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24 Ottobre 2023
17:10

Il traffico di cuccioli dall’est Europa all’Italia vale oltre 6milioni di euro: si chiude il processo a Napoli

Si è concluso a Napoli uno dei più importanti processi per traffico illecito di cuccioli dall'Est Europa. I giudici hanno disposto la confisca di oltre 6milioni di euro connessi all'attività illecita, una cifra che svela la portata di questo business internazionale.

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Si è concluso oggi a Napoli uno dei più importanti processi per traffico di cuccioli dopo l’entrata in vigore nel 2010 della legge che ha introdotto il reato di traffico illecito di animali da compagnia. I giudici del Tribunale di Napoli Nord hanno disposto la confisca di oltre 6milioni di euro connessi all'attività illecita, una cifra che svela la portata di questo business internazionale.

Quello del traffico di cuccioli in tutto il mondo è un giro d'affari milionario, secondo solo ai business di droga e armi, che ogni anno movimenta in tutta Europa oltre 46 mila cani. Il traffico di cuccioli provenienti dai paesi dell'Est e importati in Italia, è infatti parte di un commercio illecito, straordinariamente redditizio e transnazionale che attraversa l'intero continente.

«Speriamo che la confisca di oltre 6milioni di euro, legata ai reati tributari connessi al traffico, possa servire a mostrare quanto questo business sia redditizio per chi lo gestisce, e quindi ad aumentare l'attenzione delle istituzioni», dichiara a Kodami Laura Mascolo, avvocata e referente per la Campania di Horse Angels Odv, associazione di tutela animale parte civile nel processo.

«È stato fatto un grandissimo lavoro da parte dei giudici – aggiunge Mascolo – a cominciare dalla ricostruzione della rete internazionale che permetteva di introdurre in Italia cuccioli di età inferiore ai tre mesi, come è stato accertato durante il processo». Per questo motivo inizialmente era stato contestato anche il reato di associazione delinquere in capo alla società che smistava gli animali dall'Ungheria all'Italia, capo d'imputazione che però è caduto nella sentenza di primo grado.

I cuccioli di cane venivano prelevati in Ungheria e portati a Napoli per essere venduti illegalmente. I fatti risalgono a una finestra temporale che va dal 2014 al 2017, e per questo molti reati contestati inizialmente sono caduti in prescrizione, complice la pandemia di Covid-19 che ha bloccato la macchina della giustizia per quasi due anni.

Non sono cadute in prescrizione però le accuse di traffico illecito, maltrattamento e i reati tributari, connessi in particolare all'evasione delle imposte e dell'Iva. Per tutti gli imputati giudicati colpevoli è intervenuta la condanna della reclusione oltre alla refusione delle spese processuali e del risarcimento nei confronti delle associazioni costituitesi: Horse Angels, Lav, Lndc Animal Protection, Anpana, Oipa e Lac.

«Questo processo è l’ennesima conferma di come la tratta dei cuccioli rappresenti un giro d’affari tutt’altro che trascurabile e susciti sempre di più gli appetiti di gruppi organizzati – ha affermato Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Zoomafia LAV – L’azione di contrasto deve orientarsi verso l’adozione di metodologie investigative tipiche di quelle usate per contrastare la criminalità organizzata e i reati economici e finanziari, perché si tratta di uno dei business zoomafiosi più redditizi che coinvolge migliaia di animali ogni anno e che vede attive anche vere e proprie organizzazioni transazionali».

Giornalista per formazione e attivista per indole. Lavoro da sempre nella comunicazione digitale con incursioni nel mondo della carta stampata, dove mi sono occupata regolarmente di salute ambientale e innovazione. Leggo molto, possibilmente all’aria aperta, e appena posso mi cimento in percorsi di trekking nella natura. Nella filosofia di Kodami ho ritrovato i miei valori e un approccio consapevole ma agile ai problemi del mondo.
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