Articolo a cura di Dott.ssa Giorgia Inferrera
Dottoressa in Scienze e tecniche psicologiche

L’animal hoarding, o “disturbo da accumulo di animali”, è un disturbo di cui sono affette alcune persone e che può essere definito come la raccolta compulsiva di un grande numero di animali e l’incapacità nel fornire loro standard minimi di nutrizione, igiene e cure veterinarie. Inoltre gli individui che ne soffrono, gli animal hoarder, non sono  in grado di provvedere in caso di peggioramento delle condizioni di vita degli animali, quando ad esempio si ammalano (fino ad arrivare alla morte), né curano l’ambiente in cui vivono dove si verifica un grave sovraffollamento in condizioni decisamente insalubri.

Come si è arrivati alla diagnosi di Animal hoarding

Il primo a proporre i suddetti criteri diagnostici è stato Gary J. Patronek nel 1999. Successivamente i ricercatori dell’ “Hoarding of Animals Research Consortium” (HARC), creato nel 2002 negli Stati Uniti, hanno aggiunto un criterio che si riferisce all’incapacità di riconoscere le conseguenze negative dell’accumulo. Secondo la quinta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali dell’American Psychiatric Association (DSM-5), l’accumulo di animali può essere una manifestazione particolare del disturbo da accumulo, entità nosografica inserita nella sezione del disturbo ossessivo compulsivo. Tuttavia, dalla letteratura emerge che i due disturbi potrebbero non essere strettamente correlati. Per esempio, i pazienti con Disturbo ossessivo compulsivo presentano ossessioni che causano ansia, paura o vergogna e cercano attivamente di resistere o evitare queste emozioni. Sembra invece che gli animal hoarder, al contrario, accolgano queste emozioni come motivo per continuare con il loro comportamento di accumulo.

Le caratteristiche degli accumulatori seriali di animali

Poiché si tratta di individui tipicamente reclusi e socialmente isolati, è molto difficile individuarli. Circa il 76% degli animal hoarder sono donne e generalmente il disturbo insorge nella tarda età adulta. Gli animali più comunemente accumulati sono i cani, ma spesso si accumulano anche cavalli, uccelli e gatti. Non è raro trovare persone che hanno messo insieme una grande quantità di specie diverse. Il numero medio di animali accumulati è 39, ma non è inusuale superare i 100 soggetti.

Gli animali accumulati spesso soffrono di malattie e malnutrizione, fino ad arrivare alla morte. L’hoarder, tuttavia, è spesso ignaro della sofferenza dell’animale e può mettersi sulla difensiva se criticato per il modo in cui si prende cura di lui. La negligenza che caratterizza questo tipo di disturbo non è necessariamente intenzionale: gli accumulatori, infatti, spesso riferiscono un profondo attaccamento ai loro animali e sembra, piuttosto, che non si rendano conto delle condizioni di trascuratezza in cui vertono.

Il rifiuto di assistenza e l’incapacità di riconoscere il disturbo

Gli individui affetti da tale disturbo dichiarano di non aver intenzione di migliorare l’ambiente in cui vivono o ridurre la quantità di stress vissuta dai loro animali. Anche quando è offerta loro assistenza gratuita al fine di migliorare la qualità di vita degli animali come cure e castrazione, le persone non sembrano accettare. Questo comportamento è dovuto ad una particolare caratteristica del disturbo, l’assenza di insight, inteso come capacità dell’individuo di riconoscere che le convinzioni e i comportamenti correlati all’accumulo sono problematici.

Le diverse tipologie di accumulo

Il metodo di hoarding è diverso. Gli hoarder possono accumulare i loro animali domestici attivamente o passivamente. Alcuni hanno reputazione di accettare animali che nessun altro vorrebbe oppure non sterilizzano quelli che hanno, causando in questo modo una riproduzione incontrollata. Altri, invece, vanno alla ricerca di animali abbandonati o dispersi, talvolta anche mettendo avvisi su social network. In alcuni casi gli animal hoarder promuovono loro stessi come rifugi per animali o servizi di salvataggio animali.

La maggior parte degli animal hoarder sembra essere caratterizzata da un forte bisogno di controllo, utilizzato come estenuante strategia al fine di eludere la paura dell’incertezza. La morte di un animale, essendo un evento che sfugge al controllo da parte dell’individuo, può creare molta ansia. Per questo non è raro che queste persone rifiutino di accettare il fatto che gli animali sono deceduti e, portato all’estremo, il bisogno di controllo può anche esprimersi nel non liberarsi e accumulare deliberatamente i corpi morti.

Le cause del disturbo da accumulo di animali

L’insorgere del disturbo può essere preceduto da un evento traumatico a seguito del quale è facile che un individuo si leghi profondamente ai propri animali domestici poiché essi hanno un effetto calmante, avvertono i segnali non verbali e offrono supporto emotivo.  Sembra, inoltre, che i genitori degli animal hoarder adottino nella maggior parte dei casi uno stile di parenting disfunzionale, caratterizzato da un tipo di accudimento precario, ambivalente e non orientato ai bisogni del bambino. In questo caso, il genitore non riesce ad adattare il proprio comportamento ai bisogni primari del figlio, compromettendone lo sviluppo complessivo. Un ambiente familiare avverso caratterizzato da abbandoni durante l’infanzia, abuso e trascuratezza, infatti, è frequentemente riportato da hoarder adulti. L’individuo, inoltre, potrebbe aver sperimentato, durante l’infanzia, un forte attaccamento nei confronti del proprio animale domestico. È naturale, in questi casi, nutrire maggiore fiducia negli animali che nelle persone e rifugiarsi nell’unico tipo di relazione che gli individui considerano realmente sicura.

L’assenza delle figure genitoriali potrebbe essere alla base del disturbo

Una spiegazione possibile è che gli animali potrebbero funzionare per gli animal hoarder da oggetti-Sé, concetto elaborato da Heinz Kohut. Il compito essenziale dell’oggetto-Sé, funzione generalmente svolta dalle figure genitoriali, è quello di sostenere il bambino durante lo sviluppo. La disponibilità dei genitori a supportare il proprio figlio in questo processo è un importante requisito della salute mentale, così come l’indisponibilità a svolgere tale ruolo è una possibile causa di psicopatologia. Una relazione con genitori scarsamente empatici, quindi, potrebbe condurre gli hoarder a ricercare compulsivamente questa figura negli animali che accumulano nelle loro abitazioni. Inoltre, la funzione dell’oggetto-Sé è di cruciale importanza lungo tutto l’arco della vita e può essere svolta, in età adulta, da partner, amici e comunità di appartenenza. Gli animal hoarder, essendo generalmente individui socialmente isolati, potrebbero tentare di sopperire alla mancanza di relazioni sociali attraverso la vicinanza emotiva con gli animali