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26 Giugno 2023
13:06

I serpenti possono vivere nell’acqua?

Non tutti sanno che i serpenti possono vivere nell'acqua. Oltre a strisciare, sono infatti anche degli abili nuotatori, grazie alla conformazione del loro corpo e alla potente muscolatura.

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I serpenti, grazie alla loro conformazione corporea, ai loro muscoli e alla loro grande adattabilità ambientale, riescono a vivere in diversi contesti naturali e in una grande tipologia di ambienti non solo terrestri. I serpenti possono vivere nell'acqua e sono inoltre anche in grado di trattenere il respiro, con alcune specie terrestri come la natrice dal collare (Natrix natrix), molto comune in Italia, che riescono a restare in apnea anche per oltre 25/28 minuti, a secondo delle condizioni fisiche e dell'età dell'esemplare.

Nel corso dell'evoluzione però questi rettili hanno persino colonizzato le aree naturali costiere soggette all'alternanza delle maree ed è stato per questo se circa 15 milioni di anni fa, durante il Miocene, alcune specie si sono addirittura adattate perfettamente al mondo marino, divenendo a tutti gli effetti parte della fauna delle barriere coralline.

Anche queste specie, circa 57, appartenenti alla sottofamiglia Hydrophiinae, devono tuttavia raggiungere la superficie per respirare, riuscendo però a restare in apnea per circa un'ora, prima di essere costretti a risalire.

Quasi tutti i serpenti sono in pratica capaci di nuotare e restare in apnea, ma solo le specie propriamente marine riescono a nuotare efficacemente sotto il livello del mare, raggiungendo anche in taluni casi circa i 300 metri di profondità, per effettuare la caccia.

Quali sono i serpenti che vivono in acqua?

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Possiamo distinguere i serpenti in due categorie.

I serpenti semiacquatici sono quelle specie che vivono prevalentemente sulla terraferma e che abitualmente trascorrono parte della loro giornata in acqua o per spostarsi o per trovare delle potenziali prede. La natrice dal collare già menzionata è una di queste e in Europa quando nuotano al livello della superficie di un fiume o di un lago principalmente vanno a caccia di piccole ranocchie, anfibi o pesci.

Anche gli anaconda e il mocassino Acquatico (Agkistrodon piscivorus) sono dei serpenti semiacquatici, ma a differenza delle natrici nostrane queste specie si cibano prevalentemente di vertebrati di grossa taglia. L'anaconda, tra l'altro, è famosa per essere un'ottima nuotatrice del Rio delle Amazzoni, essendo infatti capace di nuotare senza essere vista né percepita, riesce a uccidere le sue vittime tramite lo strangolamento, portandole al soffocamento con le sue spire.

Il comportamento semiacquatico si è dimostrato vincente per quei serpenti che vivono soprattutto all'interno di territori paludosi o che presentano diversi acquitrini, garantendo così una maggiore possibilità di movimento all'animale. Tali specie però sono comunque terrestri e per riprodursi e riposare devono per forza tornare sulla terraferma o scegliere un cumulo di fango dove nascondersi.

I serpenti acquatici invece sono quasi del tutto presenti nelle zone tropicali dell‘Oceano Pacifico e dell'Oceano Indiano e a differenza dei loro cugini non possono vivere per molto tempo sulla terraferma, limitandosi a riposare sulla spiaggia per qualche minuto. Essi infatti rischiano tra le tante cose la disidratazione e il loro movimento risulta molto goffo, quando sono sottoposti ad un suolo regolare come può essere quello di una boscaglia o di una prateria.

Queste specie vivono sia nei pressi delle coste, cacciando all'interno delle grandi barriere coralline, ma anche in mare aperto, seppur preferiscono di gran lunga abitare il primo habitat, più ricco di pesci e più semplice da esplorare. Una delle specie più note è il serpente di mare bocca gialla (Laticauda colubrina)che vive nel Sud-est asiatico fino in Australia. Il serpente di mare bocca gialla è famoso anche per essere una delle specie più velenose dell'oceano ed è per questo se la sua specie è particolarmente conosciuta fra gli appassionati e gli amanti dell'immersioni.

