Candirù attaccato a un esemplare di Doras phlyzakion © Lubich CCF, Martins AR, Freitas CEC, Hurd LE, Siqueira–Souza FK (2021) A candiru, Paracanthopoma sp. (Siluriformes: Trichomycteridae), associated with a thorny catfish, Doras phlyzakion (Siluriformes: Doradidae), in a tributary of the middle Rio Negro, Brazilian Amazon. Acta Ichthyologica et Piscatoria 51(3): 241–244.
in foto: Candirù attaccato a un esemplare di Doras phlyzakion © Lubich CCF, Martins AR, Freitas CEC, Hurd LE, Siqueira–Souza FK (2021) A candiru, Paracanthopoma sp. (Siluriformes: Trichomycteridae), associated with a thorny catfish, Doras phlyzakion (Siluriformes: Doradidae), in a tributary of the middle Rio Negro, Brazilian Amazon. Acta Ichthyologica et Piscatoria 51(3): 241–244.

Alcuni pesci hanno una dieta alimentare molto particolare: si nutrono infatti del sangue di altre specie a cui si attaccano proprio come delle ventose. Tra questi ci sono anche quelli del genere Paracanthopoma, o anche chiamati candirù, parassiti ematofagi che estraggono e succhiano il sangue dalle arterie branchiali di altri pesci.

Un team di ricercatori ha però fatto una curiosa scoperta: mentre stava raccogliendo dei campioni in un lago che fa parte del bacino del Rio delle Amazzoni, si è accorto che alcuni individui di pesce gatto della specie Doras phlyzakion presentavano sul corpo, precisamente sotto le placche ossee laterali, uno o due esemplari di candirù ben attaccati alla superficie corporea. Il ritrovamento gli è sembrato alquanto strano, perché in genere i candirù si posizionano sulle branchie. Che ci facevano quindi in quella strana ubicazione? La risposta, derivante dal relativo studio, è stata pubblicata sulla rivista Acta Ichthyologica et Piscatoria.

Per scoprirlo i ricercatori hanno analizzato i dodici esemplari di candirù trovati su ben nove adulti di Doras phlyzakion. Ogni esemplare di pesce gatto ospitava quindi uno o due esemplari di carindù aggrappati saldamente al corpo vicino alle placche ossee laterali: più grande era il pesce, più erano i parassiti che ospitava.

Attraverso analisi microscopiche, i ricercatori si sono resi conto che i carindù non presentavano nel loro stomaco né sangue né pezzi di pesce. Sembrava quindi piuttosto evidente che i piccoli candirù non si trovavano lì per cibarsi, ma per un altro motivo. I ricercatori suggeriscono che i carindù potrebbero prendere un passaggio da questi pesci per raggiungere un luogo anche non troppo distante, ma senza la necessità di sprecare tempo ed energie, come se facessero una sorta di autostop.

Inoltre, i candirù sono davvero molto piccoli e quasi del tutto trasparenti, e potrebbero trarre protezione dal pesce gatto ospite passando inosservati dai predatori. Infine, siccome le placche ossee dei pesci gatto presentano degli uncini affilati, i candirù potrebbero scegliere questa posizione proprio per sfruttare al massimo la loro protezione e per difendersi, come se dicessero ai potenziali predatori "Meglio che state alla larga!". Furbi, no?

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