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12 Luglio 2022
17:25

I rinoceronti bianchi tornano nel Parco nazionale di Zinave in Mozambico dopo 40 anni

Il trasferimento del primo gruppo di rinoceronti bianchi è l'inizio del progetto di ripopolamento del parco mozambicano, devastato da 16 anni di guerra.

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Giornalista
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Princesa, la prima nata dopo il trasferimento dei rinoceronti nel parco del Mozambico (credits: Peace Parks Foundation)

La nascita di Princesa, cucciolo di rinoceronte bianco che ha visto la luce nel Parco nazionale di Zinave in Mozambico alla fine di giugno, è già di per sé una vittoria, visto che nell'ultimo decennio oltre 8.000 rinoceronti bianchi e neri (più di un terzo dell'intera popolazione rimasta al mondo) sono stati persi a causa del bracconaggio nell'Africa meridionale, e visto che l'ultimo rinoceronte era stato segnalato in questo parco 40 anni fa. Ma la nascita della piccola principessa è una vittoria soprattutto perché si tratta della prima nata dopo l’arrivo di 19 rinoceronti spostati dal Sudafrica al Mozambico per il progetto di ripopolamento del parco naturale distrutto e depredato dalla lunga guerra che ha insanguinato il paese africano per 16 anni.

40 rinoceronti per ripopolare il Parco nazionale di Zinave

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La cattura dei rinoceronti in Sudafrica da dove sarebbero stati spostati in Mozambico (credits:@PeacePark Foundation)

Princesa è così solo il primo frutto del trasferimento di oltre 40 rinoceronti bianchi che interesserà il parco mozambicano nei prossimi due o tre anni, con l’obiettivo di ottenere in otto-dieci anni una florida popolazione di rinoceronti che rivitalizzi il parco stesso e che possa anche essere utilizzata per ripopolare altre aree protette. Un trasferimento che non si improvvisa ma che è il frutto di lunghi anni di preparazione.

Una preparazione che è partita con il ripristino vegetazione per le aree in cui arriveranno i rinoceronti e con la conseguente rinascita di un parco ormai ridotto ai minimi termini; con l’aumento del numero dei ranger che, appositamente addestrati, dovranno proteggere l’area dai bracconieri; con lo studio delle modalità di trasferimento in sicurezza degli animali escogitando metodi mai utilizzati prima per coprire distanze così grandi; con nuove strutture di accoglienza per gli animali e infine con una logistica di avanguardia e tecnologicamente avanzata per il trasporto, la salvaguardia e la protezione dei “rinoceronti del futuro”.

Questa storica e pionieristica iniziativa di rewilding è il risultato di una partnership tra l'Amministrazione Nazionale per le Aree di Conservazione del Mozambico (ANAC), la Peace Parks Foundation e la Exxaro Resources, con il supporto e la collaborazione dei governi del Mozambico e del Sudafrica.

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La sosta a metà viaggio nel Parco Nazionale di Maputo (creditsPeaceParksFoundation)

Il parco di Zinave è un’area fondamentale del Grande Limpopo, una delle Aree di Conservazione Transfrontaliera più grandi del mondo. Istituita nel 2002 dai governi di Mozambico, Sudafrica e Zimbabwe questa gigantesca area naturalistica protetta si estende per oltre 100.000 chilometri quadrati entro i confini dei tre stati e comprende cinque parchi nazionali, tra cui l'iconico Parco Nazionale Kruger. Proprio nell'ambito dell’accordo tra questi tre Paesi è nata l’idea della rinaturalizzazione dei parchi nazionali del Mozambico.

Tra questi Zinave ha un ulteriore importanza in quanto punto di riferimento per i corridoi migratori che corrono tra i Paesi e che sono fondamentali per i trasferimenti naturali dei grandi mammiferi che abitano il territorio. L’accordo di co-gestione a lungo termine nel 2015 stipulato tra l'ANAC e Peace Parks, è stato quello di rinselvatichire il parco per creare un ecosistema sano, introducendo popolazioni di fauna selvatica vitali, attirare nuovamente i turisti nel parco e sostenere i mezzi di sussistenza delle comunità locali che vivono intorno al parco. Fino ad oggi sono stati introdotti a Zinave 2.400 animali da selvaggina che rappresentano 14 specie diverse, tra cui elefante, zibellino, giraffa, bufalo, zebra, gnu, leopardo e iena.

In particolare, una piccola popolazione di leoni si è introdotta nel parco grazie ai corridoi tra i cinque parchi nazionali della Grande Area di Conservazione Transfrontaliera del Limpopo e grazie all'introduzione del rinoceronte a Zinave diventerà l'unico parco nazionale del Mozambico ad accogliere i cosiddetti "big five", i cinque grandi predatori africani che costituiscono l’attrattiva maggiore di ogni safari fotografico di successo: leone, elefante, rinoceronte appunto, e poi bufalo e leopardo.

Un’operazione senza precedenti

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L’arrivo nel parco nazionale del Mozambico (credits:@PeaceParksFoudation)

Una distanza di mille e 600 chilometri da coprire, ora più ora meno, in 70 ore, trasportando una vera e propria mandria di rinoceronti adulti dalla Manketti Game Reserve in Sudafrica, di proprietà della società di risorse diversificate Exxaro Resources, fino al Parco Nazionale di Zinave, in Mozambico, cogestito dall'Amministrazione nazionale per le aree di conservazione e dalla Peace Parks Foundation, ovviamente mettendo al primo posto la sicurezza e la salute degli animali.

