di cuccioli di razza dall'est Europa. Inoltre, importante sottolinearlo in un articolo che parte da una notizia terribile con la morte di due persone, non è ora il contesto giusto per approfondire il tema specifico ma sicuramente un dato di fatto importante c'è: questi transiti avvengono ogni settimana sulle autostrade italiane.