Per lungo tempo la strana italica è stata considerata estinta in natura in Italia, ma adesso finalmente l'uccello endemico del nostro Paese è tornato a vivere in libertà grazie a un progetto di reintroduzione. Nei giorni scorsi, nella Valle del Mezzano, una Zona di Protezione Speciale del ferrarese, sono stati reintrodotti in natura numerosi esemplari di questa sottospecie scomparsa della starna comune: la Perdix perdix italica. L'obiettivo ambizioso del progetto Life Perdix è quello di ricreare una popolazione stabile e riproduttiva entro il 2024. All'inizio di agosto sono già stati reintrodotti i primi 750 esemplari e altri 500 si sono aggiunti nei giorni successivi in diverse aree controllate. Tanti altri verranno rilasciati a fine stagione e nei prossimi tre anni, per così raggiungere il totale di 27mila individui stimati per mantenere sana la popolazione in natura.

Il momento del rilascio nei recinti di ambientamento

La starna italica (Perdix perdix italica) è un uccello di taglia media stanziale e camminatore, come lo sono i fagiani e le coturnici. Era diffusa nei territori appenninici e alpini della nostra penisola, ma a partire dalla metà del secolo scorso le popolazioni sono andate via via sparendo, a causa dell'alterazione degli ambienti rurali, come campi di cereali e pascoli, e perché sono state rimpiazzate da altre sottospecie di starna introdotte per scopo venatorio. Si nutre quasi esclusivamente di semi, germogli e bacche, ma integra la sua dieta anche con insetti e larve.

Per poter quindi salvare questo uccello rimasto solo in pochi allevamenti è partita un'accurata selezione genetica condotta dagli esperti dell'ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), che ha permesso nel 2019 di avviare un allevamento specifico presso il Centro faunistico di Bieri (Lucca), dove sono state utilizzate anche tecniche sperimentali per favorire l'adattamento degli individui all'ambiente naturale.

Ora, gli animali rilasciati in ambiente semiselvatico, saranno monitorati costantemente con diversi metodi, come la radiotelemetria, le osservazioni dirette, i conteggi con i richiami e persino con l'aiuto di unità cinofile specializzate. Anche turisti e comuni cittadini con le loro osservazioni saranno fondamentali per valutare il successo del rilascio e eventualmente individuare eventuali criticità che ne minaccerebbero la sopravvivenza in natura.

Il progetto Life Perdix è cofinanziato dall'Unione europea e nasce per tutelare la biodiversità italiana attraverso l'allevamento e la reintroduzione della starna italica. Il programma punta inoltre ad acquisire informazioni e conoscenze utili a tutto ciò che ruota intorno alla genetica, alla riproduzione in cattività e al rilascio in natura di specie rare o minacciate, per poter così fornire linee guida e incoraggiare altri progetti di conservazione per le specie autoctone europee a rischio estinzione.

Due camosci appenninici liberati nel Parco dei Sibillini, continua la reintroduzione

Il ritorno della lince iberica, una delle specie più minacciate al mondo