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28 Luglio 2023
19:29

Il Trentino approva l’emendamento che facilita l’abbattimento della fauna selvatica

Il Trentino approva Disegno di Legge di assestamento di bilancio e, tra gli articoli approvati vi è anche il n.57, che prevede un inasprimento nella gestione della fauna selvatica e una maggiore autonomia.

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Foto IStock

Nella serata di giovedì 27 luglio il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento ha approvato (con 22 voti a favore e 10 contrari), il Disegno di Legge riguardo l'assestamento di bilancio e, tra gli articoli deliberati vi è anche il n.57, nel quale vengono inserite due integrazioni relative alla gestione faunistica sul territorio provinciale.

Secondo quanto riportato nel documento, visionato da Kodami, la Provincia potrà: «Disporre sempre l'uccisione dell'esemplare, quando si verifica una delle seguenti condizioni». Le opzioni elencate nell'articolo sono cinque e dimostrano un ulteriore inasprimento nella gestione di orsi e lupi da parte della Pat. Ciò che più allarma, delle poche righe di questo documento, il cui firmatario è lo stesso Presidente Maurizio Fugatti, è il fatto che basterà la segnalazione di un individuo all'interno di un centro residenziale, o nelle immediate vicinanze di abitazioni stabilmente in uso, per intervenire con l'abbattimento. 

Lo stesso vale anche nel caso in cui l'animale dovesse provocare danni ripetuti ai patrimoni per i quali l'attivazione di misure di prevenzione o dissuasione risultano inattuabili o inefficaci, o se vi è un contatto, un attacco, un inseguimento o un tentativo di entrare nelle abitazioni (anche frequentate solo stagionalmente).

La seconda modifica riguarda invece unicamente gli orsi e offre maggiori poteri alla Giunta in caso di danni al settore dell'apicoltura. Infatti, nel documento si legge: «La Giunta provinciale può dettare disposizioni attuative di questo articolo con riguardo alle aree geografiche interessate dalla presenza della specie, anche in deroga alle precedenti disposizioni del decreto del Presidente della Provincia del 19 maggio 2017», ovvero il regolamento urbanistico/edilizio.

Tutto ciò avviene a pochi giorni dalla firma, sempre da parte di Fugatti, di un'ordinanza di abbattimento di due lupi responsabili di alcune predazioni di animali da allevamento a Malga Boldera, in Lessinia, al confine con il Veneto.

La decisione del Presidente della Pat, per la prima volta, ha ricevuto anche il parere positivo di Ispra, che ha definito questa opzione «Non lesiva per la popolazione». Per questo motivo, negli ultimi, giorni diverse associazioni di tutela animale hanno presentato un'istanza di sospensione che, però, è stata respinta dal Tar e, quindi, l'ordinanza di Fugatti rimane ancora valida.

«Siamo al lavoro per un ricorso in via cautelare, che presenteremo insieme a Lndc animal protection e WWF – commenta a Kodami Simone Stefani, vicepresidente di Lav e responsabile della sezione trentina dell'organizzazione – Maurizio Fugatti sta continuando la sua azione personale contro gli animali selvatici e ora, oltre che con gli orsi, se la sta prendendo anche con i lupi. Proprio in Lessinia, però, sappiamo bene che molti animali vengono allevati allo stato brado e, inoltre, è indispensabile verificare l'effettivo funzionamento delle recinzioni. L'abbattimento non è necessario, perché é noto che in altre zone del nostro paese sono stati sperimentati altri metodi, come ad esempio la dissuasione, che è certamente una strategia da mettere in atto prima di intervenire sparando agli animali».

La Regione Veneto, ad esempio, sta operando con un progetto di monitoraggio della specie che, quando le misure preventive come le recinzioni elettrificate e l'ausilio di cani da guardiania non sono risultati sufficienti, prevede proprio all'allontanamento dei singoli soggetti attraverso la dissuasione. Il Trentino, invece, ha dimostrato più volte di voler perseguire la strada della maggiore autonomia gestionale, proprio per scavalcare Ispra e poter procedere con l'abbattimento con maggiore facilità.

«Siamo sconcertati per ciò che sta facendo il Presidente Fugatti, soprattutto alla luce di quanto emerso dall'ultimo rapporto Grandi Carnivori, pubblicato poche settimane fa», aggiunge il responsabile di Lav.

Nel dossier, infatti, è emerso che i danni alla zootecnia attribuibili al lupo sono calati rispetto all'anno precedente. «Il Trentino sta facendo a tutti gli effetti da apripista nella battaglia contro i lupi – conclude Stefani – Dopo decenni di protezione, ricomincia la stessa persecuzione per cui, in passato, siamo arrivati alla quasi totale scomparsa della specie nel nostro paese».

Della stessa idea anche Enpa, Leidaa e Oipa, che hanno impugnato l'ordinanda di abbattimento degli animali, chiedendone l’annullamento. Ivana Sandri, inoltre, responsabile di Enpa Trentino, ha condotto degli accertamenti sul posto, rilevando una condizione di gestione degli animali simile a quella del pascolo brado.

«I soli recinti elettrificati possono non essere sufficienti a evitare gli eventi predatori», commentano Enpa, Leidaa e Oipa in una nota: «In situazioni come per esempio il ricovero notturno degli animali più indifesi, è indispensabile la presenza del pastore o quanto meno di cani da guardiania appositamente educati».

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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