Viveva con 40 cani in pessime condizioni fisiche e igieniche in una casa di 50 metri quadrati. Per questo gli animali sono stati presi e portati in un canile. Accade a Castellafiume, in Provincia dell’Aquila. I carabinieri forestali se ne sono resi conto dopo un’indagine volta a individuare gli autori di uno smaltimento illecito di rifiuti.

In diverse zone dei Comuni di Carsoli, Oricola e Rocca di Botte, infatti, da diversi mesi apparivano grandi bidoni neri chiusi, sigillati e pieni di deiezioni solide e liquide di cani. I forestali della stazione di Pereto (L’Aquila) insieme al personale del Nipaaf, il nucleo investigativo della polizia ambientale e agroalimentare dello stesso capoluogo abruzzese, hanno così dato seguito a un decreto di perquisizione che era stato emesso dalla Procura della Repubblica di Avezzano.

Per lo smaltimento illecito dei rifiuti sono state denunciate 4 persone: M.D.C. di 75 anni, M.F. di 22 anni, M.B. di 41 anni e M.T. di 53 anni. Proprio a casa di quest’ultima persona sono stati trovati i cani, tutti meticci, tutti senza alcun microchip.

Le forze dell’ordine hanno contattato così il servizio veterinario della Asl dell’Aquila: sono stati loro a prendere in carico gli animali disponendo il loro ricovero in un canile di Collelongo. M.T., nel frattempo portato in ospedale per accertamenti, è stato poi denunciato anche per il reato di maltrattamento di animali, secondo quanto previsto dall’articolo 544 ter del codice penale che prevede la reclusione da 3 a 18 mesi o una multa fino a 30mila euro.

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