Un suo morso può infatti condurre alla morte l'uomo dopo pochi minuti, ma differentemente da quanto ci si aspetterebbe questa specie usa il veleno molto raramente nei confronti degli esseri umani. Prediligendo infatti la fuga ed effettuando spesso la tanatosi, una recita in cui simula il comportamento di un serpente morto, il serpente di mare bocca gialla attacca infatti raramente i vertebrati più grossi di lui ed è per questo se viene considerata una specie docile.

La maggior parte dei serpenti marini ha continuato a mantenere un legame con la terraferma perché di solito nidificano a terra, ma esistono anche delle specie ovovivipare, che completano la gestazione delle proprie uova in acqua, mantenendo i piccoli nel grembo finché non sono pronti nel partorire

Dove vivono i serpenti d'acqua?

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Laticauda colubrina

Le specie semi acquatiche che vivono in Italia si trovano principalmente lungo gli argini fluviali, come nei pressi dei laghi o dei percorsi di acqua dolce che vengono utilizzati in agricoltura per l'irrigazione. Talvolta è possibile trovare degli esemplari anche vicino alle piscine private o in vicinanza degli imbocchi delle fogne, che in taluni casi possono risultare un rifugio per questi animali.

Le specie legate all'acqua presenti nel nostro paese, oltre alla natrice del collare, sono molte. Abbiamo per esempio diverse specie di colubridi, come il colubro liscio, il colubro leopardino, il colubro ferro di cavallo, il colubro lacertino e il colubro di riccioli, che sono presenti in gran parte della penisola e dell'isole maggiori. Anche però il biacco e il marasso possono trovarsi nei pressi di alcune zone umide o paludose, visto che in vicinanza di queste aree le prede abbondano ed è più facile per loro ottenere complessivamente delle risorse.

I serpenti propriamente marini invece come detto sono completamente assenti all'interno del bacino del Mediterraneo e si trovano o nella regione dei Caraibi o fra l'oceano Pacifico e l'Indiano, dimostrando che la loro storia evolutiva li ha praticamente mantenuti nei pressi delle grandi barriere.

È vero che i serpenti escono dal Water?

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In taluni casi anche i serpenti terrestri come detto riescono a restare in apnea per circa mezz'ora e quando sono soggetti a dei periodi di estrema siccità, può capitare che essi si rifugiano nelle fogne o all'interno delle condutture dell'acqua.

Questo costituisce un problema, in particolar modo per gli animali stessi.

In effetti vivere a contatto con le nostre acque reflue non è particolarmente igienico neanche per loro. Inoltre gli esemplari più grossi rischiano di rimanere incastrati all'interno delle tubature, soprattutto in quelle condutture note come a "collo d'oca", che servono alle abitazioni per non far sentire la puzza tipica di marcio delle fognature.

In Italia come all'estero quindi diversi casi hanno dimostrato come i serpenti riescano talvolta a viaggiare per chilometri, all'interno delle tubature urbane, sbucando qualche volta al di fuori dei wc, provocando lo shock in diversi proprietari di casa.

Quando ciò succede l'importante è però non farsi prendere dal panico. Questi serpenti spesso infatti sono stanchi e affamati e nella maggioranza dei casi sono anche "bloccati" dal collo d'oca precedentemente descritto. Dunque non bisogna tirare via lo sciacquone, per non ucciderli, e basta chiudere la tavolozza del bagno, magari appoggiandoci qualcosa sopra, affinché il serpente non fuoriesca del tutto e cammini in caso.

Bisogna inoltre subito chiamare il pronto intervento dei vigili del fuoco o degli esperti,poiché anche la sopravvivenza dell'animale va garantita. I tecnici giunti in casa libereranno così il gabinetto dalla presenza del malaugurato ospite, anche se talvolta – soprattutto in paesi come l'India o la Thailandia – è necessario rompere il wc, affinché il serpente liberi le condutture in cui è rimasto incastrato.

Questi incidenti dimostrano tuttavia quanto sono elaborate le capacità di apnea e di nuoto di questi animali, che pur di sopravvivere e di cercare del cibo si spingono in luoghi in cui nessun umano vorrebbe metterci piede.

Sono laureato in Scienze Naturali e in Biologia e Biodiversità Ambientale, con due tesi su argomenti ornitologici. Sono un grande appassionato di escursionismo e di scienze e per questo ho deciso di frequentare un master in comunicazione scientifica. La scrittura è la mia più grande passione.
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