Il grande trasferimento, che si è snodato con una lunga fila di camion attrezzati e carichi di casse piene di rinoceronti attraverso i grandi territori africani, ha avuto la necessità di essere gestito dai partner del progetto, Conservation Solutions e Mozambique Wildlife Alliance in tre fasi. «Nella prima fase i rinoceronti sono stati catturati e scaricati temporaneamente in alloggi di contenimento per monitorare le loro condizioni fisiche e garantire che fossero idonei al viaggio – spiegano gli organizzatori del trasferimento. –  Una volta accertato che erano sani e in buone condizioni, il processo di cattura è stato ripetuto, ma questa volta i rinoceronti sono stati "portati a spasso" in casse e sollevati su camion a pianale con una gru speciale, prima di essere trasportati al Maputo National Park, per una sosta intermedia». Qui sono stati messi a riposo, nutriti e dissetati per un paio i giorni, prima di essere nuovamente caricati per la terza e ultima tappa del viaggio, verso Zinave.

Qui, una volta arrivato il serpentone di camion carichi accompagnato da veterinari e operatori delle associazioni, «le casse sono state scaricate il più rapidamente possibile e ai rinoceronti è stato permesso di trasferirsi in altri alloggi temporanei. Sono stati immediatamente nutriti e hanno avuto accesso all'acqua, mentre un'équipe veterinaria era a disposizione per controllare ciascuno di loro». Finalmente al sicuro e dopo un lunghissimo viaggio avranno tempo a sufficienza per nutrirsi, riprendere le forze e sostenere le nuove visite mediche che sanciranno il momento in cui potranno essere rilasciati nel santuario dei rinoceronti, molto più grande e costruito appositamente per questo scopo, dove potranno vagare liberamente.

Contro il bracconaggio 34 rangers in più, un elicottero, un aereo e una squadra di cani

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I primi passi dei 19 rinoceronti trasferiti (credits:@PeaceParksFoundation)

«Mai prima d'ora si era fatto ricorso ad alloggiamenti di passaggio per interrompere il lungo viaggio e garantire il benessere degli animali e ha funzionato molto bene –  spiega la responsabile della comunicato della Peace Parks Foundation Lise-Marie Greeff-Villet – tutto questo ha fornito una nuova metodologia per lo spostamento dei rinoceronti attraverso il continente e consentirà il ripopolamento di aree protette che in precedenza non erano accessibili per trasferimenti di questo tipo». Ora però si tratta di lavorare anche sulla sicurezza e sulla protezione dei rinoceronti arrivati.

In un’Africa ancora afflitta dal bracconaggio, proteggere questi esemplari destinati a ripopolare un parco dal quale erano scomparsi ormai quarant’anni fa, rappresenta la priorità del progetto. «Per massimizzare la sicurezza dei rinoceronti, ciascuno di essi è stato dotato di un sensore di localizzazione all'avanguardia, che permette di seguire in diretta gli animali e le risorse in una sala di controllo operativa 24 ore su 24, 7 giorni su 7» conclude sottolineando che attualmente i movimenti dei rinoceronti sono limitati ad un’area circoscritta all'interno del parco proprio per concentrare gli sforzi di contrasto al bracconaggio e mantenere uno stretto controllo del perimetro dell’area.

Sempre per questi motivi si è pensato di aumentare le risorse umane dei rangers: «Un investimento significativo è stato destinato a ulteriori sforzi di protezione, tra cui il reclutamento di 34 ranger aggiuntivi che hanno ricevuto una formazione specialistica sulla protezione dei rinoceronti, portando a 80 il numero di ranger dispiegati nel santuario e nelle aree circostanti. Inoltre, 20 guardie del santuario saranno impiegate per individuare in prima linea le incursioni. Infine, sono stati introdotti un elicottero e un aereo, coadiuvati da un'unità con una squadra di cani».

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Princesa, la prima cucciola nata, e la madre nel parco (credits:@PeaceParkFoundation)

«Il ritorno del rinoceronte consente di introdurre Zinave come nuova ed entusiasmante destinazione turistica in Mozambico, con le ricercate specie "big-five": l'unico parco nazionale del Mozambico che ospita elefanti, rinoceronti, leoni, leopardi e bufali – aggiunge Werner Myburgh, CEO della Peace Parks Foundation. – Questo aprirà le porte agli investimenti internazionali e allo sviluppo del turismo, che a sua volta genererà entrate per sostenere le operazioni del parco, restituendo al contempo alle comunità locali che riceveranno il 20% delle entrate del parco e beneficeranno direttamente della creazione di ulteriori posti di lavoro e di tutta una serie di opportunità di sostentamento che si stanno ora realizzando».

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Maria Grazia Filippi
Giornalista
Scrivo da sempre, ma scrivere di animali e del loro mondo è la cosa più bella. Sono laureata in lettere, giornalista professionista e fondatrice del progetto La scimmia Viaggiante dedicato a tutti gli animali che vogliamo incontrare e conoscere nei luoghi dove vivono, liberi.
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