«Il numero di predazioni da parte dei lupi nei Cantoni Vallese, Grigioni, Uri e Ticino, ma in generale in tutto l’arco alpino, hanno già raggiunto numeri mai visti. Mai registrati così tanti esemplari in ogni regione. Sono necessarie misure urgenti per arginare il libero dilagare di questi animali in Svizzera».

Dopo il nuovo episodio di predazione alcuni giorni fa, da parte di un lupo nei confronti di 43 ovini sopra Bosco Gurin, nel distretto di Vallemaggia, l’ex deputato ticinese Germano Mattei e Georges Schnydrig, copresidenti dell’Associazione Svizzera per la protezione del territorio dai Grandi Predatori, hanno scritto alla consigliera federale Simonetta Sommaruga per chiedere un intervento al più presto.

Allevatori e alpeggianti, scrivono, sono esasperati e minacciano di farsi giustizia da soli. E, pertanto, l’associazione chiede l’accoglimento della richiesta del Vallese di autorizzare i cacciatori al prelievo dei lupi cacciabili e diminuire il grado della loro tutela da “assoluto” a “protetto”.

Intanto il Municipio di Cevio in Vallemaggia ha manifestato tutta la sua «piena solidarietà» al settore dell’allevamento costretto a confrontarsi «con un grave problema che, incomprensibilmente, non viene riconosciuto come tale». E per questo motivo ha dichiarato «l’allevamento tradizionale locale a grave rischio di estinzione e quindi specie protetta da tutelare».

In tutta la Svizzera si contano 148 lupi suddivisi in 16 branchi, ma ben 6 di questi si trovano nel Canton Grigioni e, siccome questi animali sono in grado di percorrere decine di chilometri nelle loro battute di caccia, gli sconfinamenti sugli altri territori e verso l’Italia sono all’ordine del giorno.

La legge federale prevede che i lupi possano essere abbattuti solo quando sono pericolosi e producono danni per gli animali da reddito. Previa autorizzazione dell'UFAM, l’Ufficio federale dell’Ambiente, i Cantoni possono rilasciare l'autorizzazione di abbattimento per lupi giovani in aree abitate da branchi, solo se di loro iniziativa si aggirano regolarmente e spontaneamente all'interno o nelle immediate vicinanze di insediamenti mostrandosi aggressivi o troppo poco timorosi nei confronti dell'uomo.

Contrarie tutte le associazioni animaliste, ovviamente, compreso il Wwf, secondo cui l’abbattimento dei lupi non andrebbe mai contemplato, per diverse ragioni. Intanto, perché potrebbe creare un'escalation e provocare effetti difficili da prevedere. E, poi, perché nei paesi in cui si è fatto, si è capito che non porta alcun beneficio.

Anzi, quando si disgregano i nuclei sociali infatti, la caccia di animali selvatici per loro diventa molto più difficile, facendo aumentare in questo modo la predazione di quelli domestici. La maggior parte delle volte, questo porta come risultato solo un netto peggioramento della convivenza con gli esseri umani.

Esperti e animalisti non hanno dubbi sul fatto che lo Stato dovrebbe impegnarsi maggiormente sulla attività di prevenzione, investendo più risorse e, per esempio, aumentando e facilitando l'accesso ai rimborsi dei capi perduti da parte degli allevatori.

Inoltre, essendo la convivenza tra questi animali e la nostra specie, principalmente una questione culturale, dovrebbe investire in una maggiore comunicazione ed educazione delle comunità che vi si trovano ad interagire. Cosa che renderebbe questa convivenza senz'altro più pacifica.