Una pianura sconfinata, balle di fieno sospinte dal vento, un gringo solitario ed il suo destriero vagano verso Ovest senza notare e quasi calpestando un pericoloso crotalo adamantino. Il serpente a sonagli è un cult dei film western, uno di quegli elementi impressi nel nostro subconscio dalla cultura cinematografica hollywoodiana. Basta il suono del suo sonaglio per evocarci l'aridità del deserto americano e procurarci un vago senso di inquietudine. È davvero pericoloso come sembra? Che probabilità abbiamo di incontrarlo in Italia?

Sono molte le specie di serpenti che possono essere definiti serpenti a sonagli, dalla vistosa caratteristica di possedere all'estremità della coda una struttura rigida, il sonaglio appunto, che fatto vibrare produce il suono distintivo. Sono vipere della sottofamiglia crotalinae, appartenenti a due generi: Crotalus e Sistrurus. Non a caso questi due nomi scientifici derivano dal latino e stanno ad indicare due strumenti musicali antichi. Ma qual è la funzione di una simile struttura, che di sicuro non passa inosservata a prede e predatori?

Conosciamo i serpenti a sonagli

I crotali sono animali a sangue freddo che, a differenza degli altri serpenti, mantengono in grembo le uova fecondate prima della schiusa partorendo i propri piccoli, caratteristica detta ovoviviparità. Le 36 specie conosciute sono tutte native del continente americano, dal Canada all'Argentina e come tutte le specie di vipere (ma ricordiamolo, non di serpenti!), sono dotate di veleni potenzialmente mortali per l'essere umano. Tali sostanze sono un mix di differenti molecole (come enzimi, ioni metallici, lipidi e proteine) la cui precisa composizione varia da specie a specie, e con capacità emotossiche, immobilizzanti e necrotiche. Una piccola quantità di veleno è iniettata nelle vittime tramite lunghi denti specializzati, cavi e appuntiti come delle siringhe, per immobilizzarle e predigerirle prima dell'ingestione. Età, dimensione e differenze specifiche possono influire molto su quantità e qualità del veleno. Il primato a riguardo è detenuto da Crotalus tigris ma la competizione all'interno di questa sottofamiglia è decisamente affiatata!

Nonostante queste caratteristiche, tuttavia, è bene ricordare che crotali e più in generale le vipere non sono animali tendenzialmente aggressivi. L'uomo non è assolutamente parte del loro menù, rappresentato da piccoli vertebrati come roditori, lepri e uccelli. Nella stragrande maggioranza dei rari incontri non vi saranno attacchi letali. Il sonaglio è stato evoluto proprio per evitare spiacevoli scontri, dissuadere possibili predatori e conservare preziose quantità di veleno. Questa struttura posta sulla punta della coda è formata da vari segmenti cavi e intercomunicanti che grazie ad una muscolatura specializzata possono produrre vibrando tra loro il caratteristico suono: un avvertimento chiaro e preciso a non cercare rogne. Un meccanismo di segnalazione analogo alle colorazioni di avvertimento di tantissimi animali velenosi ma basato sull'udito e non sulla vista. In spazi aperti come i deserti rocciosi del Nord America è bene, infatti, rimanere nascosti allo sguardo attento di aquile ed altri rapaci, assumendo colorazioni criptiche.

Ci sono i serpenti a sonagli in Italia?

Le probabilità di incontrare serpenti a sonagli in Italia sono estremamente basse, ma non del tutto nulle: possono capitare fughe di animali tenuti in cattività in terrari, come successo nel 2009 quando furono avvistati e catturati tre esemplari di Crotalus atrox in provincia di Roma.

Discorso diverso per altre specie di vipere nostrane, come l'aspide (Vipera aspis), il marasso (V. berus) o la meno nota vipera dell'Orsini (V. ursinii). I muretti a secco della macchia mediterranea, le rive dei torrenti ed i sentieri di campagna sono l'ambiente adatto per questi animali piuttosto schivi. Al fine di evitare morsi sarebbe opportuno seguire alcuni piccoli accorgimenti come evitare di scoperchiare sassi a mani nude. L'uccisione di vipere ed anche di serpenti totalmente innocui come bisce e natrici è purtroppo un evento assai più comune. Paura e avversione per questi animali derivano da ignoranza e scarsa conoscenza, in fondo come la maggior parte dei problemi causati dall'Uomo.

I serpenti a sonagli preferiscono zone disabitate come praterie e zone aride, soffrendo il disturbo antropico e la distruzione dell'habitat. Deliberate campagne di sterminio hanno portato molte specie in serio pericolo di estinzione da alcune zone del loro areale, ma nel complesso le varie specie (tranne alcune eccezioni come C. catalinensis) presentano un rischio minimo di estinzione. Studi recenti hanno indagato come in alcune popolazioni presenti in zone densamente abitate sia sempre più comune l'insonorizzazione dei sonagli. Questo fenomeno sembra essere attribuito alle pressioni selettive dell'uomo, che, ammazzando più frequentemente gli esemplari rumorosi, sta portando indirettamente alla perdita di tale carattere. Un esempio di ciò che sta accadendo ad altre specie animali, come gli elefanti e le loro magnifiche zanne di avorio.